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domenica 12 giugno 2016

Over the rainbow! Kouros presenta Chiara Lovera, l’artista delle emozioni..



Abbiamo conosciuto Chiara Lovera in occasione della collettiva “Orietur in tenebris lux tua” tenutasi a Lucca dal 28 febbraio all’8 marzo 2016. In quella occasione l’artista espose un’opera dai forti contrasti chiaroscurali intitolata “Horses in the dark”, nella quale è riuscita a creare un’immagine dallo straordinario effetto visivo e dal sapore quasi onirico: quattro cavalli galoppanti che incedono verso lo spettatore, emergendo dal buio della notte, come in un sogno nel quale riemergono desideri celati, simboleggiando al tempo stesso una bramosia di libertà e vitalità, di cui il cavallo ne è l’emblema per eccellenza.


Chiara Lovera - Horses in the dark

Artista torinese residente in Germania,la Lovera ha scoperto la sua passione per l’arte sin dalla tenera età.
Decisa a seguire il proprio talento ha frequentato quindi il Liceo Artistico, proseguendo poi gli studi presso l’Università di Torino, dove si è laureata in Scienze dei Beni culturali.
Le sue opere generalmente nascono quasi sempre dall’istinto e si rivolgono per lo più a scene di paesaggio o nature morte, sebbene non manchino molto spesso anche scene figurative.
In quest’ultima occasione l’artista espone “Abbraccio, emozione”, un’opera figurativa, nella quale l’abbraccio sensuale di due amanti sembra dare vita ad un’esplosione di colori, luci ed ombre dallo straordinario effetto visivo e soprattutto emotivo.
Colore, che come evidenzia il titolo di questa collettiva, diventa espressione dell’anima e delle sue infinite sensazioni ed emozioni, evidenziando ancora una volta la grande abilità e creatività di Chiara Lovera.

Chiara Lovera - Abbraccio

Un’artista che sa rappresentare le emozioni; sa dar voce alle percezioni più profonde dell’inconscio, creando immagini dal notevole potere immaginifico che anche se realizzate su supporti leggeri e semplici come può essere un cartoncino, nel caso di “Horses in the dark”, riescono a catturare l’osservatore intrappolandolo letteralmente all’interno del quadro come in un bellissimo sogno dal quale non ci si vuol svegliare!


Francesca Callipari

mercoledì 9 marzo 2016

Elisa Mazzieri, l’artista a 360 gradi che dà colore alle mille sfaccettature dell’anima…

Elisa Mazzieri - A grappoli


Abbiamo conosciuto Elisa Mazzieri nell’ambito della nostra collettiva tenutasi a Firenze lo scorso novembre “Semplicemente Donna”, in occasione della Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne, nella quale la stessa ha esposto l’opera pittorica “Reverie”, corredata dalla poesia “E se” (immagine in basso), per esprimere il suo punto di vista sulla figura femminile nell’immagine di una donna libera e consapevole e più che mai volenterosa di allontanare da sé i pregiudizi della società.


Elisa Mazzieri - Reverie


La ritroviamo qualche mese dopo con lo stesso brio e l’energia di sempre a raccontarci nuovi universi immaginifici nell’originalità che da sempre la contraddistingue, con un contributo artistico sempre poderoso e denso di significati anche all’interno della nostra ultima collettiva, “Orietur in tenebris lux tua”, conclusasi ieri sera a Lucca presso la Sala di Corte dell’Angelo.

Nata a Milano, da genitori toscani, Elisa Mazzieri vive a Roma, non per molto ancora, a detta della stessa che spera di spostarsi in un luogo più a misura d’uomo e d’artista per sfogare al meglio il suo estro creativo.
L’arte ed in particolar modo il disegno destano la sua curiosità sin da bambina, epoca in cui già si destreggia bene nel disegno a matita. Oggi come allora questa tecnica continua ad essere la sua preferita, in quanto le consente una migliore espressione del suo ideale creativo. 

La Mazzieri è senz’altro artista a 360 gradi, non solo il disegno, ma anche la scrittura e la poesia occupano le sue giornate, per lavoro oltre che per diletto. In occasione di quest’ultima esposizione curata dalla nostra Associazione “Orietur in tenebris lux tua”, ella ha esposto due opere intitolate "Così in basso" (la prima in basso a sinistra) e "A grappoli" (la seconda in basso a sinistra), entrambe di natura astratta, dove predominante è il colore che la stessa imprime sulle tele attraverso un disegno quasi rapido e frenetico, dando origine ad un moto di forme e di colori, in una sorta di esplosione emotiva che ci consegna con accuratezza tutto il suo estro ed i suoi infiniti mondi interiori.

Elisa Mazzieri - Così in basso

L’originalità delle sue opere colpisce ancora una volta e siamo certi che ci continuerà a stupire anche nelle sue prossime estrinsecazioni artistiche, rivelatesi finora mai banali, né scontate e sempre corredate da significati sottesi che ci inducono a riflettere sulle innumerevoli questioni che la vita di tutti i giorni ci pone di fronte; le opere di Elisa sono lo specchio della sua anima, ma anche della nostra che guardandole ci ritroviamo nelle nostre umane fragilità e ci riscopriamo sempre più piccoli di fronte agli enormi macigni che l’esistenza frappone tra noi e le nostre aspirazioni, troppo spesso disattese in un mondo che va troppo veloce e noi non riusciamo a stargli dietro. 

La Mazzieri, dotata della potenza espressiva del mezzo artistico, ci dice di cercare di fermarci un attimo e di provare a respirare in mezzo alle tempeste dell’esistenza, per risalire in superficie e per non rischiare di annegare mai più…

Associazione Kouros

lunedì 7 marzo 2016

Paola Carosiello , l’artista che dà voce ai sentimenti e alle emozioni più recondite dell’animo umano.


Paola Carosiello alla mostra "Semplicemente Donna"

Abbiamo conosciuto Paola Carosiello alla nostra collettiva Semplicemente Donna, tenutasi a Firenze nel novembre 2015 e alla quale l’artista ha esposto un’opera molto significativa, dal titolo “Malinconia”, riproducente il ritratto di una donna, la madre della stessa Carosiello, il cui volto, segnato dal passare del tempo, ci ha condotto inevitabilmente ad una riflessione sulla vita e sulla sua fugacità.

Artista bolognese, la Carosiello ha cominciato la sua attività artistica intorno alla fine degli anni ’90, partendo dal disegno, tecnica a lei più affine, per poi proseguire il suo studio presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna, dove si è laureata discutendo una tesi sul paesaggio.
E’ così dunque che si è avviato il suo percorso artistico, fondato su una profonda riflessione sull’arte e in particolar modo sulla pittura, che la conduce in seguito a specializzarsi in Comunicazione e didattica dell’arte.

In questa collettiva, incentrata sul rapporto luce – tenebre nell’arte contemporanea, Paola Carosiello espone due opere fortemente espressive, eseguite in olio su tela, dal titolo “Desolazione” e “Fatina”, nelle quali ella affronta ancora una volta i sentimenti e le emozioni più recondite dell’animo umano.


Paola Carosiello - Desolazione

Desolazione caratterizzata da tonalità cupe in contrasto, ci pone di fronte alla rappresentazione della disperazione, mostrando una donna che si trascina a fatica in un paesaggio devastato e senza alcun segno di vita. In essa l’artista mostra un’estrema capacità tecnica, riuscendo grazie ad una sovrapposizione di colori, a creare stupendi effetti chiaroscurali che rendono ancora più drammatica e devastante la scena raffigurata.


Paola Carosiello - Fatina

Fatina, invece, che apparentemente si pone come un semplice ritratto, mostra una piccola donna o meglio una bambina, colta quasi di sorpresa che impaurita rivolge lo sguardo allo spettatore. Fili rossi e neri sembrano tenerla avvinghiata alla tela, quasi a voler simboleggiare un’anima intrappolata nei suoi dubbi e nelle sue incertezze.

Paola Carosiello è dunque un’artista estremamente incisiva, sempre pronta a sperimentare nuove tecniche. Nella pittura ella ritrova la sua energia positiva, affrontando spesso tematiche particolarmente difficili quali ad esempio la fugacità del tempo o la disperazione, che attraverso le sue tele riesce a trasmettere intensamente arrivando al cuore dello spettatore!

domenica 6 marzo 2016

Simone Galimberti , l’artista della luce e delle ombre che vuol giungere all’anima dell’essere umano!

Non dipingo pensando di creare qualcosa
che stia necessariamente bene appeso ad una parete,
in un salotto o in una casa.
Credo che quello sia compito di arredatori o designers.
Preferisco pensare le mie opere come qualcosa che,
a prescindere da dove saranno collocate,
arredino l’animo di chi le guarda.
 Simone Galimberti


Abbiamo conosciuto Simone Galimberti un anno fa alla nostra collettiva Il Nudo tra seduzione e provocazione tenutasi a Firenze dal 26 Settembre al 7 Ottobre 2015.
Galimberti, artista milanese, da sempre interessato all’arte, ha cominciato realmente la sua attività pittorica nel 1997, specializzandosi nella rappresentazione di nature morte e in particolare di soggetti femminili.
Rifacendosi ad artisti del calibro di Leonardo, Caravaggio, Ingres fino ad arrivare ai più moderni Saturno Buttò e David Kassan, Galimberti inizia il suo percorso come autodidatta, studiando a fondo le opere di questi artisti che egli definisce i suoi maestri e leggendo i diversi trattati antichi e moderni sulla pittura.

Le sue nature morte, seppur molto vicine alle raffigurazioni seicentesche differiscono da quest’ultime per la loro freschezza, non configurandosi più come emblema del male o della caducità dell’esistenza. I frutti che l’artista ritrae nelle sue tele presentano ancora delle parti per così dire “vitali”: sono pronti per essere gustati, come dimostrano ad esempio il limone appena sbucciato o la mela addentata, e seppur destinati, come si sa, a marcire, essi vengono immortalati per sempre in un preciso attimo della loro esistenza, divenendo così simbolo di eternità!



Simone Galimberti - Still life

Simone Galimberti - Un lampo nel buio


Le figure femminili, altro soggetto ricorrente nelle opere dell’artista sono, invece, descritte prevalentemente nella loro sensualità, con particolare attenzione anche alla descrizione anatomica.



Simone Galimberti - The B side of the moon
(Cry for the moon)

Degna di interesse è la serie Cry for the moon, che abbiamo avuto modo di conoscere in parte alla nostra collettiva sul Nudo grazie all’opera The B side of the moon, esposta in quell’occasione.

Simone Galimberti -Falce di Luna
(Cry for the moon)
Cry for the moon, è una sorta di ciclo pittorico in divenire, in quanto l’artista vi aggiunge ogni anno qualche nuovo disegno o dipinto. Composto prevalentemente da ritratti femminili, in esso Galimberti, alla sensualità della donna, evidenziata da particolari pose che accentuano alcuni scorci delle sue nudità, associa l’immagine della luna, da sempre strettamente connessa alla figura femminile, evidenziando anche un’attenta osservazione dell’astro celeste, descritto nei minimi particolari.


In quest’ultima collettiva, “Orietur in tenebri lux tua”, incentrata sul rapporto luce-tenebre nell’arte contemporanea, Simone Galimberti mostra tutta la sua abilità pittorica nell’opera eseguita in olio su tela, Surrender to the light, appositamente creata per questa esposizione e nella quale l’artista, rendendo ancor più forti i contrasti chiaroscurali, sempre presenti nelle sue tele, è riuscito a costruire un’immagine di grande impatto visivo, nonché spirituale, attraverso la quale incita lo spettatore ad arrendersi al potere della luce, trovando così la propria pace interiore, liberandosi una volta per tutte dalle tenebre che attanagliano la vita!

Simone Galimberti - Surrender to the light

Un artista, dunque, molto interessante che, conscio della grandezza e della bellezza delle opere degli antichi maestri, ha saputo prendere il meglio da ognuno, elaborando uno stile proprio, del tutto originale, capace di condurre lo spettatore in uno spazio senza tempo, in una dimensione onirica che lo attrae, facendolo sentire parte dell’opera stessa.

F. Callipari

giovedì 3 marzo 2016

“Orietur in tenebris lux tua”, Kouros presenta Carlotta Mantovani e l’arte come energia e liberazione dalle sofferenze interiori…


Carlotta Mantovani - Luna... luce del divenire


Nell’ambito della collettiva “Orietur in tenebris lux tua-Arte contemporanea tra luce e tenebre” ospitata a Lucca presso la sala comunale Corte dell’Angelo dal 28 Febbraio all’8 Marzo, l’Associazione Kouros è lieta di presentare l’artista Carlotta Mantovani, che espone un’opera olio su tela dal titolo “Luna...luce del divenire".

Carlotta, raccontaci di te.. Quando e da cosa è scaturita questa passione per l’arte?

La mia espressione artistica ha origini lontane, risale forse all’infanzia, quando mi sentivo profondamente attratta dai colori. Dopo l’istituto Magistrale ho frequentato l’Accademia di Belle Arti di Bologna tra il 1979 e l’83, anno in cui mi sono diplomata.
Non fu una esperienza appagante, sinceramente! Non avevo chiare in mente, allora, le motivazioni della mia ricerca e non trovavo interlocutori che potessero condividere la stessa inquietudine.
Una volta terminata l’Accademia ho accantonato la ricerca, per dedicarmi alla illustrazione. Ho insegnato per qualche anno Educazione Artistica, ho lavorato in uno studio Grafico poi mi sono “persa a crescere i miei 3 figli”.
Parallelamente ho scritto poesie e brevi racconti e, proprio la scrittura ha risvegliato la mia ricerca espressiva.
La musicalità delle parole unita all’eco dei significati mi hanno riportata sulla via della riflessione sul senso delle cose.
Negli ultimi anni, da quando ho ripreso a dipingere ad olio, ho riscoperto un mondo che mi appartiene da sempre. La forza dei colori è un grande richiamo all’energia della vita.

Sappiamo che oltre alla pittura ti dedichi con molta passione alla scrittura e in particolare alla poesia. In entrambi i casi, poesia o pittura, segui molto l’istinto o parti sempre da un preciso progetto, da un’idea pensata da tempo?

La frase di apertura del mio sito è: “cercare e non trovare i confini dell’arte”, proprio perché poesia, pittura, musica di cui mi nutro…e che purtroppo non produco (ma qui bisognerebbe allargare il discorso a dismisura sull’energia che l’essere umano è in grado di mettere in moto…o forse solo di intercettare come corrente ascensionale. Energia che scuote e coinvolge, interroga e accompagna) sono espressioni dello stesso animo inquieto.
Dunque mi piacerebbe realizzare progetti precisi e pensati, ma poi mentre lavoro mi rendo conto che il mio inconscio si impone e pretende di dire la sua, proprio come un sogno segue una traiettoria priva di logica apparente.
Generalmente c’è un momento in cui il mio lavoro si ferma, restiamo in silenzio ad osservarci, anche molto tempo…finchè emerge ciò che sta nel profondo della mente.
Mi è capitato più di una volta di capire il significato di un quadro dopo averlo finito.
In realtà anche le poesie emergono da sole, come fossero indipendenti da me.
La loro trama si aggira nella mia mente per qualche giorno, poi, quando sono pronte le scrivo. E generalmente non le correggo.
Molti quadri e poesie non li potrò mai dipingere o scrivere semplicemente perchè li trovo al mattino, nella mente, e poi se ne vanno perchè non riesco ad afferrarli.

Alla nostra collettiva esponi un’opera intitolata “Luna, luce del divenire” nella quale su tutto primeggia questa luna potente e magica che sembra voler portare lo spettatore ad una riflessione quasi “spirituale”. Raccontaci come è nata e quale messaggio vorresti trasmettere attraverso di essa?

Nelle mie poesie è presente la fettina di luna: “unica luce del mio divenire” proprio perché per molti anni ho vagato interiormente senza una chiara visione di cosa andassi cercando. La metafora della poca luce di una fettina di luna come guida nella notte della ragione ha assunto un significato simbolico per me. In realtà, dopo molta riflessione ho capito che quella immagine ha avuto una origine precisa, in una notte in cui ho vissuto una situazione amara. Fatto di cui ho scritto un racconto tutto d’un fiato, 38 anni dopo…
Ovviamente l’ho dipinta varie volte, ma il quadro che espongo alla mostra raffigura una luna immensa, piena, che dòmina la nostra esistenza, proprio come una luce soave e silenziosa che ci accompagna, fedele come solo una madre può essere e aspetta il momento in cui comprendiamo di essere parte di una umanità ininterrotta che vive e chiede di non essere dimenticata.
Nei miei lavori sento l’energia dei primi uomini che lasciavano l’impronta delle loro mani sulla roccia.
Nel quadro “Luna, luce del divenire” inizialmente era prevista, progettata appunto, solo la luna sul fondo blu. Luce e universo. Poi non ho resistito e ho dipinto una foresta confusa, come fosse bruciata da un grande incendio, violentata dalla furia degli eventi…scheletri di alberi muti, in uno stato di oblio…
Il messaggio penso possa essere proprio la pace che si prova quando, dopo una vita passata ad aspettare, a cercare, a domandare…a “bruciare”, ci si accorge che sopra la storia singola di ognuno splende più grande la storia dell’umanità intera.
Generazione dopo generazione siamo arrivati fino ad oggi senza che mai, nemmeno per un momento, sia venuta meno la guida della luce della luna.
L’uomo ha in sé una carica talmente forte da poter far fronte alle sfide più angosciose e continuate il proprio cammino. La luce della ragione, il calore del sentimento, i colori della vita, possono guidare i nostri passi verso l’ignoto e l’arte, così come la scrittura o la musica sono espressione di una vitalità spirituale antichissima e smisurata. Riflesso di un divino che arde dentro l’umano.
Ma ancor più la luna del mio quadro offre, come per propria naturale caratteristica, un perdono “potente” appunto, che ci permette di dare pace alle ceneri della nostra storia.


Hai particolari progetti per il tuo futuro artistico? A quali altre estrinsecazioni assisteremo da parte tua?

Non ho progetti precisi, se non quello di riuscire a dedicare più tempo ed energia all’arte, proprio perché questo è il mio modo di sublimare la storia del mio mondo, delle vicende che mi hanno forgiata e delle speranze che ho per il futuro, non solo  mio, ma di chi amo o di chi mi capita di incontrare.
Vorrei riuscire a coordinare i miei racconti per pubblicare un libro illustrato.
Ma non sono bravissima a coordinare i pezzi sparsi…mi affido al futuro che mi chiama, ma non so quali mattoni si concretizzeranno. Man mano che l’esperienza si farà più completa cercherò di rendere più visibile il mio lavoro.

La collettiva “Orietur in tenebris lux tua”, da noi organizzata, ha come obiettivo non soltanto quello di indagare sul rapporto luce-tenebre, da sempre tematica fondamentale della storia dell’arte, ma allo stesso tempo vuol far riflettere lo spettatore sulle “tenebre” che avvolgono la vita di ognuno, svolgendo una funzione quasi “salvifica”, capace di aiutarlo a ritrovare la propria luce interiore.
Qual è il tuo pensiero a riguardo? Credi che l’arte possa svolgere un ruolo che vada al di là del semplice piacere visivo?

Penso che ognuno abbia un proprio modo per affrontare le tenebre della propria vita, anche se non ne è consapevole. Per me l’arte è stata un grande strumento per dar voce alle mie difficoltà e sofferenze, ma anche una celebrazione della gioia di vivere.
Concludo con la frase che da sempre fa da contenitore a tutti i miei lavori: ognuno infatti è un “Piccolo tassello del grande mosaico: Studio dei particolari di un’anima appesa ai bordi del vento”.
E in fine voglio riportarvi una frase di Van Gogh: “Quando la consolazione non c’è resta l’arte, per sempre, e allora non si sarà mai vuoti né soli”.

Grazie Carlotta per le tue parole e per la tua sensibilità che traspare così evidente da ciò che scrivi, così come da ciò che dipingi; il chiarore della tua luna ci illumina nel profondo e ci abbaglia di nuova luce, rischiarando tutte le nostre umane incertezze ed immettendoci in un cammino nuovo, fatto di colori accesi e brillanti, quelli della speranza, sempre racchiusa in fondo al cuore e pronta ad esplodere come unico e solo motore delle nostre imperfette esistenze…

martedì 1 marzo 2016

Orietur in tenebris lux tua!: Kouros presenta Gianpaolo Cappello e il rapporto luce e ombre in chiave "vedutista"..


Nell’ambito della collettiva “Orietur in tenebris lux tua - Arte contemporanea tra luce e tenebre”, ospitata a Lucca presso la sala comunale Corte dell’Angelo dal 28 Febbraio al 8 Marzo, l’Associazione Kouros è lieta di presentare l’artista Gianpaolo Cappello, che esporrà due opere, olio e acrilico su tela, dal titolo “La suggestione del prato” e “Guarda le ochette!”…


Gianpaolo Cappello - La suggestione del prato


Gianpaolo, permettici di conoscerti meglio.. quando e come si è originato in te il “fuoco sacro” dell’arte?

Quando frequentavo le scuole medie e mi è capitato di trovare, in un cassetto di casa, dei tubetti di colore. Erano delle vecchie tempere che mio padre aveva usato da giovane in un corso di pittura. Stesi il blu di Prussia, che allora non conoscevo come tale, su un foglio e rimasi affascinato dalle varie tonalità, che avevo ottenuto casualmente, con le pennellate casuali. E stato il blu di Prussia che mi ha preso per mano e introdotto nel mondo della pittura perché iniziai subito a provare a dipingere copiando alcuni soggetti impressionisti trovati nelle riviste...

Il momento creativo è per te un atto spontaneo, o la conseguenza di un disegno già prefissato nella tua mente?

Sono affascinato dalla natura, i paesaggi naturali e artificiali, in momenti particolari della giornata quando i colori sono più suggestivi. Quando viaggio ho sempre con me una macchina fotografica e raccolgo tutti i momenti che mi attraggono. Da queste immagini nascono le mie opere.

C’è un messaggio particolare che intendi trasmettere attraverso le tue opere?

Provo gioia quando riesco a ritrasmettere l'emozione che ho provato vedendo il soggetto reale, che mi ha ispirato. Modifico leggermente i colori per esaltarne l'effetto e cerco di magnificare le luci. Probabilmente il messaggio è l'amore per la vita. Probabilmente ho già risposto prima, sono nate dall'amore per la natura e le creazioni dell'uomo e vorrebbero ritrasmettere questo amore. Se amiamo la natura, l'ambiente in cui viviamo, amiamo la vita.

La collettiva “Orietur in tenebris lux tua”, da noi organizzata, ha come obiettivo non soltanto quello di indagare sul rapporto luce-tenebre, da sempre tematica fondamentale della storia dell’arte, ma allo stesso tempo vuol far riflettere lo spettatore sulle “tenebre” che avvolgono la vita di ognuno, svolgendo una funzione quasi “salvifica”, capace di aiutarlo a ritrovare la propria luce interiore. Qual è il tuo pensiero a riguardo? Credi che l’arte possa svolgere un ruolo che vada al di là del semplice piacere visivo?

L'arte è fondamentale per trovare la luce interiore. La pittura assieme alla letteratura, alla musica, all'architettura e al cinema sono essenziali per l'umanità perché permettono agli uomini di allargare i propri orizzonti. Attraverso l'arte l'uomo arriva ad intuire la spiritualità, è l'arte che permette l'astrazione, è l'arte che apre nuovi dubbi, nuove domande...

Gianpaolo Cappello - Guarda le ochette


Progetti per il futuro artistico? Quali altre manifestazioni ti vedranno protagonista?


Dovrei fare una esposizione personale nella Galleria Samonà di Padova in autunno.

Grazie mille per le tue risposte, la tua arte è un universo multiforme di emozioni che ci incanta e ci inchioda alla tela facendoci entrare in una dimensione alternativa dove tutto è colore e luce e non c’è spazio per le tenebre ma solo per lo meraviglioso spettacolo dell’arte che è poi lo spettacolo stesso della vita.

lunedì 29 febbraio 2016

Orietur in tenebris lux tua!: Kouros presenta Simona Cesari, l'arte come ricchezza dell'anima

Simona Cesari, I quattro elementi della natura

Nell’ambito della collettiva “Orietur in tenebris lux tua - Arte contemporanea tra luce e tenebre”, ospitata a Lucca presso la sala comunale Corte dell’Angelo dal 28 Febbraio al 8 Marzo, l’Associazione Kouros è lieta di presentare l’artista Simona Cesari, che espone un’opera molto particolare dal titolo “I quattro elementi della natura”.

Simona, permettici di conoscerti meglio.. Quando si è acceso in te il fuoco sacro dell’arte?

Sono nata con questo dono, già alla scuola materna le insegnanti facevano girare per tutta la scuola i miei disegni ed avevo solo 4 anni. Ma credo sia un dono genetico da parte di mia madre anch'essa brava disegnatrice e delle mie zie, le sorelle di mia madre. Una mia zia materna a Roma ha realizzato su tela un dipinto e precisamente “l'Ultima cena” di Leonardo da Vinci che è stata esposta in una chiesa ad Ostia sul litorale laziale del mare di Roma.

Quando ti metti di fronte alla tela sai già cosa vuoi rappresentare o ti lasci guidare dall’istinto?

Mi lascio guidare dall' istinto, a volte mi viene in mente il quadro in un momento della giornata all'improvviso e alcune volte di notte. Ma dipingo con la musica che mi guida nella realizzazione del quadro. Sono una persona molto creativa e con un'immaginazione incredibile. I miei quadri sono vivi e trasmettono continuamente emozioni a chi li osserva.

Alla nostra collettiva esponi “I quattro elementi della natura”, un’opera tra il mistico e l’esoterico, caratterizzata dal contrasto tra luci ed ombre. Raccontaci com’è nata e qual’è il messaggio che vorresti trasmettere attraverso di essa?

Ho studiato esoterismo da cui sono molto attratta, dipingendo questo quadro ho dato vita ad un messaggio che invio agli esseri umani e a madre terra in cui trasmetto un'esigenza di ritorno alle nostre origini per non dimenticare che siamo tutt'uno con il pianeta. Gli elementi della natura sono dentro di noi sempre  e caratterizzano sia la nostra crescita interiore e del nostro organismo. Se il loro equilibrio in noi è compromesso ci ammaliamo e anche la nostra anima ne risente. In più con questo quadro chiedo aiuto a madre terra per la situazione sociale ed economica che attraversiamo oggi, con la forza della natura spero che lei ci ispiri e ci indichi il nostro giusto cammino.

Quali progetti hai per il tuo futuro artistico?

Vorrei dipingere su tela ed esprimere sentimenti ed emozioni con i miei quadri vivi e fare tante mostre, in più dipingo anche su tessuto e vorrei lavorare nel campo della moda per realizzare capi di abbigliamento con opere d'arte dipinte a mano come fantasie.

La collettiva “Orietur in tenebris lux tua”, da noi organizzata, ha come obiettivo non soltanto quello di indagare sul rapporto luce-tenebre, da sempre tematica fondamentale della storia dell’arte, ma allo stesso tempo vuol far riflettere lo spettatore sulle “tenebre” che avvolgono la vita di ognuno, svolgendo una funzione quasi “salvifica”, capace di aiutarlo a ritrovare la propria luce interiore.
Qual è il tuo pensiero a riguardo? Credi che l’arte possa svolgere un ruolo che vada al di là del semplice piacere visivo?

L'Arte è l'espressione umana attraverso forme e colori, lì dove il linguaggio non serve, ed è per questo che trasmettendo sentimenti ed emozioni, ma anche momenti della vita dell'artista, è un trasmettere puro universale  e profondo.
La mia riflessione sulla vostra Mostra è che condivido e apprezzo un tema cosi immenso e fondamentale nella vita di ognuno di noi. Tenebre intese non solo come smarrimento ma come ricerca e introspezione per conoscere sé stessi e il proprio mondo. La Luce è l'espressione del manifestare all'esterno la propria personalità e condividerla con amore con i propri simili. In fondo fanno parte entrambe del  “Tutto ciò che esiste”...non potrebbe esistere l'una senza l'altra.


Grazie per le tue parole e per aver condiviso con noi un piccolo frammento della tua arte che scopriamo così viva e intensa e piena di colori…il tuo universo pittorico così denso di significati e di emozioni ci affascina e ci attira sempre più verso le tue prossime estrinsecazioni artistiche che, ne siamo certi, continueranno a stupirci e a regalarci ancora speciali attimi di eternità!

sabato 27 febbraio 2016

Orietur in tenebris lux tua!: Kouros presenta Elena Tanzarella e il rapporto luce e ombre tra sentimento e riflessione spirituale..

Elena Tanzarella - Al di  là del sogno

Nell’ambito della collettiva “Orietur in tenebris lux tua - Arte contemporanea tra luce e tenebre”, ospitata a Lucca presso la sala comunale Corte dell’Angelo dal 28 Febbraio all' 8 Marzo, l’Associazione Kouros è lieta di presentare l’artista Elena Tanzarella, che esporrà due opere dal titolo “Al di là del sogno” e “Tramonto piemontese”..

Elena, permettici di conoscerti meglio.. quando è maturata questa passione per l’arte? 

Ho sempre avuto una passione per il disegno, sin da quand’ero piccolina. Ricordo che alle medie tanti dei miei disegni sono finiti in casa della professoressa di artistica. Poi in terza media dovetti fare una scelta: liceo scientifico o liceo artistico? La scelta ricadde sulla comodità. All’epoca facevo nuoto agonistico e avevo bisogno di una scuola comoda a casa, quindi: liceo scientifico. Durante le superiori, due lavori fatti durante un piccolo corso di pittura, vengono appesi nelle mura dei corridoi della scuola, scelti direttamente dal preside. La mia carriera artistica però si blocca qui per 8 anni. Dopo le superiori si va all’ università, sempre altro ramo, stavolta psicologia. Ed ecco che mi trovo tra la consegna della tesi in segreteria e la sua discussione. Un mese: un mese di tempo dove c’era da gestire una gran quantità d’ansia con solo 15 minuti al giorno impiegati a ripetere la presentazione. Tiro fuori i vecchi colori, pennelli, fogli da disegno e inizio scarabocchiare. Guardando i tutorial ho imparato a mischiare i colori, disegnare gli alberi, fare paesaggi. Poi piano piano a furia di sfornare quadri ho preso la mano. Ho preso la mia mano. E così, nel 2008 inizio ad interessarmi all’ olio, alle tele e ai cavalletti. L’inizio del lavoro mi allontanò leggermente dai pennelli, ma iniziai a fare quadri su commissione per colleghi. Misi in campo svariate tecniche di pittura e di stili; sono passata dal paesaggio all’ astratto geometrico poi ai ritratti. Cosa c’era di meglio che dipingere per passare il tempo a casa? Stop di qualche anno per motivi lavorativi ma ecco che nel 2015 ho di nuovo tempo, interesse. Non ho mai fatto studi di pittura. La mia scuola sono i pennelli, i colori e le tele. Il mio è un lavoro d’istinto. Quando mi sento, quel che mi sento, devo fare.

Cosa rappresenta per te la pittura? Nella fase di creazione delle tue opere, parti sempre da un preciso progetto, già studiato e pensato da tempo o ti lasci guidare dall’istinto, senza un preciso perché?
Per me dipingere è svago, è rilassamento. Come passa il tempo quando si è li davanti alla tela. Con la pittura riesco ad esprimermi ed è il modo migliore con il quale riesco a mettermi in gioco. Nella vita mi faccio guidare dall'istinto, e così, anche nella pittura. Alcuni miei lavori sono presi a tavolino e riprodotti; come ad esempio “Tramonto Piemontese”, eseguito da una foto fatta da mio padre. Oppure…come nel caso di “Al di la del sogno” non vi è ragione ma solo sentimento. E in questo caso, sono i pennelli a guidare la mia mano. Quello che io faccio per la maggior parte dei miei lavori, è interpretare, cercare di cogliere l'essenza di quel soggetto che mi piace tanto, che mi fa venire la voglia di dipingere. Ma la pittura essendo sentimento. Non ha regole, e così, quel che mi dice il cuore, su quella tela, faccio, che sia la riproduzione di un’immagine o vedere di scoprire cosa si nasconde dietro al bianco di quella tela.

Alla nostra collettiva esponi due opere molto diverse tra loro che ci consentono, dunque, di cogliere due lati differenti della tua creatività, ma che al tempo stesso convergono verso una stessa direzione volta a condurre lo spettatore ad una riflessione quasi “spirituale”. Raccontaci come sono nate e quali messaggi si nascondono dietro di esse? 

Come anticipato nella risposta precedente, questi due quadri non sono semplicemente diversi come stile ma hanno proprio una radice diversa. 
Per Tramonto piemontese mi sono ispirata da una foto fatta da mio padre, da casa sua, al tramonto appunto. Una casa che fino a poco tempo prima era anche casa mia. Quando vidi la foto, potetti constatare sulla mia pelle ciò che era sempre stato solamente un detto per me: l’importanza di quello che hai, non la conosci fino a che non lo hai perso. Ecco, qui mi sono ritrovata a vedere per la prima volta un meraviglioso paesaggio, che in realtà avevo avuto di fronte tutti i giorni per quasi vent’anni della mia vita. Questo quadro è il mio collegamento con quella parte di me che ha fatto il suo corso, lasciando lo spazio alla donna che sono adesso, ma che è e sarà sempre parte di me. 
Al di là del sogno purtroppo deriva da una brutta esperienza. Sei anni fa persi un mio caro amico in un incidente d’auto. Questa perdita mi segnò parecchio e avevo bisogno di trovare conforto. Mentre dipingevo pensavo a lui, al percorso della vita. Anche se fisicamente non era più accanto a me io lo potevo sentire. Ed ecco qui che tramite quelle linee, quei colori e quelle forme ho cercato di rappresentare questo mio pensiero. Al di là del sogno è un quadro materico e per realizzarlo ho utilizzato materiali di riciclo.. lo spago da cucina la carta dell’uovo di Pasqua; non potevano che essere oggetti di vita quotidiana. Nel quadro gli ambienti si mischiano, i colori della vita spirituale ci accompagnano nel nostro percorso di vita, così come chi fisicamente non è più tra noi.. voli nella geometria della vita terrena.

Elena Tanzarella - Tramonto piemontese

Quali traguardi continui a porti per il futuro? 

Io mi auguro con tutto il cuore che questa mia passione possa diventare un giorno anche il mio sostentamento. Cosa volere di più dalla vita se non guadagnarsi da vivere con ciò che si ama fare. L’arte è la rappresentazione di noi stessi e quindi con il tempo non migliora solamente la tecnica, ma cambiando noi, cambiamo anche il nostro modo di percepire la realtà, e quindi di trasmetterla. Con le nostre creazioni lasciamo qualcosa di noi al mondo, la nostra impronta, la nostra crescita.

La collettiva “Orietur in tenebris lux tua”, da noi organizzata, ha come obiettivo non soltanto quello di indagare sul rapporto luce-tenebre, da sempre tematica fondamentale della storia dell’arte, ma allo stesso tempo vuol far riflettere lo spettatore sulle “tenebre” che avvolgono la vita di ognuno, svolgendo una funzione quasi “salvifica”, capace di aiutarlo a ritrovare la propria luce interiore.
Qual è il tuo pensiero a riguardo? Credi che l’arte possa svolgere un ruolo che vada al di là del semplice piacere visivo? 

Cos’è la luce senza l’ombra? La faccia della stessa medaglia, inscindibili. L’una non può esistere senza l’altra. Se io ponessi questa domanda: cos’è la malattia? La risposta più comune sarebbe: l’assenza di benessere, di Salute. Ecco. Ma se poi chiedessi. Cosa vuol dire essere in salute?.. beh allora non mi sapreste più rispondere. Questo perché siamo talmente abituati a vedere ciò che non va che quando tutto va bene non ce ne accorgiamo neanche. Ma il bene che abbiamo non lo potremmo apprezzare senza il male. Così come la luce non la possiamo apprezzare senza il buio. Tutte le parti oscure di noi non fanno altro che enfatizzare le nostre parti migliori. Noi siamo esseri di luce e ombra. 
Tramite la sua arte, l’artista fa un prolungamento di se stesso. Quindi posso dire sì, l'arte è qualcosa di più del semplice impatto visivo; l’arte è parte di un essere vivente in tutte le sue sfaccettature. Un quadro non è lì per essere apprezzato esclusivamente nella tecnica, ma è lì soprattutto per le emozioni che suscita, per il messaggio che vuole trasmettere. Nell’ arte non vi è un messaggio universale, ma è tutto interpretato dal soggetto che guarda. Gli occhi dello spettatore, tramite i loro vissuti, vedono quello che vogliono vedere.

Grazie Elena per le tue parole e per i messaggi che trasmetti attraverso le tue opere...la tua arte ci conduce in un universo colorato di emozioni tutte da vivere, frammenti delle nostre quotidiane inquietudini impresse su tela che osservandole ci inducono a riflettere sulle nostre umane fragilità, imparando dalle nostre debolezze a trovare la forza necessaria per affrontare questa grande avventura chiamata vita.