Visualizzazione post con etichetta pittura. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta pittura. Mostra tutti i post

mercoledì 9 marzo 2016

Elisa Mazzieri, l’artista a 360 gradi che dà colore alle mille sfaccettature dell’anima…

Elisa Mazzieri - A grappoli


Abbiamo conosciuto Elisa Mazzieri nell’ambito della nostra collettiva tenutasi a Firenze lo scorso novembre “Semplicemente Donna”, in occasione della Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne, nella quale la stessa ha esposto l’opera pittorica “Reverie”, corredata dalla poesia “E se” (immagine in basso), per esprimere il suo punto di vista sulla figura femminile nell’immagine di una donna libera e consapevole e più che mai volenterosa di allontanare da sé i pregiudizi della società.


Elisa Mazzieri - Reverie


La ritroviamo qualche mese dopo con lo stesso brio e l’energia di sempre a raccontarci nuovi universi immaginifici nell’originalità che da sempre la contraddistingue, con un contributo artistico sempre poderoso e denso di significati anche all’interno della nostra ultima collettiva, “Orietur in tenebris lux tua”, conclusasi ieri sera a Lucca presso la Sala di Corte dell’Angelo.

Nata a Milano, da genitori toscani, Elisa Mazzieri vive a Roma, non per molto ancora, a detta della stessa che spera di spostarsi in un luogo più a misura d’uomo e d’artista per sfogare al meglio il suo estro creativo.
L’arte ed in particolar modo il disegno destano la sua curiosità sin da bambina, epoca in cui già si destreggia bene nel disegno a matita. Oggi come allora questa tecnica continua ad essere la sua preferita, in quanto le consente una migliore espressione del suo ideale creativo. 

La Mazzieri è senz’altro artista a 360 gradi, non solo il disegno, ma anche la scrittura e la poesia occupano le sue giornate, per lavoro oltre che per diletto. In occasione di quest’ultima esposizione curata dalla nostra Associazione “Orietur in tenebris lux tua”, ella ha esposto due opere intitolate "Così in basso" (la prima in basso a sinistra) e "A grappoli" (la seconda in basso a sinistra), entrambe di natura astratta, dove predominante è il colore che la stessa imprime sulle tele attraverso un disegno quasi rapido e frenetico, dando origine ad un moto di forme e di colori, in una sorta di esplosione emotiva che ci consegna con accuratezza tutto il suo estro ed i suoi infiniti mondi interiori.

Elisa Mazzieri - Così in basso

L’originalità delle sue opere colpisce ancora una volta e siamo certi che ci continuerà a stupire anche nelle sue prossime estrinsecazioni artistiche, rivelatesi finora mai banali, né scontate e sempre corredate da significati sottesi che ci inducono a riflettere sulle innumerevoli questioni che la vita di tutti i giorni ci pone di fronte; le opere di Elisa sono lo specchio della sua anima, ma anche della nostra che guardandole ci ritroviamo nelle nostre umane fragilità e ci riscopriamo sempre più piccoli di fronte agli enormi macigni che l’esistenza frappone tra noi e le nostre aspirazioni, troppo spesso disattese in un mondo che va troppo veloce e noi non riusciamo a stargli dietro. 

La Mazzieri, dotata della potenza espressiva del mezzo artistico, ci dice di cercare di fermarci un attimo e di provare a respirare in mezzo alle tempeste dell’esistenza, per risalire in superficie e per non rischiare di annegare mai più…

Associazione Kouros

lunedì 29 febbraio 2016

Orietur in tenebris lux tua!: Kouros presenta Simona Cesari, l'arte come ricchezza dell'anima

Simona Cesari, I quattro elementi della natura

Nell’ambito della collettiva “Orietur in tenebris lux tua - Arte contemporanea tra luce e tenebre”, ospitata a Lucca presso la sala comunale Corte dell’Angelo dal 28 Febbraio al 8 Marzo, l’Associazione Kouros è lieta di presentare l’artista Simona Cesari, che espone un’opera molto particolare dal titolo “I quattro elementi della natura”.

Simona, permettici di conoscerti meglio.. Quando si è acceso in te il fuoco sacro dell’arte?

Sono nata con questo dono, già alla scuola materna le insegnanti facevano girare per tutta la scuola i miei disegni ed avevo solo 4 anni. Ma credo sia un dono genetico da parte di mia madre anch'essa brava disegnatrice e delle mie zie, le sorelle di mia madre. Una mia zia materna a Roma ha realizzato su tela un dipinto e precisamente “l'Ultima cena” di Leonardo da Vinci che è stata esposta in una chiesa ad Ostia sul litorale laziale del mare di Roma.

Quando ti metti di fronte alla tela sai già cosa vuoi rappresentare o ti lasci guidare dall’istinto?

Mi lascio guidare dall' istinto, a volte mi viene in mente il quadro in un momento della giornata all'improvviso e alcune volte di notte. Ma dipingo con la musica che mi guida nella realizzazione del quadro. Sono una persona molto creativa e con un'immaginazione incredibile. I miei quadri sono vivi e trasmettono continuamente emozioni a chi li osserva.

Alla nostra collettiva esponi “I quattro elementi della natura”, un’opera tra il mistico e l’esoterico, caratterizzata dal contrasto tra luci ed ombre. Raccontaci com’è nata e qual’è il messaggio che vorresti trasmettere attraverso di essa?

Ho studiato esoterismo da cui sono molto attratta, dipingendo questo quadro ho dato vita ad un messaggio che invio agli esseri umani e a madre terra in cui trasmetto un'esigenza di ritorno alle nostre origini per non dimenticare che siamo tutt'uno con il pianeta. Gli elementi della natura sono dentro di noi sempre  e caratterizzano sia la nostra crescita interiore e del nostro organismo. Se il loro equilibrio in noi è compromesso ci ammaliamo e anche la nostra anima ne risente. In più con questo quadro chiedo aiuto a madre terra per la situazione sociale ed economica che attraversiamo oggi, con la forza della natura spero che lei ci ispiri e ci indichi il nostro giusto cammino.

Quali progetti hai per il tuo futuro artistico?

Vorrei dipingere su tela ed esprimere sentimenti ed emozioni con i miei quadri vivi e fare tante mostre, in più dipingo anche su tessuto e vorrei lavorare nel campo della moda per realizzare capi di abbigliamento con opere d'arte dipinte a mano come fantasie.

La collettiva “Orietur in tenebris lux tua”, da noi organizzata, ha come obiettivo non soltanto quello di indagare sul rapporto luce-tenebre, da sempre tematica fondamentale della storia dell’arte, ma allo stesso tempo vuol far riflettere lo spettatore sulle “tenebre” che avvolgono la vita di ognuno, svolgendo una funzione quasi “salvifica”, capace di aiutarlo a ritrovare la propria luce interiore.
Qual è il tuo pensiero a riguardo? Credi che l’arte possa svolgere un ruolo che vada al di là del semplice piacere visivo?

L'Arte è l'espressione umana attraverso forme e colori, lì dove il linguaggio non serve, ed è per questo che trasmettendo sentimenti ed emozioni, ma anche momenti della vita dell'artista, è un trasmettere puro universale  e profondo.
La mia riflessione sulla vostra Mostra è che condivido e apprezzo un tema cosi immenso e fondamentale nella vita di ognuno di noi. Tenebre intese non solo come smarrimento ma come ricerca e introspezione per conoscere sé stessi e il proprio mondo. La Luce è l'espressione del manifestare all'esterno la propria personalità e condividerla con amore con i propri simili. In fondo fanno parte entrambe del  “Tutto ciò che esiste”...non potrebbe esistere l'una senza l'altra.


Grazie per le tue parole e per aver condiviso con noi un piccolo frammento della tua arte che scopriamo così viva e intensa e piena di colori…il tuo universo pittorico così denso di significati e di emozioni ci affascina e ci attira sempre più verso le tue prossime estrinsecazioni artistiche che, ne siamo certi, continueranno a stupirci e a regalarci ancora speciali attimi di eternità!

sabato 27 febbraio 2016

Orietur in tenebris lux tua!: Kouros presenta Elena Tanzarella e il rapporto luce e ombre tra sentimento e riflessione spirituale..

Elena Tanzarella - Al di  là del sogno

Nell’ambito della collettiva “Orietur in tenebris lux tua - Arte contemporanea tra luce e tenebre”, ospitata a Lucca presso la sala comunale Corte dell’Angelo dal 28 Febbraio all' 8 Marzo, l’Associazione Kouros è lieta di presentare l’artista Elena Tanzarella, che esporrà due opere dal titolo “Al di là del sogno” e “Tramonto piemontese”..

Elena, permettici di conoscerti meglio.. quando è maturata questa passione per l’arte? 

Ho sempre avuto una passione per il disegno, sin da quand’ero piccolina. Ricordo che alle medie tanti dei miei disegni sono finiti in casa della professoressa di artistica. Poi in terza media dovetti fare una scelta: liceo scientifico o liceo artistico? La scelta ricadde sulla comodità. All’epoca facevo nuoto agonistico e avevo bisogno di una scuola comoda a casa, quindi: liceo scientifico. Durante le superiori, due lavori fatti durante un piccolo corso di pittura, vengono appesi nelle mura dei corridoi della scuola, scelti direttamente dal preside. La mia carriera artistica però si blocca qui per 8 anni. Dopo le superiori si va all’ università, sempre altro ramo, stavolta psicologia. Ed ecco che mi trovo tra la consegna della tesi in segreteria e la sua discussione. Un mese: un mese di tempo dove c’era da gestire una gran quantità d’ansia con solo 15 minuti al giorno impiegati a ripetere la presentazione. Tiro fuori i vecchi colori, pennelli, fogli da disegno e inizio scarabocchiare. Guardando i tutorial ho imparato a mischiare i colori, disegnare gli alberi, fare paesaggi. Poi piano piano a furia di sfornare quadri ho preso la mano. Ho preso la mia mano. E così, nel 2008 inizio ad interessarmi all’ olio, alle tele e ai cavalletti. L’inizio del lavoro mi allontanò leggermente dai pennelli, ma iniziai a fare quadri su commissione per colleghi. Misi in campo svariate tecniche di pittura e di stili; sono passata dal paesaggio all’ astratto geometrico poi ai ritratti. Cosa c’era di meglio che dipingere per passare il tempo a casa? Stop di qualche anno per motivi lavorativi ma ecco che nel 2015 ho di nuovo tempo, interesse. Non ho mai fatto studi di pittura. La mia scuola sono i pennelli, i colori e le tele. Il mio è un lavoro d’istinto. Quando mi sento, quel che mi sento, devo fare.

Cosa rappresenta per te la pittura? Nella fase di creazione delle tue opere, parti sempre da un preciso progetto, già studiato e pensato da tempo o ti lasci guidare dall’istinto, senza un preciso perché?
Per me dipingere è svago, è rilassamento. Come passa il tempo quando si è li davanti alla tela. Con la pittura riesco ad esprimermi ed è il modo migliore con il quale riesco a mettermi in gioco. Nella vita mi faccio guidare dall'istinto, e così, anche nella pittura. Alcuni miei lavori sono presi a tavolino e riprodotti; come ad esempio “Tramonto Piemontese”, eseguito da una foto fatta da mio padre. Oppure…come nel caso di “Al di la del sogno” non vi è ragione ma solo sentimento. E in questo caso, sono i pennelli a guidare la mia mano. Quello che io faccio per la maggior parte dei miei lavori, è interpretare, cercare di cogliere l'essenza di quel soggetto che mi piace tanto, che mi fa venire la voglia di dipingere. Ma la pittura essendo sentimento. Non ha regole, e così, quel che mi dice il cuore, su quella tela, faccio, che sia la riproduzione di un’immagine o vedere di scoprire cosa si nasconde dietro al bianco di quella tela.

Alla nostra collettiva esponi due opere molto diverse tra loro che ci consentono, dunque, di cogliere due lati differenti della tua creatività, ma che al tempo stesso convergono verso una stessa direzione volta a condurre lo spettatore ad una riflessione quasi “spirituale”. Raccontaci come sono nate e quali messaggi si nascondono dietro di esse? 

Come anticipato nella risposta precedente, questi due quadri non sono semplicemente diversi come stile ma hanno proprio una radice diversa. 
Per Tramonto piemontese mi sono ispirata da una foto fatta da mio padre, da casa sua, al tramonto appunto. Una casa che fino a poco tempo prima era anche casa mia. Quando vidi la foto, potetti constatare sulla mia pelle ciò che era sempre stato solamente un detto per me: l’importanza di quello che hai, non la conosci fino a che non lo hai perso. Ecco, qui mi sono ritrovata a vedere per la prima volta un meraviglioso paesaggio, che in realtà avevo avuto di fronte tutti i giorni per quasi vent’anni della mia vita. Questo quadro è il mio collegamento con quella parte di me che ha fatto il suo corso, lasciando lo spazio alla donna che sono adesso, ma che è e sarà sempre parte di me. 
Al di là del sogno purtroppo deriva da una brutta esperienza. Sei anni fa persi un mio caro amico in un incidente d’auto. Questa perdita mi segnò parecchio e avevo bisogno di trovare conforto. Mentre dipingevo pensavo a lui, al percorso della vita. Anche se fisicamente non era più accanto a me io lo potevo sentire. Ed ecco qui che tramite quelle linee, quei colori e quelle forme ho cercato di rappresentare questo mio pensiero. Al di là del sogno è un quadro materico e per realizzarlo ho utilizzato materiali di riciclo.. lo spago da cucina la carta dell’uovo di Pasqua; non potevano che essere oggetti di vita quotidiana. Nel quadro gli ambienti si mischiano, i colori della vita spirituale ci accompagnano nel nostro percorso di vita, così come chi fisicamente non è più tra noi.. voli nella geometria della vita terrena.

Elena Tanzarella - Tramonto piemontese

Quali traguardi continui a porti per il futuro? 

Io mi auguro con tutto il cuore che questa mia passione possa diventare un giorno anche il mio sostentamento. Cosa volere di più dalla vita se non guadagnarsi da vivere con ciò che si ama fare. L’arte è la rappresentazione di noi stessi e quindi con il tempo non migliora solamente la tecnica, ma cambiando noi, cambiamo anche il nostro modo di percepire la realtà, e quindi di trasmetterla. Con le nostre creazioni lasciamo qualcosa di noi al mondo, la nostra impronta, la nostra crescita.

La collettiva “Orietur in tenebris lux tua”, da noi organizzata, ha come obiettivo non soltanto quello di indagare sul rapporto luce-tenebre, da sempre tematica fondamentale della storia dell’arte, ma allo stesso tempo vuol far riflettere lo spettatore sulle “tenebre” che avvolgono la vita di ognuno, svolgendo una funzione quasi “salvifica”, capace di aiutarlo a ritrovare la propria luce interiore.
Qual è il tuo pensiero a riguardo? Credi che l’arte possa svolgere un ruolo che vada al di là del semplice piacere visivo? 

Cos’è la luce senza l’ombra? La faccia della stessa medaglia, inscindibili. L’una non può esistere senza l’altra. Se io ponessi questa domanda: cos’è la malattia? La risposta più comune sarebbe: l’assenza di benessere, di Salute. Ecco. Ma se poi chiedessi. Cosa vuol dire essere in salute?.. beh allora non mi sapreste più rispondere. Questo perché siamo talmente abituati a vedere ciò che non va che quando tutto va bene non ce ne accorgiamo neanche. Ma il bene che abbiamo non lo potremmo apprezzare senza il male. Così come la luce non la possiamo apprezzare senza il buio. Tutte le parti oscure di noi non fanno altro che enfatizzare le nostre parti migliori. Noi siamo esseri di luce e ombra. 
Tramite la sua arte, l’artista fa un prolungamento di se stesso. Quindi posso dire sì, l'arte è qualcosa di più del semplice impatto visivo; l’arte è parte di un essere vivente in tutte le sue sfaccettature. Un quadro non è lì per essere apprezzato esclusivamente nella tecnica, ma è lì soprattutto per le emozioni che suscita, per il messaggio che vuole trasmettere. Nell’ arte non vi è un messaggio universale, ma è tutto interpretato dal soggetto che guarda. Gli occhi dello spettatore, tramite i loro vissuti, vedono quello che vogliono vedere.

Grazie Elena per le tue parole e per i messaggi che trasmetti attraverso le tue opere...la tua arte ci conduce in un universo colorato di emozioni tutte da vivere, frammenti delle nostre quotidiane inquietudini impresse su tela che osservandole ci inducono a riflettere sulle nostre umane fragilità, imparando dalle nostre debolezze a trovare la forza necessaria per affrontare questa grande avventura chiamata vita.

venerdì 4 dicembre 2015

Semplicemente Donna!: Kouros presenta Paola Carosiello, l’arte come ricerca della bellezza…




Nel contesto della rassegna “Semplicemente Donna!” ospitata a Firenze presso Simultanea Spazi d’arte dal 25 Novembre al 7 Dicembre, l’Associazione Kouros è lieta di presentare l’artista Paola Carosiello in mostra con l’opera “Malinconia”…

Paola puoi raccontarci qualcosa in più su di te e sulle tue origini artistiche?
La mia riflessione artistica si sviluppa alla fine degli anni 90’ ed è associata al disegno, tecnica a me particolarmente congeniale. Frequento l’Accademia di Belle Arti di Bologna e, sperimentando, comincio la ricerca di un Linguaggio pittorico riportando la figurazione al centro narrativo, lontano da sperimentazioni concettuali.

A “Semplicemente Donna!” presenti un’opera particolarmente significativa, “Malinconia”, uno sguardo di donna che coi suoi segni del tempo ben visibili ci induce a riflettere sulla fugacità della vita…vuoi dirci qualcosa in più su di essa?
“Malinconia” è il ritratto di mia madre, e dipingendo anche su commissione soprattutto bambini, trovo che un volto Adulto racconti una storia. Ho voluto esprimere l’essenza di un viso segnato dal tempo, senza orpelli di Abbellimento.

Che cos’è la pittura per te? Il momento creativo è un atto spontaneo, o la conseguenza di un disegno già prefissato nella tua mente?
La Pittura per me è un ritorno di Energia positiva e per quanto riguarda il momento creativo, è legato ad una riflessione continua che si alimenta dall’Osservazione di un volto, di una situazione, di un oggetto o di un’esperienza vissuta. Dipende dai Momenti della vita che è in continua evoluzione.

Immagini già il tuo futuro artistico? Come lo vedi? In quali altre espressioni artistiche ti cimenterai?
In questo momento storico, visto le difficoltà legate all’Arte, è difficile immaginarsi un Futuro artistico e io provo sempre a vivere il momento, legato alla mia passione, senza guardare troppo lontano. La mia espressione artistica rimane sempre la Pittura, il Pastello e tutto quello che  riguarda l’esercizio del fare. Sono comunque aperta alla sperimentazione di mezzi nuovi.

“Semplicemente Donna”, una rassegna nata per omaggiare la figura femminile e per raccontare allo stesso tempo quanta violenza si celi ancora tra le mura domestiche e non solo nei confronti della donna…Qual è la tua opinione a riguardo?
La violenza alle donne è ancora, purtroppo, un problema attuale; ed è sempre sconvolgente e allo stesso tempo incredibile scoprire quanta ferocia si nasconda, con risultati a volte irrecuperabili, all’interno del nucleo familiare.
Penso che la cultura possa aiutare tanto non solo ad aprire la mente ma anche, attraverso la Bellezza, ad offrire mondi Nuovi, possibilità diverse. Ci può essere una crescita solo se si è immersi nella ricerca e nella tensione, poetica e spirituale, verso la Bellezza.

Grazie Paola per le tue parole, è proprio vero, tutto ciò che è arte e cultura è un passo in più verso la bellezza, quella del cuore e della testa, in un cammino spesso duro e tortuoso che una volta intrapreso ci rende però esseri liberi e pensanti, sradicati da ogni tipo di condizionamento, e volti a vivere nel rispetto reciproco, senza mai calpestare la dignità altrui. La tua arte dà un contributo poderoso verso questo fondamentale e imprescindibile obiettivo!

mercoledì 2 dicembre 2015

Semplicemente Donna!: Kouros presenta Giulia Lauren De Cesaris, l’artista che dà vita ai volti delle donne.


Nell’ambito della collettiva Semplicemente Donna! ospitata a Firenze presso Simultanea Spazi d’arte dal 25 Novembre al 7 Dicembre, l’Associazione Kouros è lieta di presentare l’artista Giulia Lauren De Cesaris, in mostra con 3 opere sulla tematica femminile.

Giulia, raccontaci qualcosa in più di te, come nasce la tua passione per l’arte?
La mia passione per l'arte nasce sin da quando ero piccola, osservando le illustrazioni dei libri di fiabe e miti, trovavo interessante come con il disegno si potesse dar vita ad un mondo fantastico, che non esiste nella realtà. Inoltre ho sempre avuto una passione per i colori, da allora ho iniziato a dipingere e non ho più smesso.

Alla nostra rassegna abbiamo il piacere di ospitare tre delle tue opere, "Emozioni", "Elettra" e "Lo Sguardo", tre sguardi di donna, quasi dei fotogrammi che sembrano scavare nel profondo. Cosa intendi rappresentare attraverso di esse?
In quanto amante della storia dell'arte e della letteratura, ho sempre subìto il fascino delle raffigurazioni femminili nell'arte, dalla Venere pudica fino ai ritratti del 900, dalle figure femminili della letteratura greca, fino alle scrittrici contemporanee. Ammiro le varie sfaccettature di alcune personalità, possono essere: forti, indipendenti, libere ma anche sensibili e profonde. Inoltre avendo il chiodo fisso dell'armonia e dell'estetica mi piace disegnare i volti femminili per i loro volti dai tratti morbidi  e delicati.

Cosa significa dipingere per te? Le tue opere sono il risultato dell’istinto o di un progetto già configurato nella tua mente?
Non sono molto brava ad esprimermi attraverso la parola, quindi spesso confluisco tutto ciò che provo nei miei dipinti, il colore e il “gesto” sono la chiave rivelatrice del sentimento che provo. Tutto ciò che realizzo è puramente istintivo, vengo ispirata da quello che vi è intorno a me, difatti il mio operato fino ad oggi non ha seguito un tema o un filo logico, appunto perché non pianifico quello dipingo.

Come immagini il tuo avvenire artistico? Di quali altre tue espressioni creative saremo testimoni?
Sono ancora all’inizio del mio percorso, sicuramente spero di imparare nuove tecniche e di migliorare sempre di più, continuerò sulla scia dei ritratti in quanto sono molto interessata all'uomo, soprattutto alla figura della donna. Oltre a questo vorrei approfondire lo studio dei paesaggi, e della natura, essendo la mia fonte di ispirazione principale. Per questo spero di poter viaggiare molto, per conoscere e prendere ispirazione da luoghi lontani.

“Semplicemente Donna”, la rassegna da noi ideata, si è aperta proprio il 25 novembre, nell’ambito della giornata internazionale contro la violenza sulle donne…Cosa vorresti dire alle donne, ancora vittime silenti di violenze? Qual è la tua idea in proposito?
Purtroppo questo problema è conseguenza di una storia, dove in minore o maggior modo la donna è sempre stata vista come inferiore, debole e talvolta anche incapace, questo concetto si è radicato talmente nella società e nella storia antropologica dell'uomo che tutt'oggi ne subiamo le conseguenze. Con i mezzi di cui siamo a disposizione oggi è giusto che si faccia di tutto per liberare la società da questo problema che affligge gli uomini. Si deve dunque affrontare maggiormente il problema, con tutti i mezzi, partendo dalle scuole, dove si deve insegnare sin da piccoli il rispetto per la persona e per la donna, creare sensibilizzazione nei licei, università, sul web, creare convegni o mostre a tema come ha fatto l'associazione Kouros. Dico alle donne vittime di violenze una cosa che sicuramente è stata già detta ma che è essenziale, non bisogna rimanere in silenzio ma denunciare il sopruso, parlarne con chiunque, e reagire immediatamente al primo avvistamento di pericolo, suggerisco di guardare la situazione in modo obbiettivo e non soggettivo per non farsi influenzare, e soprattutto non isolatevi, ma appoggiatevi a qualcuno di fiducia.

Grazie mille per le tue risposte, la tua arte così vera e spontanea ci regala un universo di colori e armonie tutto da scoprire, con volti che sembrano quasi parlarci, sussurrandoci le loro emozioni più recondite, invitandoci ad andare oltre il visibile per cogliere le più intime profondità di ogni animo umano.

mercoledì 7 ottobre 2015

IL NUDO, TRA SEDUZIONE E PROVOCAZIONE: Kouros presenta Ambrogio Castaldi, l’artista che ama “catturare” la quotidianità…

Ambrogio Castaldi - Seduzione in viola

Nell’ambito della collettiva “Il Nudo: tra seduzione e provocazione” ospitata a Firenze presso Simultanea Spazi d’arte dal 26 Settembre al 7 Ottobre, l’Associazione Kouros è lieta di presentare Ambrogio Castaldi, artista autodidatta che ama rappresentare le immagini della quotidianità e del mondo che lo circonda..

Ambrogio raccontaci un pò di te.. Come nasce la tua passione per l’arte?

La mia passione per l’arte nasce in modo spontaneo, già da ragazzo in modo naturale disegno a matita o penna gli oggetti che mi circondano cercando di avvicinarmi al vero, a seguire inizio a disegnare volti e figure di personaggi celebri della romanità e del risorgimento. La “figura” tutt’oggi rimane il mio soggetto preferito.

Dal tuo profilo emerge una grande tendenza a rappresentare scene di vita quotidiana. Da cosa scaturisce questa inclinazione?

Io mi considero una persone spontanea che ama la semplicità, sono nato e vivo su un’isola molto bella, un tempo regolata dai ritmi lenti e pacati di  una vita contadina e marinara. I miei antenati erano contadini stanziati da generazioni nel villaggio di Panza frazione del comune di Forio, fin da ragazzo ho vissuto gesti, luoghi e tradizioni  che rimangono indelebili nella mia memoria.
Per questo motivo la mia tematica preferita è “Ischia di una volta” quella della mia fanciullezza, scevra da qualsiasi modernismo.

Alla nostra collettiva esponi un’opera dal titolo “Seduzione in viola”, in cui  presenti un nudo di donna, apparentemente semplice, nel quale hai evidenziato la sensualità del corpo femminile, anche attraverso un sapiente uso della luce, dimostrando grande abilità nel disegno oltre che nell’utilizzo del colore…
Spiegaci meglio com’è nata quest’opera?
  
Sono molto attratto dalla figura in generale ed in particolare da quella femminile che mi piace rappresentare nelle sue molteplici sfaccettature ed il nudo è una di queste. Quest’opera in particolare è nata con l’intento di rappresentare il lato sensuale del corpo femminile che tanto desiderio desta nella mente di noi uomini.

Quali messaggi o significati vuoi trasmettere agli spettatori che si trovano ad osservare le tue opere?

Auspico che le mie opere riescano a rappresentare a pieno la mia personalità, e nel contempo generare nello spettatore nuove, intime emozioni.

Come vedi il tuo avvenire nel mondo dell’arte? A quali altre evoluzioni assisteremo da parte tua?

Mi sono sempre considerato una persona normale che ha ereditato una sensibilità particolare che mi ha introdotto nel mondo dell’Arte, la quale a mio giudizio è la cosa più bella nella vita dell’uomo, per cui non mi affanno a rincorrere il successo.
Non so quali evoluzioni mi riservi il futuro, potrebbero essere anche rilevanti, ma quello che importa e che io continui a divertirmi con la pittura.

Grazie Ambrogio per le tue risposte, la tua pittura è un raggio di luce nel buio che spesso può attraversare l’esistenza, la tua umiltà e la tua semplicità sono merce rara in un mondo dove si fa a gara per fregiarsi di titoli da incorniciare; il tuo è un esempio da seguire per chiunque si affacci nell’universo artistico con sufficienza, dimenticandosi che l’arte non deve riempire l’ego, ma il cuore…

Ass. Kouros Lucca

martedì 6 ottobre 2015

IL NUDO, TRA SEDUZIONE E PROVOCAZIONE: Kouros presenta Sofia Sguerri e i suoi nudi “materici”…

Sofia Sguerri - Out of and into the matter

Nell’ambito della collettiva “Il Nudo: tra seduzione e provocazione” ospitata a Firenze presso Simultanea Spazi d’arte dal 26 Settembre al 7 Ottobre, l’Associazione Kouros è lieta di presentare Sofia Sguerri, l’artista che rappresenta il nudo esaltando la matericità del corpo umano…

Sofia, parlaci un po’ di te.. com’è cominciata questa tua passione per la pittura e cosa rappresenta per te?

L’arte visuale e l’arte scenica mi hanno sempre attratta fin da bambina e con il tempo sono diventate sempre più parte integrante di una evidente direzione verso il mondo artistico. Data questa passione e questa grande curiosità nei confronti del corpo e della materia è stato più che normale intraprendere studi artistici frequentando l’istituto d’arte ad Arezzo e poi l’Accademia di Belle Arti di Firenze.

Nella fase di creazione delle tue opere, parti sempre da un preciso progetto, già studiato e pensato da tempo o ti lasci guidare dall’istinto, senza un preciso perché?

Un’opera è sempre frutto di una idea, una riflessione o un’ emozione più o meno elaborata. Mi posso porre, a volte, dei vincoli tecnici che decido precedentemente ma in ogni caso lascio molto spazio all’ improvvisazione e alla sperimentazione lasciandomi guidare da un “sentire” molto meno razionale e più emotivo.

Alla nostra collettiva esponi un'opera dal titolo “Out of and into matter”, in cui rappresenti un nudo femminile che sembra quasi voler uscire e liberarsi dal supporto in cui è imprigionato. Vi è un riferimento all’ideale michelangiolesco, secondo il quale l’opera è intrappolata nella materia, alla stregua dell’anima bloccata nel corpo?

E’ piuttosto una riflessione riguardante tutto ciò che è corpo fisico. Tutto ciò che si può toccare, che ha uno spessore, una densità, un peso, una qualità, etc
Carne e materia.
In questo caso è la mente che imprigiona il corpo a discapito dei sensi e le percezioni.

 Com’è nata precisamente quest’opera?

E’ una delle tre opere che fanno parte dell’omonimo progetto “out of and into matter”. Nato da un senso di confusione, di ricordi, di attesa e di ascolto personale.
Dalla ricerca di un equilibrio, di una stabilità e di un cercare di mantenersi nel qui ed ora attraverso la consapevolezza del corpo.
Uno studio che parte dalla sensazione del proprio corpo fisico fino ad arrivare alla traduzione di questa sensazione in un altro tipo di materia.

Hai particolari progetti per il tuo avvenire artistico?

Per il momento continuo la mia ricerca sul corpo e la materia basata sull’ interazione tra installazione, performance e opera visiva e come tutto questo reagisce a spazi sempre differenti tra di loro.

Grazie Sofia per le tue risposte e per aver condiviso con noi una piccola parte delle tue innumerevoli estrinsecazioni artistiche…l’arte, come suggerisci tu, è soprattutto ricerca, ed è così che, attraverso le tue opere, noi ci facciamo condurre verso mondi sempre nuovi, in una sconfinata fame di conoscenza della quale essere mai sazi… 

Ass. Kouros Lucca

lunedì 5 ottobre 2015

IL NUDO, TRA SEDUZIONE E PROVOCAZIONE: Kouros presenta Ambra Piliu e il suo concetto di arte come estrinsecazione del sé…

Ambra Piliu - "L'appartenenza"

Nell’ambito della collettiva “Il Nudo: tra seduzione e provocazione” ospitata a Firenze presso Simultanea Spazi d’arte dal 26 Settembre al 7 Ottobre, l’Associazione Kouros è lieta di presentare Ambra Piliu e i suoi nudi introspettivi.

Ambra, permettici di conoscerti meglio…quando è maturata questa passione per l’arte?

La mia passione per l'arte è maturata in tenera età mentre osservavo mia madre dipingere. In casa mia ci sono diversi quadri da me realizzati all'età di 7 anni, a parte un breve corso di pittura fatto in quegli stessi anni, non ho mai frequentato scuole d'arte. Sono cresciuta e ho preferito anteporre a questa mia passione la sicurezza che avrebbe potuto conferirmi l'indirizzo di studi che poi ho scelto di intraprendere (cinese) e così lo studio ha occupato gran parte del mio tempo, impedendomi di dipingere ancora, finché da poco, finita l'università, ho deciso di ritagliare del tempo per me e per quello che mi piaceva realmente, ho quindi ripreso il pennello in mano realizzando L'appartenenza e L'attesa, mi sono persa in questo bellissimo mondo che è l'arte e ho dato voce a me stessa.

Cosa rappresenta per te la pittura? Credi che oggi sia più difficile fare arte, creare qualcosa di originale in grado di stupire ed emozionare gli altri?

Personalmente trovo che la pittura non debba avere come scopo quello di “emozionare gli altri”, quando dipingo lo faccio solo ed esclusivamente per me stessa e ogni pennellata, ogni disegno rappresenta una parte di me. Il fatto stesso di metterli in Mostra è uno sforzo per me non indifferente in quanto lo percepisco come un vero e proprio “mettermi a nudo”. Quando dipingo mi sento catapultata in un'altra dimensione, un posto che è solo mio e nel quale nessun altro può entrare. È un momento intimo. Il pittore che ricerca “l'originalità” e dipinge “per emozionare gli altri” regala finte emozioni. I miei lavori rispecchiano la mia interiorità, penso sia questo che il pittore dovrebbe donare al suo pubblico, solo così sarà in grado di suscitare vere emozioni. Il difficile non è “fare arte” o “essere originali”, non lo era prima e non lo è tanto meno adesso, la difficoltà sta nel mostrarsi, nel dar modo alla propria anima di esprimersi, nel far fuoriuscire la propria interiorità.

Come nascono le tue opere? Parti già da un’idea ben precisa o lasci che la mano agisca da sé in maniera del tutto istintiva?

I miei quadri nascono da pensieri covati nella mia mente da tempo. Dopo un'analisi introspettiva potrei dire che rappresentano quella parte di me che tento di reprimere. Quando dipingo però...non ci sono muri da alzare, non esistono barriere di alcun genere ed è lì, in quel mondo in cui tutto è davvero possibile, che il mio vero sé fuoriesce. Guardare quei quadri appena terminati mi mette di fronte a me stessa (da qui forse riprende anche un po' l'idea de L'appartenenza: una donna inginocchiata di fronte ad uno specchio). Nel momento in cui dipingo mi sento sola e al sicuro e dunque sono in grado di esprimermi meglio. La pittura è per me uno dei pochi modi attraverso cui riesco ad esprimermi senza remore.

Alla nostra collettiva esponi “L’appartenenza” e “L’attesa”, due opere apparentemente semplici ma che nascondono, invece, messaggi profondi. Spiegaci meglio queste opere e raccontaci cosa vorresti trasmettere agli spettatori che si troveranno di fronte ad esse?

L'appartenenza e L'attesa sono, a mio parere, due fra gli stati d'animo più potenti e fondamentali in termini di eros. Il tema che tratto è quello al momento probabilmente più richiesto quanto criticato: il BDSM [Bondage, Dominazione, Sadismo, Masochismo]. Ognuno ha  un proprio parere sul tema, io ho deciso di rappresentare il Mio. Questo insieme di pratiche che molti definirebbero scabrose, immorali e deleterie, rappresentano per me qualcosa di molto più profondo. E' un tipo di rapporto basato sulla fiducia e sulla comunione di corpo e mente: il/la sottomesso/a cede il controllo, l'anima stessa ad un'altra persona in grado di guidarla alla riscoperta di sé e dei suoi limiti, introducendola passo dopo passo lungo i meandri della sua mente e portandola il più delle volte a scoprire che ciò che più rifiutava e ripudiava era in realtà ciò che più profondamente desiderava, il dominatore è quel qualcuno che sa quanto oltre alla sottomessa piacerebbe spingersi e la aiuta a trovare il coraggio di farlo. Non ci sono finzioni, non esiste vergogna... solo abbandono e voglia di sperimentare per una più profonda riscoperta del proprio sé. L'appartenenza rappresenta una donna che quasi si abbraccia da sola, l'immagine riflessa nello specchio ma lo sguardo non è puntato su di sé come sarebbe consuetudine che fosse per chi come lei si trova davanti ad uno specchio, il suo sguardo è fisso su qualcuno alle sue spalle che però nel quadro non appare... (ho voluto rappresentare in entrambi i quadri esclusivamente la figura della sottomessa focalizzando tutta l'attenzione su di lei). Inginocchiata e con un collare, simboli della devozione nei confronti del suo dominatore, lo sguardo rimane però fiero a simboleggiare il fatto che il suo “ruolo” non implica nel modo più assoluto debolezza bensì una grande forza d'animo. L'attesa invece, rappresenta una donna in balia di sé stessa e della persona che potrebbe da un momento all'altro comparirle alle spalle. Sguardo a metà tra lo spaventato e l'eccitato, legata ma pur sempre mentalmente padrona di sé, anche questa volta l'atteggiamento è quello fiero, nonostante il suo stato di donna legata e costretta in quella posizione. Vi è in Lei il desiderio di prestarsi a fare cose che ritiene difficili per il semplice fatto che desidera dominare tali cose. E' legata ed attende ciò che le verrà fatto... non sa cosa potrebbe succederle ed attende la sua sorte qualsiasi essa sia... ella vi si abbandonerà.     

Quali traguardi continui a porti per il futuro?

Il futuro è un tempo che percepisco come troppo lontano, il mio obiettivo è quello di vivere in un costante presente senza immaginare un futuro che potrebbe, proprio per il fatto stesso di averlo immaginato e delineato, limitarmi in un certo senso nelle mie scelte future. Preferisco vivere la vita giorno per giorno, senza precludermi niente: le mie scelte unicamente condizionate dall'istante stesso, quell'esatto momento, irripetibile.

Grazie Ambra per le tue esaurienti risposte, e grazie per la tua arte che ci conduce verso mondi interiori tutti da indagare e da scoprire, in una dimensione parallela del nostro io, troppo spesso celato da ciò che sta fuori, troppo spesso oscurato da ciò che è visibile, a scapito della parte più invisibile e più importante che sta in noi: la nostra anima!

 Ass. Kouros Lucca

domenica 4 ottobre 2015

IL NUDO, TRA SEDUZIONE E PROVOCAZIONE: Kouros presenta Paola Rignanese e il suo variegato universo immaginifico...

Paola Rignanese - Blue Moon

Nell’ambito della collettiva “Il Nudo: tra seduzione e provocazione” ospitata a Firenze presso Simultanea Spazi d’arte dal 26 Settembre al 7 Ottobre, l’Associazione Kouros è lieta di presentare Paola Rignanese, artista estremamente creativa e poliedrica che lascia ampio spazio alle sperimentazioni…

Paola, raccontaci qualcosa in più su di te… Quando si è acceso per la prima volta nella tua vita il fuoco sacro dell’arte?

Non so dire esattamente quando, mi sento un’artista dalla nascita, la pittura è stata per me la più semplice delle manifestazioni artistiche, e la più spontanea … Non ho escluso però la musica e il canto, soprattutto nella prima parte della mia giovinezza…

Cosa senti al momento di metterti davanti alla tela? Sai già esattamente quello che vuoi realizzare o lasci che la mano faccia da sé, in una libera estrinsecazione della tua fantasia?

La tela o il foglio bianco mi inibiscono, è come un immenso spazio da scoprire, a volte cela forme serene e liberatrici, a volte nasconde parti di me non troppo limpide né luminose. Ho sempre un’idea, ma non è mai definitiva; mi lascio guidare molto dal mio centro emozionale proprio mentre la inizio a realizzare e di solito si trasforma prendendo come vita propria durante la lavorazione. Prendo sempre in enorme considerazione la fotografia, sia per quanto riguarda modelli da me scelti e fotografati, sia nelle immagini trovate su libri e riviste e che mi colpiscono istintivamente.

Alla nostra collettiva esponi “Blue moon” e “Nudo di schiena”, due opere apparentemente contrapposte per le tonalità ma accomunate entrambe da quella stessa aura di mistero. Come sono nate e quali significati vuoi trasmettere attraverso di esse?

Sono entrambe nate da una magnifica esperienza anche rappresentata da una collaborazione artistica. Ho giocato molto con le luci e le ombre, essendo affascinata dalle forme che come scolpite dal buio sfondo diventano quasi palpabili, tridimensionali in uno spazio bidimensionale che è la tela.  Il mistero che traspare è la volontà di rappresentare il corpo nudo femminile senza evidenziarne troppo gli aspetti caratteristici, lasciando così al singolo osservatore la libertà di attribuirvi le forme più vicine alle proprie immagini emotive.

Come vedi il tuo avvenire nel mondo dell’arte? A quali altre evoluzioni assisteremo da parte tua?

Per ora cerco di non avere aspettative, ogni filosofia di vita me lo insegna, mi piace vivere il presente, per quanto io riesca, essendo poco praticato nel quotidiano. Mi sono interessata da qualche tempo alla tecnica mista e al collages; mi sono divertita molto.
Vorrei riuscire ad abbandonare ogni forma in futuro, questo potrebbe essere un percorso per conoscere meglio me stessa attraverso l'arte

Grazie Paola per le tue risposte e per farci conoscere ed apprezzare un piccolo spaccato della tua arte, particolarmente variegata ed originale, e contraddistinta da un gioco di chiari e scuri che conferisce mistero ai soggetti rappresentati, conducendo lo spettatore in un universo immaginifico tutto da scoprire…

Ass. Kouros Lucca