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lunedì 13 giugno 2016

Over the rainbow – Il colore come espressione dell’anima!: Kouros presenta Laura Miglioretti: il colore e la materia..

Le temps perdu

Nell’ambito della collettiva “Over the rainbow – il colore come espressione dell’anima”, ospitata a Firenze presso la Galleria Simultanea dal 3 al 15 Giugno, l’Associazione Kouros è lieta di presentare l’artista Laura Miglioretti, che espone due opere dal titolo “Le temps perdu” e “I due arlecchini”.

Laura, permettici di conoscerti meglio.. Come ha avuto inizio la tua passione?

Per caso.. prima ho iniziato con la scultura ed in seguito con la pittura, circa 8 anni fa..

Cosa senti al momento della creazione dell’opera? Parti sempre da un progetto già prefissato nella tua mente o preferisci farti guidare dalle sensazioni del momento?
Si in genere ho in mente un progetto, però in corso d’opera posso anche modificare, inventare qualcosa di diverso!

Quali sono le sensazioni che ti piacerebbe lasciare nel cuore e nella mente delle persone che si trovano ad osservare le tue opere?

La sensazione di gioia nel vedere la materia e il colore che si fondono e….. che si può ancora SOGNARE!

Alla nostra collettiva esponi “Le temps perdu”, un olio su tela contraddistinto da chiazze di colore che si intrecciano, unite ad elementi insoliti e una scultura in ceramica dal titolo “I due arlecchini”.Raccontaci come sono nate e se vi è un significato nascosto che vorresti trasmettere attraverso di esse..

“I due arlecchini” : l’idea della coppia è nata per trasmettere la tenerezza e lo sguardo affettivo per riscoprire il fanciullo che c’è in ognuno di noi.
“Le temps perdu”: per l’esplosività dei colori e per il significato del tempo, della memoria.

I due arlecchini


Quali sono i tuoi prossimi progetti espositivi?
Agrigento: Baia dei Turchi
Torino: Chiostro S. Annunziata


Alla luce della collettiva “Over the rainbow”, da noi organizzata, che si concentra sul colore come espressione dell’anima, qual è il tuo pensiero a riguardo? Il colore ha davvero questo potere e dunque la capacità di far vibrare le corde più profonde dell’animo?

Certamente il colore ha questo potere, soprattutto in questo momento di omologazione e di appiattimento, in un minimalismo che permea anche le nostre relazioni interpersonali sempre più anonime.



venerdì 10 giugno 2016

Over the rainbow – Il colore come espressione dell’anima!: Kouros presenta Marco Capolungo e la sua pittura onirico –fiabesca..


Marco Capolungo - Mondo perduto

Nell’ambito della collettiva “Over the rainbow – il colore come espressione dell’anima”, ospitata a Firenze presso la Galleria Simultanea dal 3 al 15 Giugno, l’Associazione Kouros è lieta di presentare l’artista Marco Capolungo, che esporrà un’opera dal titolo “Mondo perduto”.

Marco, raccontaci qualcosa di te.. Quando è nato l’artista che è in te?

Ho iniziato a dipingere verso i 25 anni. Più che altro, perché avevo una specie di storia in testa, da raccontare attraverso dei quadri. Poi, dopo un paio d'anni, queste idee si sono affievolite e ho continuato cercando sempre di trovare qualcosa che veramente avesse il potere di farmi prendere su i pennelli e cominciare, quasi sempre improvvisando.

Alla nostra collettiva esponi un’opera dal titolo “Mondo perduto”. Raccontaci  com’è nata l’idea di questo dipinto e quali sono le tecniche adoperate per realizzarlo:

Semplicemente ho improvvisato il disegno dopo aver buttato giù le prime linee già programmate. La tecnica è quella della mia pittura per quadri disegnati, pazienza e un buon stato psicologico.

Collegandoci al titolo di quest’opera “mondo perduto”, riflettiamo un momento sull’epoca attuale alla quale tale titolo potrebbe in qualche modo rimandare. In questo particolare momento storico cosa manca sia a livello politico/economico ma soprattutto dal punto di vista sociale?

E' diventato tutto troppo tecnologico, troppe macchine, troppi cellulari, troppi eventi, della moda non se ne conosce più il carattere dominante, è tutto variegato, è tutto dominato dal computer, ma con questo non voglio dire che i contatti umani siano peggiorati, solo che stando molto davanti al pc e ipnotizzati davanti a cellulari e social network, sicuramente si ha meno tempo per stare a contatto con se stessi, ci si dimentica quasi, si vola via, l'anima se ne va... forse . Quello che manca di più è il contatto con la natura.

L’arte può avere a tuo avviso un futuro nel nostro Bel Paese o bisognerà sempre rivolgersi all’estero?

Io sinceramente non sapevo neanche che la tendenza era quella di rivolgersi all'estero, ahahahah. Ma sì apriamo in tutti i sensi tutte le frontiere.

Alla luce della collettiva “Over the rainbow”, da noi organizzata, che si concentra sul colore come espressione dell’anima, qual è il tuo pensiero a riguardo? Il colore ha davvero questo potere e dunque la capacità di far vibrare le corde più profonde dell’animo?

Sicuramente sì, ma ci sono anche opere con una sola tonalità di colore che possono creare anche loro un risveglio dentro di noi di qualche sentimento. Io ho usato spesso molti colori, non né conosco il motivo, forse perché mi piace trovare accostamenti azzeccati, e mi sembra sempre di avere a disposizione troppi pochi colori. Ogni colore è importante, mettendoli insieme si può dar vita a un arcobaleno.
Quando guardo un'opera più che altro indago nell'anima dell'opera e in quella dell'artista, sì comunque spesso mi ci riconosco. Tutte le arti possono muovere l'anima, forse la più potente è la musica, ma la vista sicuramente per me è il senso più importante, più vasto, più assoluto, quindi osservare un quadro è come vedere un mondo, come allargare i propri confini.

Grazie Marco, le tue opere così variopinte e originali ci conducono in una dimensione al tempo stesso onirica e fiabesca, in universi paralleli fatti di luci e ombre, di mostri e corpi sensuali, quasi a voler fornire una descrizione surreale della vita stessa, con le sue gioie, i suoi dolori, e i momenti di follia.

domenica 5 giugno 2016

Over the rainbow – Il colore come espressione dell’anima!: Kouros presenta Irene Perbellini e l’arte come estrinsecazione di sé…


Nell’ambito della collettiva “Over the rainbow – il colore come espressione dell’anima”, ospitata a Firenze presso la Galleria Simultanea dal 3 al 15 Giugno, l’Associazione Kouros è lieta di presentare l’artista Irene Perbellini, che esporrà due opere dal titolo “Embrasser” e “I quattro elementi”.

Irene, aiutaci a conoscerti meglio.. Come e quando hai scoperto la tua passione per il magnifico mondo dell’arte?
Buongiorno. E’ successo circa un anno fa. Cercavo da tempo un modo per esprimere le mie emozioni diverso dalla parola. Mi piacciono i colori, e da piccola adoravo disegnare. E così una sera sono entrata in un colorificio e ho comprato una tela…

Sappiamo che oltre alla pittura ti dedichi anche alla scultura in argilla.. Sei dunque un’artista poliedrica e che ama molto sperimentare. Cos’è che senti prima della creazione di ogni opera? Ti piace elaborare un progetto da cui partire o ti lasci guidare dall’istinto?
Con la scultura ho iniziato quest’anno a gennaio. E’ successo come per la pittura. Sono entrata in un colorificio e ho comprato l’argilla. Volevo dare un’altra sfumatura alle mie emozioni, e sperimentare qualcosa di diverso. Sia per i quadri che per l’argilla evito più possibile l’uso di pennelli o strumenti. Mi piace sentire al tatto il colore e la terra. Mi sembra, in questo modo, di avere un contatto diretto tra la mia anima e l’opera che sto creando, sensazione che non provo se uso strumenti in quanto, per me, causano un distacco, una separazione.
Quando inizio un quadro o scultura so esattamente cosa voglio esprimere, ma spesso non so esattamente cosa fare. Inizio, mi lascio trasportare dall’istinto, e, se ho raggiunto il mio obiettivo, firmo l’opera. Una volta firmata non la cambio più. E questo significa che l’opera è finita, e che quindi l’opera racconta la mia emozione.

Alla nostra collettiva esponi due tele intitolate rispettivamente “Embrasser”, e “I quattro elementi”. Molto interessante tra le due è certamente quest’ultima, che come documentato dal video, che sarà presente in mostra, è stata da te dipinta su una spiaggia, rappresentando un vero e proprio action painting. Raccontaci meglio questa esperienza e spiegaci anche com’è nata “Embrasser”:
Lo scorso inverno sono stata al mare. Il mare d’inverno è meraviglioso. Ho subito pensato di dipingere sulla spiaggia perché ero curiosa di sentire cosa avrei provato, davanti al mare. Infatti l’emozione è stata grande. Sembrava che il mare, la sabbia, il vento, il cielo, le conchiglie fossero lì a farmi compagnia e ad ispirarmi. Ho portato un pezzo di mare in questo quadro, che ho chiamato “i quattro elementi”. I colori sono stati diluiti con acqua salata, e sul quadro è stata messa della sabbia e conchiglie. L’action painting è una tecnica che mi piace moltissimo. E’ liberatoria. Quando il colore arriva con forza sulla tela mi emoziona e mi sfoga. Spesso mi commuove.
“Embrasser” è un quadro che è nato di notte. Mi sono svegliata e ho iniziato a mettere su tela tutti i colori. Li ho uniti insieme con le dita. Embrasser significa abbracciare. Ho voluto rappresentare in questo modo la mia visione di un abbraccio, ricambiato, dato ad una persona alla quale si vuole bene. L’emozione che sento è quella di una visione di colori che si uniscono tra di loro, come farfalle in volo.

Quali sono i tuoi prossimi progetti artistici?
Ho partecipato ad aprile scorso ad una mostra nel teatro dei Dioscuri al Quirinale con alcune sculture. Ho appena concluso una mostra personale nel centro della mia città, Verona, che ha riscosso molto successo. Parteciperò insieme ad altri artisti ad una mostra a Desenzano del Garda, a luglio. Terrò una nuova mostra personale verso fine anno, in una piccola galleria d’arte, a Verona.

Alla luce della collettiva “Over the rainbow”, da noi organizzata, che si concentra sul colore come espressione dell’anima, qual è il tuo pensiero a riguardo? Il colore ha davvero questo potere e dunque la capacità di far vibrare le corde più profonde dell’animo?
Credo ci sia un profondo legame tra colori e anima. Ho potuto provarlo attraverso la mia arte, che è nata all’improvviso proprio per dare voce alle mie emozioni più profonde. Adoro i colori caldi in particolar modo il rosso. Quando ho iniziato a scolpire mi sono accorta che, dopo un po’ di tempo che non dipingevo, mi mancavano i colori, che l’argilla non ha. Il colore è vita, emozione, passione, ma anche rabbia, tristezza, dolore. Attraverso i colori si possono dire tante cose che non hanno voce.

Grazie Irene per le tue parole e per la tua arte che così calda, viva e variopinta ci accarezza l’anima e ci proietta in un universo a noi parallelo dove colori ed emozioni si equivalgono in un viaggio bellissimo che speriamo non abbia mai fine…

venerdì 3 giugno 2016

Over the rainbow – Il colore come espressione dell’anima!: Kouros presenta Stefano Sassoli e la sua pittura polimaterica..

River- Stefano Sassoli

Nell’ambito della collettiva “Over the rainbow – il colore come espressione dell’anima”, ospitata a Firenze presso la Galleria Simultanea dal 3 Giugno al 15 Giugno, l’Associazione Kouros è lieta di presentare l’artista Stefano Sassoli, che esporrà due opere polimateriche dal titolo “River” e “Fantasy”..

Stefano, come e quando è cominciata la sua passione per l’arte? 
Sono sempre stato appassionato di arte. In particolare, però, ho iniziato a “produrre”, verso l’inizio degli anni ’90, proprio come sfogo dal mio lavoro “ufficiale” (l’imprenditore) che occupa tutta la mia giornata.

Come nascono i suoi quadri? Attraverso la capacità di dare origine a un’immagine già dentro la sua mente o grazie ad una spontanea espressione del suo estro?
I miei quadri possono nascere “per caso”, cioè essere frutto di un sentimento momentaneo; oppure possono nascere a seguito di un’idea e di una ricerca accurata dei materiali da utilizzare. Nella mia mente immagini non ce ne sono, seguo l’istinto.

Alla nostra collettiva espone “River” e “Fantasy”, due opere polimateriche nelle quali colore e materia si fondono insieme, facendo sì che si venga a creare un legame indissolubile tra questi due elementi. Può spiegarci come sono nate e quali emozioni o sensazioni vuol trasmettere attraverso di esse?
Sinceramente i miei quadri possono trasmettere determinate sensazioni a me, che possono (e sono sicuramente) diverse rispetto ad un’altra persona che li osserva. Non desidero trasmettere assolutamente niente, desidero soltanto che ciascuno “entri” nei miei quadri e riesca a provare diverse sensazioni, che ovviamente, come già detto, differiscono in base alla persona, al momento ed al contesto.

Quali progetti ha per il suo futuro artistico? Qualche evento espositivo in programma per i prossimi mesi? 
Dovreste chiederlo a mia figlia! È lei che si occupa di tutte le mie opere. Comunque sicuramente continuerò ad esporre e desidererei essere apprezzato da un pubblico sempre più vasto ed eterogeneo.

Alla luce della collettiva “Over the rainbow”, da noi organizzata, che si concentra sul colore come espressione dell’anima, qual è il suo pensiero a riguardo? Il colore ha davvero questo potere e dunque la capacità di far vibrare le corde più profonde dell’animo?
Mi piacerebbe venire a vedere l’espressione che gli altri artisti hanno dato all’oggetto di questa mostra (purtroppo per motivi lavorativi non mi è possibile). Comunque penso che le corde più profonde dell’animo possano essere mosse da qualsiasi cosa di “bello” (interiormente parlando) possa suscitare il nostro interesse.

Grazie Stefano per averci regalato uno scorcio della sua arte, consentendoci di addentrarci in un meraviglioso universo fatto di luci e colori che illuminano l’anima ed il cuore!

martedì 31 maggio 2016

Over the rainbow – Il colore come espressione dell’anima!: Kouros presenta Laura Oskene, l’artista che ci colora di emozioni…

Laura Oskene - L'abbraccio

Nell’ambito della collettiva “Over the rainbow – il colore come espressione dell’anima”, ospitata a Firenze presso la Galleria Simultanea dal 3 Giugno al 15 Giugno, l’Associazione Kouros è lieta di presentare l’artista Laura Oskene, che esporrà due opere dal titolo “L’abbraccio” ed “En-theos”.

Laura, permettici di conoscerti meglio.. Quando si è acceso in te il fuoco sacro dell’arte?
Per me l'arte consiste essenzialmente in un percorso di ricerca individuale e più precisamente rappresenta il perfetto punto d'incontro fra la dimensione dell'artista, inteso anche come canale, e gli stimoli che ad essa pervengono, siano questi appartenenti alla sfera del reale o ad un'altra prettamente metafisica, che dando origine ad un moto interiore generano poi quella necessità, (di ricerca ed espressiva) da cui fuoriesce infine l'opera d'arte. Personalmente ho cominciato ad avvertire quest'urgenza poco prima dei vent'anni, muovendomi dapprima nel mondo delle parole scritte e nella vita stessa per conto di queste. Ma forse ciò accadeva ancora in modo troppo barbarico e poco mediato, come in un incontrollato e giovanile impulso di consumare ogni cosa in nome di una divinità/padrone  – che per me allora era la letteratura – il che ha portato il mezzo ad esaurirsi, costringendomi a cambiare linguaggio oltre che metodo d'approccio. Ho così cominciato a sentirmi attratta dal mondo dei video, arrivando anche a girare un mediometraggio, (a tutt'oggi incompiuto) completamente autoprodotto dal tema simbolico – surrealista riguardante l'ascesa spirituale di un personaggio di cui il film illustrava il percorso.
Il progetto è stato accantonato da me con l'intenzione di riprenderlo in seguito,  avendo perso temporaneamente interesse per esso a favore di altre cose tra cui, sul versante artistico, il disegno seguito a ruota dalla pittura, entrambi appresi da autodidatta, se si escludono alcuni proficui scambi avuti con altri artisti che mi hanno spinto a continuare su questa strada.
    
Cosa senti al momento della creazione dell’opera? Sai già esattamente quello che vuoi realizzare o lasci che la mano faccia da sé, in una libera estrinsecazione della tua fantasia?
Preciso che il rapporto che intrattengo con la pittura e il disegno è estremamente più sereno e disimpegnato rispetto a quello che a suo tempo mi legava alla scrittura. Esso consiste semplicemente in una serie di bei momenti nei quali mi siedo al tavolo e comincio a creare partendo da un soggetto, (in genere una foto) per poi vedere via via come esso si trasforma, arrivando talvolta a dar vita a qualcosa di completamente diverso che finisce poi con l'emergere dalla trama di pennellate, colpi di matita e pastello che io vado a sovrapporre al foglio o alla tela. E' un processo nel complesso oltre che piacevole, quasi liberatorio, a tratti primitivo e ancestrale che fa tornare bambini da adulti e io in più di un'occasione mi son ritrovata a prendere direttamente il colore con le mani e ad applicarlo su legno secondo movimenti liberi e istintivi, sentendo così di contribuire alla rappresentazione dell'anima del dipinto.

Alla nostra collettiva esponi “L’abbraccio” e “En-theos”,  due opere che si caratterizzano per la presenza di colori molto accesi e da un’aura di mistero, palpabile soprattutto nell’opera “En-theos”. Raccontaci come sono nate e se vi è un significato nascosto che vorresti trasmettere attraverso di esse?
Parto da “En – Theos” perchè è un esempio di quanto dicevo sopra, circa la possibilità di utilizzare direttamente i polpastrelli nella stesura del pigmento sul supporto, il che è ravvisabile in quell'esplosione informe di colore che parte dal petto del personaggio per poi espandersi tutt'attorno. Il soggetto che ha ispirato l'opera e che è stato da questa notevolmente trasfigurato è un membro della tribù Surma che vive nella bassa Valle dell'Omo, sul confine Etiope, di cui ho trovato una foto in rete. Per un po' di tempo sono stata notevolmente affascinata da questo genere di soggetti tribali e dal loro mondo relativamente privo di sovrastrutture che si sviluppa accanto al nostro come un simbolo di purezza incontaminata che ancor oggi resiste in alcune zone del pianeta.
Il titolo significa letteralmente “avere un Dio dentro di sè” vale a dire essere animati da una forza sacrale a cui ci si abbandona, uno slancio inconoscibile, una passione che per me può coincidere con una rappresentazione metaforica dell'arte o con l'estasi dei santi, dei mistici o dei folli primitivi. Ma anche dei poeti.
“L'abbraccio”, invece, nella sua essenzialità è una pura e semplice rappresentazione dell'amore di coppia, (o almeno così l'ho inteso io) in tutti i sensi e le declinazioni possibili che un tema del genere può avere. Dopo averlo concluso, guardando le braccia del soggetto maschile che stringe ad occhi chiusi la donna ripresa di spalle, mi ha dato quasi l'impressione fossero prive di epidermide e che quindi questo abbraccio nudo, senza pelle, acquisisse ancora più forza e autenticità. Insomma che fosse l'immagine di due persone che si amano profondamente, al di là di ogni corazza, comprese quelle naturali che caratterizzano la nostra esistenza terrena e che ci proteggono da tutto il resto, esterno  e perciò nocivo a noi.
Laura Oskene - En-Theos

Quali progetti hai per il tuo futuro artistico?
Sembrerà un pò buffo, ma quel che ho prodotto finora in campo figurativo l'ho fatto senza conoscere nulla di anatomia, perciò uno dei miei progetti per il futuro, per arrivare ad articolare meglio il mio linguaggio e renderlo più libero, è sicuramente dedicarmi a questo tipo di studio, cosa che peraltro ho già cominciato a fare da un pò di tempo a questa parte.
Per il resto penso mi farebbe piacere ultilizzare altri mezzi e materiali diversi come l'argilla o produrre piccoli oggetti artigianali. Vedrò cosa mi dice l'ispirazione.

Alla luce della collettiva “Over the rainbow”, da noi organizzata, che si concentra sul colore come espressione dell’anima, qual è il tuo pensiero a riguardo? Il colore ha davvero questo potere e dunque la capacità di far vibrare le corde più profonde dell’animo?
Sicuramente ci sono varie teorie del colore e della percezione che possono dare risposte a questa domanda ben più elaborate e precise di quella che potrei dar io ora rispondendovi così su due piedi. Tuttavia, quello che posso dire sulla base della mia esperienza sia come autrice che come spettatrice è che il colore, così come la forma, dialogano in modo quasi inconscio con il nostro animo trasmettendoci dei significati sottili di cui non sempre siamo consapevoli. E chiaramente, anche se spesso indipendentemente dalla volontà dell'autore, riflettono molto della sua anima, del modo in cui percepisce il mondo circostante e sente il prossimo, i luoghi, le persone. Benchè ovviamente ci siano ampie eccezioni e questa non sia una regola.
Concludendo, io stessa non avevo mai fatto caso, prima che altri tempo fa me lo facessero notare, (oltre naturalmente a voi oggi) che le mie opere riflettono un ricco utilizzo del colore e che sono perciò vivaci. Non so da cosa dipenda, ma se fosse per caso, anche in minima parte, una spia del fatto che nonostante le difficoltà e i compromessi che il mondo odierno impone, anch'io sia riuscita a mantenere dentro me uno spazio, neppure tanto piccolo, dove regna la Vita e che questo pur rinnovandosi abbia saputo sopravvivere ad ogni ostilità, offrendomi un luogo rigenerante nel quale trascorrere tutto il tempo che riesco a dedicargli, mi parrebbe una un'ipotesi adeguata.
Salvo che allora dovrei utilizzare il triplo del colore in più. La ringrazio per l'intervista.  

Grazie a lei Laura, un animo puro e sensibile che ci ha regalato un po’ di sé, frammenti di un universo variopinto che restituiscono colore alle nostre esistenze, a volte troppo grigie. 

sabato 5 dicembre 2015

Semplicemente Donna!: Kouros presenta Martina Pancrazzi, l’arte come sperimentazione..




Nell’ambito di “Semplicemente Donna!” rassegna pittorica e fotografica ospitata a Firenze presso Simultanea Spazi d’arte dal 25 Novembre al 7 Dicembre, l’Associazione Kouros presenta al pubblico Martina Pancrazzi e la sua opera "Touch..solo per sensibili..

Martina, aiutaci a conoscerti un pò di più, quando e come nasce in te la passione artistica?
La mia passione artistica nasce sin da piccolissima, essendo stata sempre a contatto con l'arte fin da subito....soprattutto grazie ad un mio zio pittore a cui sono molto legata, il quale mi ha sempre fatto dipingere insieme a lui e appassionare alla pittura. Fino a decidere di prendere studi di indirizzi artistici.

A "Semplicemente Donna" esponi "Touch..solo per sensibili", un'opera molto originale realizzata con tavole da skateboard. Com'è nata e quel'è il messaggio che intendi trasmettere attraverso di essa?
"Touch..solo per sensibili" fa parte appunto di una serie di lavori e di un percorso pittorico realizzato sulle tavole da skateboarding. Mi sono innamorata delle tavole perché da esse ne traggo le grafiche, rendendole parte del lavoro...quasi il quadro diventasse anche un pò scultura. Questo in particolare per me lancia un messaggio importante... la donna ha inciso stop sulla mano....come per proteggersi e rifiutarsi a qualsiasi sopruso.

Che cos’è per te la pittura: la capacità di dare origine a un’immagine già dentro la tua mente o una spontanea espressione del tuo estro?
Per me la pittura è entrambe le cose, di sicuro il mio stile è molto più espressivo e comunque dietro vi è sempre prima una ricerca del soggetto e di quello che vorrei trasmettere con la fotografia!

Come immagini il tuo futuro artistico? Intendi sperimentare nuove vie creative?
Per il mio futuro artistico spero di procedere ed elaborare ancora altri lavori sulle tavole anche se mi piacerebbe abbinare la parte fotografica in qualche modo alla pittura.

"Semplicemente Donna!" si è aperta proprio nell'ambito della giornata internazionale contro la violenza sulle donne, e la scelta di tale data non è un caso, ma esprime chiaramente la voglia di sensibilizzare la società rispetto agli abusi che ancora oggi vengono perpetrati nei confronti del genere femminile! Qual'è la tua idea a riguardo?
Qualsiasi forma di violenza o abuso ha la terribile capacità di togliere dignità...una dignità che in qualche modo non verrà mai restituita del tutto, un dolore lacerante che si insinua nella vita, ma ci terrei a dire che in qualche modo tutto ciò va urlato e denunciato! Forse proprio un mezzo così potente come l'arte può essere quello capace di trasformare questa sofferenza in valore...un valore ancora più forte della violenza subita..

Grazie per le tue risposte, la tua arte così versatile e variegata ci pone di fronte a orizzonti immaginifici sempre nuovi, dove cambia il supporto pittorico, ma quello che non muta mai è il messaggio forte e chiaro che riesci a rendere attraverso le tue opere: l’arte non può cambiare il mondo, ma lo può rendere un po’ più colorato, sottraendolo al grigiore in cui troppo spesso rischia di cadere. Artisti come te ci aiutano a risollevarlo!Continua così! 

venerdì 4 dicembre 2015

Semplicemente Donna!: Kouros presenta Paola Carosiello, l’arte come ricerca della bellezza…




Nel contesto della rassegna “Semplicemente Donna!” ospitata a Firenze presso Simultanea Spazi d’arte dal 25 Novembre al 7 Dicembre, l’Associazione Kouros è lieta di presentare l’artista Paola Carosiello in mostra con l’opera “Malinconia”…

Paola puoi raccontarci qualcosa in più su di te e sulle tue origini artistiche?
La mia riflessione artistica si sviluppa alla fine degli anni 90’ ed è associata al disegno, tecnica a me particolarmente congeniale. Frequento l’Accademia di Belle Arti di Bologna e, sperimentando, comincio la ricerca di un Linguaggio pittorico riportando la figurazione al centro narrativo, lontano da sperimentazioni concettuali.

A “Semplicemente Donna!” presenti un’opera particolarmente significativa, “Malinconia”, uno sguardo di donna che coi suoi segni del tempo ben visibili ci induce a riflettere sulla fugacità della vita…vuoi dirci qualcosa in più su di essa?
“Malinconia” è il ritratto di mia madre, e dipingendo anche su commissione soprattutto bambini, trovo che un volto Adulto racconti una storia. Ho voluto esprimere l’essenza di un viso segnato dal tempo, senza orpelli di Abbellimento.

Che cos’è la pittura per te? Il momento creativo è un atto spontaneo, o la conseguenza di un disegno già prefissato nella tua mente?
La Pittura per me è un ritorno di Energia positiva e per quanto riguarda il momento creativo, è legato ad una riflessione continua che si alimenta dall’Osservazione di un volto, di una situazione, di un oggetto o di un’esperienza vissuta. Dipende dai Momenti della vita che è in continua evoluzione.

Immagini già il tuo futuro artistico? Come lo vedi? In quali altre espressioni artistiche ti cimenterai?
In questo momento storico, visto le difficoltà legate all’Arte, è difficile immaginarsi un Futuro artistico e io provo sempre a vivere il momento, legato alla mia passione, senza guardare troppo lontano. La mia espressione artistica rimane sempre la Pittura, il Pastello e tutto quello che  riguarda l’esercizio del fare. Sono comunque aperta alla sperimentazione di mezzi nuovi.

“Semplicemente Donna”, una rassegna nata per omaggiare la figura femminile e per raccontare allo stesso tempo quanta violenza si celi ancora tra le mura domestiche e non solo nei confronti della donna…Qual è la tua opinione a riguardo?
La violenza alle donne è ancora, purtroppo, un problema attuale; ed è sempre sconvolgente e allo stesso tempo incredibile scoprire quanta ferocia si nasconda, con risultati a volte irrecuperabili, all’interno del nucleo familiare.
Penso che la cultura possa aiutare tanto non solo ad aprire la mente ma anche, attraverso la Bellezza, ad offrire mondi Nuovi, possibilità diverse. Ci può essere una crescita solo se si è immersi nella ricerca e nella tensione, poetica e spirituale, verso la Bellezza.

Grazie Paola per le tue parole, è proprio vero, tutto ciò che è arte e cultura è un passo in più verso la bellezza, quella del cuore e della testa, in un cammino spesso duro e tortuoso che una volta intrapreso ci rende però esseri liberi e pensanti, sradicati da ogni tipo di condizionamento, e volti a vivere nel rispetto reciproco, senza mai calpestare la dignità altrui. La tua arte dà un contributo poderoso verso questo fondamentale e imprescindibile obiettivo!

giovedì 3 dicembre 2015

Semplicemente Donna!: Kouros presenta Elisa Mazzieri e “l’arte” di essere liberi…




In occasione di “Semplicemente Donna!” mostra ospitata a Firenze presso Simultanea Spazi d’arte dal 25 Novembre al 7 Dicembre, l’Associazione Kouros presenta al pubblico Elisa Mazzieri e la sua opera “Reverie”…

Chi è Elisa Mazzieri e coma nasce la sua passione per l’arte?
Immagini, prima di tutto. Sia nel disegno che nella scrittura, sono le immagini liquide che mi danno l’avvio. Per quanto ricordo è stato sempre così. Prima con i disegni, da molto presto, poi con poesie e racconti. La poesia, in particolare, fin da bambina anche questa, è un’eredità paterna.

A "Semplicemente Donna" presenti "Reverie", opera strettamente legata alla poesia da te composta "E se", vuoi raccontarci qualcosa in più di questo progetto dalle mille sfaccettature artistiche?
Ecco, le immagini cui mi riferivo sono anche immagini doppie. In questo caso c'è la donna com'è vista - e giudicata - in "E se" che termina con la scelta chiara di una libertà consapevole e si allaccia alla donna che in "Reverie" guarda sé stessa.
E attraverso lo sguardo, lucido, trasforma e allontana la danza dei "giudici" senza perdere la sua identità. Senza esaurire la forza nel logorio della sola resistenza. Esistere prima che resistere.

Che cos’è per te disegnare? Una libera manifestazione del tuo estro o la realizzazione di un’idea già definita nella tua mente?
Forse il passaggio continuo dall’uno all’altro. Credo che l’immagine non sia presente da prima su un piano mentale mentre la forza creativa senta un’urgenza d’inizio.
Poi  c’è come un innesco, è quando mi appare e mi appare il disegno. Da un po’ mi capita di vederlo solo alla fine, capovolgendo il foglio. Questa sarebbe una manifestazione creativa, pura, ma il mutamento continuo di forme, prima, è della mente, che procede così e, sappiamo, inganna. Forse, quindi, la purezza creativa si perde quando fissa uno dei tanti specchi mentali rendendolo più chiaro. Ma è il viaggio fin lì che ha permesso di affacciarsi alla finestra e goderne il panorama liberato.

Come vedi il tuo futuro tra arte e poesia? Pensi di avventurarti in nuove sfide creative?
Mi sto dedicando a un progetto, che dovrebbe partire a breve, sulla Fiaba. O meglio la decostruzione e “costruzione” di una fiaba in ogni passaggio, personaggi e spazio scenico inclusi, fino alla rappresentazione. Mi rivolgo a chi ha “eccesso di energie o fantasia” – non mi sento di usare definizioni, meno ancora sigle, data la complessità dell’argomento.

La collettiva “Semplicemente donna”! nasce come un piccolo contributo per gridare forte il nostro “No alla violenza”, ma soprattutto per esaltare la figura della donna in tutti i suoi aspetti, rimarcandone l’importanza e il ruolo fondamentale nella società. Cosa pensi in merito agli abusi e alle mancanze di rispetto alle quali essa è costretta ancora oggi a sottostare?
È difficile rispondere in modo sintetico senza minimizzare - parlo soprattutto come ex operatrice di centro antiviolenza. I meccanismi, sottili o espliciti, che minano la libertà, la dignità e infine la vita, delle donne che subiscono violenza sono molteplici eppure simili.
La violenza contro le donne è trasversale.
Non conosce distinzioni di ceto, cultura età, provenienza. Questa evidenza va assimilata e non ridiscussa secondo i casi. Alla richiesta di aiuto non si deve opporre lo stupore perché “proprio lui, un così distinto professionista, non è possibile?”
A volte, per chiedere aiuto, una donna attinge alle sue ultime energie – ultime per un tempo finito, l’energia femminile è inesauribile. La richiesta è un atto di coraggio, doloroso e forte. Non importa quale sia “il dettaglio” dell’offesa subita, da quanto tempo, se il violento sia un insospettabile professionista, un alcolizzato, un tanto disponibile vicino di casa. La donna deve essere accolta, sostenuta, “presa sul serio”. Non importa per quanto tempo abbia subito, una volta o dieci anni e se ancora ama quello che l’ha maltrattata, neanche questo importa - quello che lei ama è il fantasma dell’amore ma sarebbe una parentesi troppo ampia da aprire. Non va stigmatizzata, se gli abusi vanno avanti da molto perché “e lei che ci è rimasta a fare?” Va compreso che più si subisce violenza, fisica, psicologica, entrambe, più è difficile uscirne. Si perde il contatto con l’esterno, soprattutto se la donna non è indipendente a livello economico. Le ricadute in una relazione con un uomo violento sono parte del meccanismo che è sempre lo stesso: una spirale dove si alternano violenze e “riappacificazioni” fino all’esaurimento della donna. A volte fino alla morte. Nell’isolamento si consumano le violenze peggiori. La maggior parte dei maltrattamenti o abusi avviene fra le mura domestiche o è attuata da uomini con cui la donna è o è stata in relazione, non solo partner.
Ci sarebbe da aggiungere, all’infinito, partendo dalle discriminazioni che la donna subisce, soprattutto oggi, sul posto di lavoro. Tutte le forme di violenza, abusi, maltrattamenti devono essere riconosciute e se ne deve prendere atto collettivamente. La mia attenzione all’aspetto della violenza domestica scaturisce soprattutto dall’impegno come operatrice. Come detto all’inizio, tutti gli stereotipi vanno demoliti e la famiglia resta ancora, per i più, inviolabile sebbene al suo interno si consumino molte violenze anche.

Grazie per le tue risposte, il tuo contributo artistico e umano ci dà la possibilità di continuare una riflessione profonda sulle troppe violazioni ancora in essere non solo sulla donna, ma su tutto il genere umano; la violenza genera altra violenza e l’unico modo per combatterla può essere la delicatezza, l’armonia e la bellezza, qualità congeniali all’arte che forse non salverà mai il mondo ma potrà sempre dare un sostegno fondamentale al suo miglioramento!

mercoledì 2 dicembre 2015

Semplicemente Donna!: Kouros presenta Anna Chiriano, la fotografia come mezzo per evidenziare la libertà della donna...




In occasione di “Semplicemente Donna!” mostra ospitata a Firenze presso Simultanea Spazi d’arte dal 25 Novembre al 7 Dicembre, l’Associazione Kouros presenta al pubblico la fotografa Anna Chiriano e la sua opera “Post Fata, Resurgo”…

Anna raccontaci un po’ di te! Come nasce la tua passione per la Fotografia?
La passione per la Fotografia nasce in tenera età, quando trascorrevo ore ed ore in compagnia della macchina a pellicola di mio padre. Solo il tempo mi ha permesso di capire che quella curiosità era, ed è, la mia vera e propria passione. Diplomandomi alla Scuola Internazionale di Fotografia di Firenze, ho dato modo alla mia sete e voglia di sapere di ricevere nozioni fondamentali per fare di una passione uno stile di vita e, dunque, una professione.

Alla nostra rassegna esponi l’opera fotografica “Post Fata, Resurgo”, vuoi dirci qualche particolare in più a riguardo?
Presente all'interno del progetto di autoritratto "#MyBorderLine", lo scatto descrive la donna libera da ogni condizionamento sociale, storico, o ambientale. Forte, perchè la donna lo è! Capace di cadere e rialzarsi, di difendersi anche dalle sue stesse fragilità, dalle gabbie che, talvolta, lei stessa, condizionata da retaggi culturali e sociali, si costruisce da sola, finché non acquisisce la consapevolezza del suo essere libera!..la donna è Libera di decidere e di scegliere tutto ciò che deve essere e rappresentare il suo mondo.
Ecco, la mia opera "Post Fata Resurgo" vuole ritrarre proprio questo risveglio della coscienza, questa rinascita consapevole della donna come "essere libero"!

Cosa significa per te fotografare: catturare delle emozioni già esistenti o crearne delle nuove?
Per me scattare una Fotografia vuol dire fermare un istante, rendendolo eterno.

Se pensi al futuro, come ti vedi tra qualche anno? Hai intenzione di cimentarti in altre espressioni artistiche?
Mi vedo in giro per il mondo a catturare sguardi e sorrisi, passi piccoli e grandi di gente che si crede "comune" ma che in realtà non lo è. Perché ogni sorriso è importante e gli occhi di ciascun individuo nascondono ma al tempo stesso parlano. Raccontano stati d'animo, emozioni e sensazioni che vorrei cercare di tirar fuori, dando loro visibilità e concretezza.
In realtà da qualche anno ho avuto un incontro molto più che ravvicinato con pennello e tele, uno sfogo personale notturno che, dopo aver esposto e reso fruibile in diverse occasioni, per il momento ho deciso di far tornare ad essere una cosa solo mia.

Questa mostra nasce per rendere omaggio alle donne in tutte le loro innumerevoli sfaccettature e stati emotivi, ma nel contempo per denunciare tutte quelle violenze psichiche e fisiche alle quali il genere femminile è ancora costretto a sottostare? Qual è la tua idea in proposito?
La mia idea è molto semplice: ogni individuo, sia esso uomo o donna, bianco o nero, alto o basso, nasce libero e degno di rispetto. Tutto ciò che vada in senso contrario per me è una aberrazione della vita stessa.

Grazie per le tue risposte, la tua arte così vera e potente e i significati in essa intrisi ci consegnano un monito importante ed emblematico: la donna non deve rimanere incastrata in logiche sociali secolari, ma deve andare oltre etichette precostituite, facendo della propria debolezza la propria forza, imponendo più che mai la propria individualità e gridando forte al mondo il suo essere “libera” di sognare, amare, vivere!