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mercoledì 2 dicembre 2015

Semplicemente Donna!: Kouros presenta Giulia Lauren De Cesaris, l’artista che dà vita ai volti delle donne.


Nell’ambito della collettiva Semplicemente Donna! ospitata a Firenze presso Simultanea Spazi d’arte dal 25 Novembre al 7 Dicembre, l’Associazione Kouros è lieta di presentare l’artista Giulia Lauren De Cesaris, in mostra con 3 opere sulla tematica femminile.

Giulia, raccontaci qualcosa in più di te, come nasce la tua passione per l’arte?
La mia passione per l'arte nasce sin da quando ero piccola, osservando le illustrazioni dei libri di fiabe e miti, trovavo interessante come con il disegno si potesse dar vita ad un mondo fantastico, che non esiste nella realtà. Inoltre ho sempre avuto una passione per i colori, da allora ho iniziato a dipingere e non ho più smesso.

Alla nostra rassegna abbiamo il piacere di ospitare tre delle tue opere, "Emozioni", "Elettra" e "Lo Sguardo", tre sguardi di donna, quasi dei fotogrammi che sembrano scavare nel profondo. Cosa intendi rappresentare attraverso di esse?
In quanto amante della storia dell'arte e della letteratura, ho sempre subìto il fascino delle raffigurazioni femminili nell'arte, dalla Venere pudica fino ai ritratti del 900, dalle figure femminili della letteratura greca, fino alle scrittrici contemporanee. Ammiro le varie sfaccettature di alcune personalità, possono essere: forti, indipendenti, libere ma anche sensibili e profonde. Inoltre avendo il chiodo fisso dell'armonia e dell'estetica mi piace disegnare i volti femminili per i loro volti dai tratti morbidi  e delicati.

Cosa significa dipingere per te? Le tue opere sono il risultato dell’istinto o di un progetto già configurato nella tua mente?
Non sono molto brava ad esprimermi attraverso la parola, quindi spesso confluisco tutto ciò che provo nei miei dipinti, il colore e il “gesto” sono la chiave rivelatrice del sentimento che provo. Tutto ciò che realizzo è puramente istintivo, vengo ispirata da quello che vi è intorno a me, difatti il mio operato fino ad oggi non ha seguito un tema o un filo logico, appunto perché non pianifico quello dipingo.

Come immagini il tuo avvenire artistico? Di quali altre tue espressioni creative saremo testimoni?
Sono ancora all’inizio del mio percorso, sicuramente spero di imparare nuove tecniche e di migliorare sempre di più, continuerò sulla scia dei ritratti in quanto sono molto interessata all'uomo, soprattutto alla figura della donna. Oltre a questo vorrei approfondire lo studio dei paesaggi, e della natura, essendo la mia fonte di ispirazione principale. Per questo spero di poter viaggiare molto, per conoscere e prendere ispirazione da luoghi lontani.

“Semplicemente Donna”, la rassegna da noi ideata, si è aperta proprio il 25 novembre, nell’ambito della giornata internazionale contro la violenza sulle donne…Cosa vorresti dire alle donne, ancora vittime silenti di violenze? Qual è la tua idea in proposito?
Purtroppo questo problema è conseguenza di una storia, dove in minore o maggior modo la donna è sempre stata vista come inferiore, debole e talvolta anche incapace, questo concetto si è radicato talmente nella società e nella storia antropologica dell'uomo che tutt'oggi ne subiamo le conseguenze. Con i mezzi di cui siamo a disposizione oggi è giusto che si faccia di tutto per liberare la società da questo problema che affligge gli uomini. Si deve dunque affrontare maggiormente il problema, con tutti i mezzi, partendo dalle scuole, dove si deve insegnare sin da piccoli il rispetto per la persona e per la donna, creare sensibilizzazione nei licei, università, sul web, creare convegni o mostre a tema come ha fatto l'associazione Kouros. Dico alle donne vittime di violenze una cosa che sicuramente è stata già detta ma che è essenziale, non bisogna rimanere in silenzio ma denunciare il sopruso, parlarne con chiunque, e reagire immediatamente al primo avvistamento di pericolo, suggerisco di guardare la situazione in modo obbiettivo e non soggettivo per non farsi influenzare, e soprattutto non isolatevi, ma appoggiatevi a qualcuno di fiducia.

Grazie mille per le tue risposte, la tua arte così vera e spontanea ci regala un universo di colori e armonie tutto da scoprire, con volti che sembrano quasi parlarci, sussurrandoci le loro emozioni più recondite, invitandoci ad andare oltre il visibile per cogliere le più intime profondità di ogni animo umano.

lunedì 30 novembre 2015

Semplicemente Donna!: Kouros presenta Tomas Stankiewicz Baldassarri, la fotografia come mezzo per catturare la realtà


Tomas Stankiewicz Baldassarri accanto alla sua opera "Clarissa"

Nell’ambito della collettiva Semplicemente Donna! ospitata a Firenze presso Simultanea Spazi d’arte dal 25 Novembre al 7 Dicembre, l’Associazione Kouros è lieta di presentare il fotografo Tomas Stankiewicz Baldassarri, in mostra con un ciclo di 2 opere fotografiche dal titolo “Clarissa”.

Tomas, parlaci un po’ di te… Come si origina in te questa passione per la fotografia e cosa rappresenta?
È una passione, quella della fotografia, che è nata e cresciuta lentamente a partire dal giorno in cui presi la compatta di mia madre e cominciai a scattare le prime foto. Mi piacque subito l’idea di poter immortalare persone, cose e paesaggi. Ad ogni viaggio portavo la macchina fotografica e scattavo un po’ tutto quello che vedevo. Il passaggio al digitale ha favorito e facilitato il processo. Col tempo sono diventato più selettivo. Circa due anni fa decisi di trasformare questa passione in professione, frequentando prima un workshop a Londra e in Italia e poi un corso alla “The Darkroom” di Firenze. Ad oggi considero la fotografia come mezzo documentativo ed espressivo.

In una società come quella attuale in cui si fa un uso smisurato della fotografia, divenuta ormai alla portata di tutti, come si fa a coinvolgere ancora lo spettatore, a stupirlo e sorprenderlo, dando vita a qualcosa di geniale e originale?
Non è semplice, ma forse non lo è mai stato. Se un tempo era più complesso scattare una fotografia anche le possibilità erano più limitate. Oggi tutti sono potenzialmente fotografi ma anche le possibilità in uno scatto si sono moltiplicate. È uno stimolo a fare di più e ad andare oltre il semplice “saper utilizzare il mezzo”.

Alla nostra collettiva esponi due opere che raffigurano la stessa modella, dal titolo “Clarissa”, nelle quali evidenzi la freschezza e la spensieratezza della gioventù e al tempo stesso la sensualità femminile. Come sono nati questi scatti?
Questi scatti sono nati dalla collaborazione con una mia amica che gentilmente ha accettato di farmi da modella.

La collettiva “Semplicemente Donna”, dedicata alle donne, è stata inaugurata proprio nella giornata internazionale contro la violenza sulle donne (25 novembre)… qual è il messaggio che vorresti dare alle donne che in questo momento si trovano ad essere vittime di violenza?
Fatevi coraggio e uscite allo scoperto. Far finta di nulla non cambierà la vostra posizione e darà la certezza al violentatore di poter continuare. Amiche/amici sono dalla vostra parte, così come associazioni e le autorità competenti.

Che cosa hai in mente per il futuro? Quali altre manifestazioni artistiche dovremo aspettarci da te?
Per il futuro ho in mente progetti di documentazione fotografica. In particolare la situazione in Corea del Nord.

Ti ringraziamo per il tempo a nostra disposizione, la tua arte ci consente di vedere attraverso i tuoi occhi, esplorando universi a noi sconosciuti, viaggiando per chilometri e chilometri, senza nemmeno muoverci, in una ricerca continua di nuove emozioni suscitate da un’istantanea, dove la possibilità di catturare un momento e renderlo eterno, regala un po’ di eternità non solo a chi scatta, ma anche a chi osserva…

lunedì 23 novembre 2015

Semplicemente Donna!: Kouros presenta Valentina Frattola, l’artista del colore e delle emozioni più profonde.




Nell’ambito della collettiva Semplicemente Donna! ospitata a Firenze presso Simultanea Spazi d’arte dal 25 Novembre al 7 Dicembre, l’Associazione Kouros è lieta di presentare l’artista Valentina Frattola, che esporrà due opere su carta dal titolo “Monstrum” e “Adamas”.

Valentina, raccontaci qualcosa in più su di te… Quando si è acceso per la prima volta nella tua vita il fuoco sacro dell’arte?
Da che ricordi ho sempre avuto una forte curiosità nei confronti del mondo dell’arte tanto da scegliere di frequentare un Liceo Artistico. Riflettendoci attentamente il fuoco dell’arte non si è acceso in me in un momento preciso, piuttosto si è alimentato in un processo di crescita. Lentamente, disegno dopo disegno, ho realizzato la bellezza dell’atto artistico. Il sentire la voglia, la necessità di dipingere; questo è il mio fuoco. Un fuoco, a volte costante, a volte che si palesa all’improvviso e che mi ispira profondamente. 

Alla nostra collettiva esponi due opere sulle donne dal titolo “Monstrum” e “Adamas”. Raccontaci come sono nate e cosa vuoi trasmettere attraverso di esse?
Le opere oggetto di questa esposizione, sono state create l’anno scorso in occasione della Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne. Sono due opere nate singolarmente, che però possono coesistere in una lettura simultanea. Monstrum e Adamas, infatti, sono l’una complementare all’altra; sia dal punto di vista iconografico, sia da quello iconologico.
Monstrum rappresenta una donna intraprendente, forte, seducente la quale sembra giocare nel ruolo di dominatrice contro il mostro che si porta appresso.
Adamas, invece, rappresenta una donna stanca, combattuta, piegata dalla sofferenza. Ma il circolo di senso, si chiude con un dettaglio presente in Adamas ; quegli occhi puri e innocenti, ancora presenti nella donna, che sono la sua vera forza. “Adamas” è il senso che voglio dare all’opera. Donna come “Diamante”, apparentemente fragile, concretamente forte. Scalfita dalle avversità ha in se l’innata capacità di rialzarsi sempre.

Al momento di dare espressione alla tua arte, che cosa scatta in te? Parti già da un’idea ben precisa o lasci che la mano agisca da sé, in maniera del tutto istintiva?
La prima cosa che scatta in me, consentendomi di dare espressione alla mia arte, è l’ispirazione. Sembra banale, ma non inizio quasi mai un lavoro senza questo stimolo. Inizialmente, quindi, ho un’immagine in testa di ciò che vorrei realizzare ma ironicamente non corrisponde mai al risultato finale. Mano a mano che compongo sono i colori, gli spazi, in poche parole l’opera che mi guida; e non il contrario. È vero anche che quando disegno, come artista, per un momento, divento Madre del mio piccolo mondo, nel quale posso creare a mio piacimento ogni cosa voglia. Per me arte vuol dire creare. Creare da qualcosa di astratto, intangibile che alberga all’interno della nostra persona, un qualcosa di concreto, visibile agli altri. Un qualcosa portatore di emozioni.

La collettiva “Semplicemente Donna”, dedicata alle donne, viene inaugurata proprio nella giornata internazionale contro la violenza sulle donne (25 novembre).. qual è il consiglio che vorresti dare alle donne che in questo momento si trovano ad essere vittime di violenza?
Denunciate! È l’unico consiglio pratico che mi sento di dare. Il non arrendersi e combattere ma soprattutto il coraggio di chiedere aiuto; perché a volte ci sono situazioni impossibili da superare da sole. Ed è importante capire di non essere un’isola, ma che da qualche parte ci sono delle persone disposte ad aiutare. Naturalmente ogni situazione va valutata in modo differente. 

Come vedi il tuo avvenire nel mondo dell’arte? A quali altre evoluzioni assisteremo da parte tua?
Per ora cerco di coltivare la mia passione senza pensare al futuro. Per quanto riguarda la mia evoluzione, non saprei e non potrei rispondere ora come ora. Come artista ci si evolve durante il percorso in maniera quasi inconscia non in modo pensato e metodico. In fine che dire, io mi butto, o la va o la spacca!

Grazie Valentina per il tempo che ci hai concesso, le tue opere ci consentono di fare un viaggio dentro noi stessi, scrutando quei particolari che a volte ci sfuggono o che forse non vogliamo vedere, quelle debolezze che poi in fondo sono le nostre forze perché ci rendono veri agli occhi degli altri.

sabato 14 novembre 2015

Semplicemente Donna! Una collettiva di pittura e fotografia per raccontare la donna in tutte le sue peculiarità!


Nella giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne, sarà inaugurata mercoledì 25 novembre ore 17.00 presso Simultanea Spazi d’arte, galleria a cura delle storiche dell’arte Daniela Pronestì e Roberta Fiorini, la collettiva di pittura e fotografia “Semplicemente Donna”.

La mostra, organizzata dall’Associazione Kouros servizi formativi e culturali di Lucca a cura di Francesca Callipari e patrocinata dal Museo Ugo Guidi di Forte dei Marmi, è incentrata sulla figura femminile, che ha rivestito sempre un ruolo di primo piano nel mondo dell’arte.Ogni artista, sin dai tempi più remoti, ha mostrato attraverso le proprie opere la considerazione e i significati che la società del suo tempo attribuiva alla donna. Ḗ così che quest’ultima è stata sempre raffigurata come emblema di sensualità ed erotismo, divenendo icona della bellezza per eccellenza e finendo per essere relegata, soprattutto nelle opere del XIX secolo, al suo ruolo di madre-moglie e procreatrice.

Ḗ in questi termini che siamo “abituati”, ancora oggi, a considerare la figura femminile, ma nella società attuale la donna è anche colei che viene barbaramente uccisa, violentata, sia verbalmente che fisicamente, colei che viene spesso privata della propria libertà e dei propri sogni.

In occasione della giornata internazionale contro la violenza sulle donne, l’Associazione Kouros di Lucca vuole, dunque, dedicare una mostra alla donna nella sua essenza più pura, scevra da qualsiasi pregiudizio, provando a sradicarla dalle etichette comunemente conferitele.

Gli artisti che aderiscono a questa collettiva, hanno cercato di immedesimarsi nell’universo femminile, al fine di rappresentare l’anima della donna, celebrandola nelle sue emozioni, passioni, paure, fragilità, al di là del ruolo rivestito nella società, e lanciando, al tempo stesso, un messaggio forte contro qualsiasi forma di violenza e mancanza di rispetto nei suoi confronti. 


Semplicemente Donna, dunque, e mai più martire da immolare!!

Esporranno i seguenti artisti: Maria Giuseppina Barbanotti, Tomas Stankiewicz Baldassarri, Paola Carosiello, Anna Chiriano, Giulia Lauren De Cesaris, Andreea Ioana Dorneanu, Valentina Frattola, Giuse Iannello, Giulio Mastrangelo, Martina Pancrazzi, Daniela Pasqualini, Alessandro Stizzet, Elisa Mazzieri.

mercoledì 7 ottobre 2015

IL NUDO, TRA SEDUZIONE E PROVOCAZIONE: Kouros presenta Ambrogio Castaldi, l’artista che ama “catturare” la quotidianità…

Ambrogio Castaldi - Seduzione in viola

Nell’ambito della collettiva “Il Nudo: tra seduzione e provocazione” ospitata a Firenze presso Simultanea Spazi d’arte dal 26 Settembre al 7 Ottobre, l’Associazione Kouros è lieta di presentare Ambrogio Castaldi, artista autodidatta che ama rappresentare le immagini della quotidianità e del mondo che lo circonda..

Ambrogio raccontaci un pò di te.. Come nasce la tua passione per l’arte?

La mia passione per l’arte nasce in modo spontaneo, già da ragazzo in modo naturale disegno a matita o penna gli oggetti che mi circondano cercando di avvicinarmi al vero, a seguire inizio a disegnare volti e figure di personaggi celebri della romanità e del risorgimento. La “figura” tutt’oggi rimane il mio soggetto preferito.

Dal tuo profilo emerge una grande tendenza a rappresentare scene di vita quotidiana. Da cosa scaturisce questa inclinazione?

Io mi considero una persone spontanea che ama la semplicità, sono nato e vivo su un’isola molto bella, un tempo regolata dai ritmi lenti e pacati di  una vita contadina e marinara. I miei antenati erano contadini stanziati da generazioni nel villaggio di Panza frazione del comune di Forio, fin da ragazzo ho vissuto gesti, luoghi e tradizioni  che rimangono indelebili nella mia memoria.
Per questo motivo la mia tematica preferita è “Ischia di una volta” quella della mia fanciullezza, scevra da qualsiasi modernismo.

Alla nostra collettiva esponi un’opera dal titolo “Seduzione in viola”, in cui  presenti un nudo di donna, apparentemente semplice, nel quale hai evidenziato la sensualità del corpo femminile, anche attraverso un sapiente uso della luce, dimostrando grande abilità nel disegno oltre che nell’utilizzo del colore…
Spiegaci meglio com’è nata quest’opera?
  
Sono molto attratto dalla figura in generale ed in particolare da quella femminile che mi piace rappresentare nelle sue molteplici sfaccettature ed il nudo è una di queste. Quest’opera in particolare è nata con l’intento di rappresentare il lato sensuale del corpo femminile che tanto desiderio desta nella mente di noi uomini.

Quali messaggi o significati vuoi trasmettere agli spettatori che si trovano ad osservare le tue opere?

Auspico che le mie opere riescano a rappresentare a pieno la mia personalità, e nel contempo generare nello spettatore nuove, intime emozioni.

Come vedi il tuo avvenire nel mondo dell’arte? A quali altre evoluzioni assisteremo da parte tua?

Mi sono sempre considerato una persona normale che ha ereditato una sensibilità particolare che mi ha introdotto nel mondo dell’Arte, la quale a mio giudizio è la cosa più bella nella vita dell’uomo, per cui non mi affanno a rincorrere il successo.
Non so quali evoluzioni mi riservi il futuro, potrebbero essere anche rilevanti, ma quello che importa e che io continui a divertirmi con la pittura.

Grazie Ambrogio per le tue risposte, la tua pittura è un raggio di luce nel buio che spesso può attraversare l’esistenza, la tua umiltà e la tua semplicità sono merce rara in un mondo dove si fa a gara per fregiarsi di titoli da incorniciare; il tuo è un esempio da seguire per chiunque si affacci nell’universo artistico con sufficienza, dimenticandosi che l’arte non deve riempire l’ego, ma il cuore…

Ass. Kouros Lucca

martedì 6 ottobre 2015

IL NUDO, TRA SEDUZIONE E PROVOCAZIONE: Kouros presenta Sofia Sguerri e i suoi nudi “materici”…

Sofia Sguerri - Out of and into the matter

Nell’ambito della collettiva “Il Nudo: tra seduzione e provocazione” ospitata a Firenze presso Simultanea Spazi d’arte dal 26 Settembre al 7 Ottobre, l’Associazione Kouros è lieta di presentare Sofia Sguerri, l’artista che rappresenta il nudo esaltando la matericità del corpo umano…

Sofia, parlaci un po’ di te.. com’è cominciata questa tua passione per la pittura e cosa rappresenta per te?

L’arte visuale e l’arte scenica mi hanno sempre attratta fin da bambina e con il tempo sono diventate sempre più parte integrante di una evidente direzione verso il mondo artistico. Data questa passione e questa grande curiosità nei confronti del corpo e della materia è stato più che normale intraprendere studi artistici frequentando l’istituto d’arte ad Arezzo e poi l’Accademia di Belle Arti di Firenze.

Nella fase di creazione delle tue opere, parti sempre da un preciso progetto, già studiato e pensato da tempo o ti lasci guidare dall’istinto, senza un preciso perché?

Un’opera è sempre frutto di una idea, una riflessione o un’ emozione più o meno elaborata. Mi posso porre, a volte, dei vincoli tecnici che decido precedentemente ma in ogni caso lascio molto spazio all’ improvvisazione e alla sperimentazione lasciandomi guidare da un “sentire” molto meno razionale e più emotivo.

Alla nostra collettiva esponi un'opera dal titolo “Out of and into matter”, in cui rappresenti un nudo femminile che sembra quasi voler uscire e liberarsi dal supporto in cui è imprigionato. Vi è un riferimento all’ideale michelangiolesco, secondo il quale l’opera è intrappolata nella materia, alla stregua dell’anima bloccata nel corpo?

E’ piuttosto una riflessione riguardante tutto ciò che è corpo fisico. Tutto ciò che si può toccare, che ha uno spessore, una densità, un peso, una qualità, etc
Carne e materia.
In questo caso è la mente che imprigiona il corpo a discapito dei sensi e le percezioni.

 Com’è nata precisamente quest’opera?

E’ una delle tre opere che fanno parte dell’omonimo progetto “out of and into matter”. Nato da un senso di confusione, di ricordi, di attesa e di ascolto personale.
Dalla ricerca di un equilibrio, di una stabilità e di un cercare di mantenersi nel qui ed ora attraverso la consapevolezza del corpo.
Uno studio che parte dalla sensazione del proprio corpo fisico fino ad arrivare alla traduzione di questa sensazione in un altro tipo di materia.

Hai particolari progetti per il tuo avvenire artistico?

Per il momento continuo la mia ricerca sul corpo e la materia basata sull’ interazione tra installazione, performance e opera visiva e come tutto questo reagisce a spazi sempre differenti tra di loro.

Grazie Sofia per le tue risposte e per aver condiviso con noi una piccola parte delle tue innumerevoli estrinsecazioni artistiche…l’arte, come suggerisci tu, è soprattutto ricerca, ed è così che, attraverso le tue opere, noi ci facciamo condurre verso mondi sempre nuovi, in una sconfinata fame di conoscenza della quale essere mai sazi… 

Ass. Kouros Lucca

lunedì 5 ottobre 2015

IL NUDO, TRA SEDUZIONE E PROVOCAZIONE: Kouros presenta Ambra Piliu e il suo concetto di arte come estrinsecazione del sé…

Ambra Piliu - "L'appartenenza"

Nell’ambito della collettiva “Il Nudo: tra seduzione e provocazione” ospitata a Firenze presso Simultanea Spazi d’arte dal 26 Settembre al 7 Ottobre, l’Associazione Kouros è lieta di presentare Ambra Piliu e i suoi nudi introspettivi.

Ambra, permettici di conoscerti meglio…quando è maturata questa passione per l’arte?

La mia passione per l'arte è maturata in tenera età mentre osservavo mia madre dipingere. In casa mia ci sono diversi quadri da me realizzati all'età di 7 anni, a parte un breve corso di pittura fatto in quegli stessi anni, non ho mai frequentato scuole d'arte. Sono cresciuta e ho preferito anteporre a questa mia passione la sicurezza che avrebbe potuto conferirmi l'indirizzo di studi che poi ho scelto di intraprendere (cinese) e così lo studio ha occupato gran parte del mio tempo, impedendomi di dipingere ancora, finché da poco, finita l'università, ho deciso di ritagliare del tempo per me e per quello che mi piaceva realmente, ho quindi ripreso il pennello in mano realizzando L'appartenenza e L'attesa, mi sono persa in questo bellissimo mondo che è l'arte e ho dato voce a me stessa.

Cosa rappresenta per te la pittura? Credi che oggi sia più difficile fare arte, creare qualcosa di originale in grado di stupire ed emozionare gli altri?

Personalmente trovo che la pittura non debba avere come scopo quello di “emozionare gli altri”, quando dipingo lo faccio solo ed esclusivamente per me stessa e ogni pennellata, ogni disegno rappresenta una parte di me. Il fatto stesso di metterli in Mostra è uno sforzo per me non indifferente in quanto lo percepisco come un vero e proprio “mettermi a nudo”. Quando dipingo mi sento catapultata in un'altra dimensione, un posto che è solo mio e nel quale nessun altro può entrare. È un momento intimo. Il pittore che ricerca “l'originalità” e dipinge “per emozionare gli altri” regala finte emozioni. I miei lavori rispecchiano la mia interiorità, penso sia questo che il pittore dovrebbe donare al suo pubblico, solo così sarà in grado di suscitare vere emozioni. Il difficile non è “fare arte” o “essere originali”, non lo era prima e non lo è tanto meno adesso, la difficoltà sta nel mostrarsi, nel dar modo alla propria anima di esprimersi, nel far fuoriuscire la propria interiorità.

Come nascono le tue opere? Parti già da un’idea ben precisa o lasci che la mano agisca da sé in maniera del tutto istintiva?

I miei quadri nascono da pensieri covati nella mia mente da tempo. Dopo un'analisi introspettiva potrei dire che rappresentano quella parte di me che tento di reprimere. Quando dipingo però...non ci sono muri da alzare, non esistono barriere di alcun genere ed è lì, in quel mondo in cui tutto è davvero possibile, che il mio vero sé fuoriesce. Guardare quei quadri appena terminati mi mette di fronte a me stessa (da qui forse riprende anche un po' l'idea de L'appartenenza: una donna inginocchiata di fronte ad uno specchio). Nel momento in cui dipingo mi sento sola e al sicuro e dunque sono in grado di esprimermi meglio. La pittura è per me uno dei pochi modi attraverso cui riesco ad esprimermi senza remore.

Alla nostra collettiva esponi “L’appartenenza” e “L’attesa”, due opere apparentemente semplici ma che nascondono, invece, messaggi profondi. Spiegaci meglio queste opere e raccontaci cosa vorresti trasmettere agli spettatori che si troveranno di fronte ad esse?

L'appartenenza e L'attesa sono, a mio parere, due fra gli stati d'animo più potenti e fondamentali in termini di eros. Il tema che tratto è quello al momento probabilmente più richiesto quanto criticato: il BDSM [Bondage, Dominazione, Sadismo, Masochismo]. Ognuno ha  un proprio parere sul tema, io ho deciso di rappresentare il Mio. Questo insieme di pratiche che molti definirebbero scabrose, immorali e deleterie, rappresentano per me qualcosa di molto più profondo. E' un tipo di rapporto basato sulla fiducia e sulla comunione di corpo e mente: il/la sottomesso/a cede il controllo, l'anima stessa ad un'altra persona in grado di guidarla alla riscoperta di sé e dei suoi limiti, introducendola passo dopo passo lungo i meandri della sua mente e portandola il più delle volte a scoprire che ciò che più rifiutava e ripudiava era in realtà ciò che più profondamente desiderava, il dominatore è quel qualcuno che sa quanto oltre alla sottomessa piacerebbe spingersi e la aiuta a trovare il coraggio di farlo. Non ci sono finzioni, non esiste vergogna... solo abbandono e voglia di sperimentare per una più profonda riscoperta del proprio sé. L'appartenenza rappresenta una donna che quasi si abbraccia da sola, l'immagine riflessa nello specchio ma lo sguardo non è puntato su di sé come sarebbe consuetudine che fosse per chi come lei si trova davanti ad uno specchio, il suo sguardo è fisso su qualcuno alle sue spalle che però nel quadro non appare... (ho voluto rappresentare in entrambi i quadri esclusivamente la figura della sottomessa focalizzando tutta l'attenzione su di lei). Inginocchiata e con un collare, simboli della devozione nei confronti del suo dominatore, lo sguardo rimane però fiero a simboleggiare il fatto che il suo “ruolo” non implica nel modo più assoluto debolezza bensì una grande forza d'animo. L'attesa invece, rappresenta una donna in balia di sé stessa e della persona che potrebbe da un momento all'altro comparirle alle spalle. Sguardo a metà tra lo spaventato e l'eccitato, legata ma pur sempre mentalmente padrona di sé, anche questa volta l'atteggiamento è quello fiero, nonostante il suo stato di donna legata e costretta in quella posizione. Vi è in Lei il desiderio di prestarsi a fare cose che ritiene difficili per il semplice fatto che desidera dominare tali cose. E' legata ed attende ciò che le verrà fatto... non sa cosa potrebbe succederle ed attende la sua sorte qualsiasi essa sia... ella vi si abbandonerà.     

Quali traguardi continui a porti per il futuro?

Il futuro è un tempo che percepisco come troppo lontano, il mio obiettivo è quello di vivere in un costante presente senza immaginare un futuro che potrebbe, proprio per il fatto stesso di averlo immaginato e delineato, limitarmi in un certo senso nelle mie scelte future. Preferisco vivere la vita giorno per giorno, senza precludermi niente: le mie scelte unicamente condizionate dall'istante stesso, quell'esatto momento, irripetibile.

Grazie Ambra per le tue esaurienti risposte, e grazie per la tua arte che ci conduce verso mondi interiori tutti da indagare e da scoprire, in una dimensione parallela del nostro io, troppo spesso celato da ciò che sta fuori, troppo spesso oscurato da ciò che è visibile, a scapito della parte più invisibile e più importante che sta in noi: la nostra anima!

 Ass. Kouros Lucca

domenica 4 ottobre 2015

IL NUDO, TRA SEDUZIONE E PROVOCAZIONE: Kouros presenta Paola Rignanese e il suo variegato universo immaginifico...

Paola Rignanese - Blue Moon

Nell’ambito della collettiva “Il Nudo: tra seduzione e provocazione” ospitata a Firenze presso Simultanea Spazi d’arte dal 26 Settembre al 7 Ottobre, l’Associazione Kouros è lieta di presentare Paola Rignanese, artista estremamente creativa e poliedrica che lascia ampio spazio alle sperimentazioni…

Paola, raccontaci qualcosa in più su di te… Quando si è acceso per la prima volta nella tua vita il fuoco sacro dell’arte?

Non so dire esattamente quando, mi sento un’artista dalla nascita, la pittura è stata per me la più semplice delle manifestazioni artistiche, e la più spontanea … Non ho escluso però la musica e il canto, soprattutto nella prima parte della mia giovinezza…

Cosa senti al momento di metterti davanti alla tela? Sai già esattamente quello che vuoi realizzare o lasci che la mano faccia da sé, in una libera estrinsecazione della tua fantasia?

La tela o il foglio bianco mi inibiscono, è come un immenso spazio da scoprire, a volte cela forme serene e liberatrici, a volte nasconde parti di me non troppo limpide né luminose. Ho sempre un’idea, ma non è mai definitiva; mi lascio guidare molto dal mio centro emozionale proprio mentre la inizio a realizzare e di solito si trasforma prendendo come vita propria durante la lavorazione. Prendo sempre in enorme considerazione la fotografia, sia per quanto riguarda modelli da me scelti e fotografati, sia nelle immagini trovate su libri e riviste e che mi colpiscono istintivamente.

Alla nostra collettiva esponi “Blue moon” e “Nudo di schiena”, due opere apparentemente contrapposte per le tonalità ma accomunate entrambe da quella stessa aura di mistero. Come sono nate e quali significati vuoi trasmettere attraverso di esse?

Sono entrambe nate da una magnifica esperienza anche rappresentata da una collaborazione artistica. Ho giocato molto con le luci e le ombre, essendo affascinata dalle forme che come scolpite dal buio sfondo diventano quasi palpabili, tridimensionali in uno spazio bidimensionale che è la tela.  Il mistero che traspare è la volontà di rappresentare il corpo nudo femminile senza evidenziarne troppo gli aspetti caratteristici, lasciando così al singolo osservatore la libertà di attribuirvi le forme più vicine alle proprie immagini emotive.

Come vedi il tuo avvenire nel mondo dell’arte? A quali altre evoluzioni assisteremo da parte tua?

Per ora cerco di non avere aspettative, ogni filosofia di vita me lo insegna, mi piace vivere il presente, per quanto io riesca, essendo poco praticato nel quotidiano. Mi sono interessata da qualche tempo alla tecnica mista e al collages; mi sono divertita molto.
Vorrei riuscire ad abbandonare ogni forma in futuro, questo potrebbe essere un percorso per conoscere meglio me stessa attraverso l'arte

Grazie Paola per le tue risposte e per farci conoscere ed apprezzare un piccolo spaccato della tua arte, particolarmente variegata ed originale, e contraddistinta da un gioco di chiari e scuri che conferisce mistero ai soggetti rappresentati, conducendo lo spettatore in un universo immaginifico tutto da scoprire…

Ass. Kouros Lucca

sabato 3 ottobre 2015

IL NUDO, TRA SEDUZIONE E PROVOCAZIONE: Kouros presenta Maria Campanella, l’artista delle “semplificazioni”…

Maria Campanella accanto alle sue opere in mostra

Nell’ambito della collettiva “Il Nudo: tra seduzione e provocazione” ospitata a Firenze presso Simultanea Spazi d’arte dal 26 Settembre al 7 Ottobre, l’Associazione Kouros è lieta di presentare Maria Campanella, giovane fotografa pugliese che espone il nudo, semplificandolo in forme geometriche.

Maria, aiutaci a conoscerti meglio… com’è cominciata questa tua passione e qual è stato il tuo percorso formativo?

Ricordo sin da piccola mi divertivo a disegnare e a dipingere sui muri di casa...credo che proprio così sia nata la passione per l’arte. Ne sono diventata consapevole solo verso i 18 anni quando ho capito che non avrei potuto intraprendere altra strada se non quella dell’arte pur sapendo quanto difficile fosse.
Il mio percorso formativo parte dal disegno e dalla pittura, per poi arrivare alla fotografia. A quest’ultima mi sono avvicinata spinta dalla curiosità… Avvertivo una sorta di attrazione per quell’apparecchio “acchiappa-immagini”... Sentivo che quel mezzo avrebbe potuto tirar fuori il mio vero “IO”. Mi sono iscritta alla LABA a Firenze e ho frequentato il corso accademico di fotografia che a breve concluderò. Scoprire la mia identità artistica non è stato semplice. Ho avuto diversi momenti di crisi e voglia di abbandono ma per fortuna sono riuscita a superarli e a trovare il mio equilibrio. Oggi posso affermare con sicurezza che la mia identità artistica trova il suo fondamento su una frase (detta diversissimi anni prima da Paul Klee): “L’Arte rende visibile l’invisibile”.  

Come nascono le tue opere? Derivano da una lunga ricerca o sono frutto dell’istinto?

Sono solita partire sempre da un’idea, ma nel momento dell’atto fotografico mi faccio trascinare dall’impulso. Ragione e istinto, sebbene siano forze opposte, possono coesistere. È importante, a mio parere, non spezzare quel filo sottile che le collega. È dall’equilibrio di queste due forze che prendono vita le mie opere.

Alla nostra collettiva esponi due opere che fanno parte di un progetto molto originale dal titolo “Semplificazioni”, nel quale le varie parti del corpo vengono ridotte a forme puramente geometriche. Come nasce questo progetto e quale messaggio vorresti trasmettere?

Questo progetto nasce da un puro desiderio di trasmettere visivamente semplicità. Mettendo in risalto elementi essenziali come linee e forme geometriche, ho voluto dare un’idea diversa del corpo umano che va al di là della visione descrittiva a cui siamo abituati. La realtà oggettiva non svolge un ruolo centrale. Anzi diviene solo un mezzo attraverso il quale l’osservatore può sperimentare nuove esperienze percettive.

Hai particolari progetti per il tuo avvenire artistico?

Si! Il mio progetto principale è quello di continuare a far crescere la mia identità artistica…. Sento di poter dare ancora tanto prima di tutto a me stessa e poi anche agli altri condividendo le mie emozioni. Dopotutto sono solo all’inizio del percorso…
Poi perché no, mi piacerebbe in futuro continuare ad esporre non solo in Italia ma anche in altre parti del mondo. Per me questa è la prima esposizione e sono lieta di realizzarla con la vostra associazione. Per me questa esperienza rappresenta un grande input per venir fuori al pubblico…

Grazie Maria della tua disponibilità, è un onore per noi tenere a battesimo il tuo debutto artistico, è un piacere immenso poter far emergere al pubblico un talento come il tuo…continua a coltivare la tua arte così essenziale, così spontanea, te ne saremo tutti grati…

Ass. Kouros Lucca

giovedì 1 ottobre 2015

IL NUDO, TRA SEDUZIONE E PROVOCAZIONE: Kouros presenta Simone Galimberti e i suoi nudi al chiaro di luna…

Simone Galimberti - The B-side of the moon

Nell’ambito della collettiva “Il Nudo: tra seduzione e provocazione” ospitata a Firenze presso Simultanea Spazi d’arte dal 26 Settembre al 7 Ottobre, l’Associazione Kouros è lieta di presentare Simone Galimberti, artista milanese che espone un nudo dal titolo “The B-side of the moon”..

Simone, partiamo dall’inizio.. Quando nasce il Simone artista e cosa rappresenta per te la pittura?

Grazie per avermi ospitato nella vostra collettiva. Diciamo che nasco come “pittore” a circa 18 anni, quando ho iniziato a prendere fra le mani i colori a olio, i pennelli e le tele. In realtà ho disegnato fin da piccolo, ma all'epoca pensavo di fare il fumettista o disegnare cartoni animati. E' stato durante il liceo che mi sono appassionato a questa tecnica e in generale all'arte “alta”. Per i primi anni ho cercato più che altro di imparare la tecnica, pensando meno a cosa dipingere o a cosa dovessi “dire” con i miei lavori.  Forse solo da 4 o 5 anni mi sono reso conto che quello che immagino e dipingo abbia uno o più fili conduttori, e inizio a vedere una poetica. Credo che ciò che un pittore dipinge ( e come lo dipinge) non debba essere cercato a tavolino, a priori, ma debba venire “naturalmente” man mano che le opere nascono. Si vede ciò da cui sono accomunate, verso dove vanno e si scopre un percorso, o quanto meno un sentiero che si ama percorrere dipingendo. Per me dipingere significa prima di tutto rappresentare ciò che visivamente mi piace. Credo sia la natura più profonda dell'arte. Vedi una cosa ( o la immagini) che ti piace a tal punto guardarla che la copi su un foglio, in modo che resti. E' un modo per riappropriarti della realtà e farla tua a un livello più profondo.

Nel tuo portfolio vi è una predominanza delle figura femminile: la donna raffigurata in tutte le sue sfaccettature, come emblema di sensualità e al tempo stesso di sessualità. E’ una scelta casuale o voluta appositamente al fine di rappresentare determinati significati?

Sicuramente la figura umana è il soggetto che mi attrae di più rappresentare, benché sia il più difficile. In particolare la donna diventa spesso il soggetto privilegiato. Forse perché , come dicevo prima, dipingere è per me rappresentare ciò che mi piace e farlo mio, quindi diventa un modo per conoscere e impossessarmi di qualcosa che forse in fondo, non capisco. Il femminile, con le sue energie più profonde e primordiali ( la Dea Madre) fonde gli opposti; è così attraente, ma anche pericolosa (almeno per l'uomo intendo), è capace di unire l'amore più puro al dolore più profondo. Il suo essere a metà strada fra la sensualità terrena e l'ispirazione verso i sentimenti più spirituali è forse la caratteristica che mi attrae di più nel dipingerla.

The B-side of the moon, letteralmente il lato B della luna, questo il titolo dell’opera che esporrai alla nostra collettiva, un’opera in cui unisci alla descrizione anatomica del corpo femminile, raffigurato in tutta la sua sensualità anche un’attenta osservazione quasi scientifica della luna, come si è originata in te l’idea di questa unione tra donna e luna?

Si, il titolo è una citazione a “ the dark side of the moon” dei Pink Floyd. C'è un tocco di ironia e scherzo nel titolo, cosa rara nei miei quadri. Mentre lo realizzavo un mio amico l'aveva soprannominato così e alla fine è rimasto come titolo definitivo.
La luna e la donna sono strettamente legate. A livello simbolico, la luna è il femminile, governa le maree, il ciclo femminile e quello lunare coincidono. I poeti guardano alla luna, come alla donna, per trarre ispirazione. “The b-side of the moon” è nato dopo vari disegni. Avevo scattato alcune foto alla mia ragazza come spunto per una serie di disegni a matita, uno di questo, un nudo di schiena, l' ho portato sulla tela e mentre lo dipingevo gli ho aggiunto la luna.  Mi ha suggerito l'idea che una donna di schiena è come il lato oscuro della luna. Non puoi mai vedere entrambe le facce della luna, dalla terra se ne vede solo una, l'altra è sempre nascosta. La posizione, leggermente dal basso verso l'alto, mi ha fatto capire che poteva essere usato come immagine per questa idea, la donna, con la sua bellezza, può condurti a vedere il lato nascosto della realtà.
  
Alla luce del fatto che hai creato un vero e proprio progetto basato su questi nudi al chiaro di luna, c’è un messaggio nascosto che vorresti trasmettere?

Si, ormai la luna e la donna sono protagoniste di una serie di opere, una specie di ciclo pittorico, che per ora è aperto, nel senso che senza un progetto a priori, aggiungo opere al corpus, circa 3 o 4 lavori all'anno, e molti disegni. E' sempre un gioco sia sul piano simbolico, ma anche formale, di equilibrio tra le forme femminili, e il cerchio, il semicerchio ( la falce di luna) e le varie situazioni di chiaroscuro o controluce. Una serie di 13 disegni a matita è diventata un calendario lunare di 13 mesi, dove ogni  figura femminile  è associata a un segno zodiacale e ne esprime le caratteristiche emotive e caratteriali.

Cosa ti aspetti da questo collettiva? Quali progetti hai per il futuro?

Ovviamente vendere il quadro! Scherzi a parte, spero che sia l'inizio di una lunga collaborazione con la vostra galleria. I prossimi lavori che ho in cantiere sono : continuare il ciclo sulla luna (intitolato cry for the moon), e i due cicli sulle nature morte ( frutti del buio e benedetta sia la luce) , ho un po' di idee su una rivisitazione di Apollo e Dafne.

Grazie Simone per le tue approfondite risposte e per le tue espressioni artistiche così intense e coinvolgenti…i soggetti da te rappresentati ci trasportano in un’atmosfera surreale e onirica, dove sognare è d’obbligo e non c’è spazio per altro oltre l’immaginazione, fedele compagna nelle notti più buie, proprio come quelle da te raffigurate, con il bagliore della luna a rischiarare ogni pensiero e a far vedere tutto un po’ più chiaro…

Ass. Kouros Lucca 

domenica 27 settembre 2015

IL NUDO, TRA SEDUZIONE E PROVOCAZIONE: Kouros presenta Giulio Mastrangelo, l’artista che mette a nudo l’anima…

Da sinistra verso destra "In bloom" e "Frida" di Giulio Mastrangelo

Nell’ambito della collettiva “Il Nudo: tra seduzione e provocazione” ospitata a Firenze presso Simultanea Spazi d’arte dal 26 Settembre al 7 Ottobre, l’Associazione Kouros è lieta di presentare Giulio Mastrangelo, fotografo romano presente in  mostra con due nudi, estremamente emblematici nella loro dinamicità…

Giulio permettici di conoscerti meglio.. Come si origina in te questa passione per la fotografia e cosa rappresenta?

In modo del tutto casuale come il vero amore! La fotografia è un mezzo di espressione che non ho mai considerato seriamente nonostante il mio grande interesse per l’Arte in assoluto trasmessomi dal mio adorato nonno materno.
Provengo da una lunga discendenza di musicisti, in particolar modo da parte di mio padre, di conseguenza ho studiato musica per dodici anni rendendola una professione (nei limiti imposti da questo paese…) per tre anni.
L’incontro con la fotografia è avvenuto ai tempi del liceo quando, perdutamente innamorato della più bella della scuola, che è ora la mia attuale compagna, la quale faceva la fotomodella per guadagnare il necessario, la seguivo nei vari shooting.
Un giorno, avendo un po’ di soldi da parte e in fase di sperimentazioni espressive, decisi di regalarmi la mia prima reflex, e fu amore a prima vista! Ne sono rimasto affascinato anche come oggetto in sé oltre alle possibilità di espressione.
In quel periodo era in atto in me un grande cambiamento interiore. La vita e l’immagine di me come musicista cominciò a starmi stretta; vuoi per il peso dell’eredità familiare o per il mio carattere stanziale, si insinuò in me l’idea della ricerca di qualcosa che fosse la vera espressione del mio Io, qualcosa di nuovo, senza l’induzione da parte di niente e nessuno.
Arrivò così il momento decisivo in cui mi trovai costretto a scegliere se continuare per tutta la vita a fare quello che già facevo o ricominciare e industriarmi per esplorare tutte le mie qualità. Scelsi la seconda!
La fotografia fu la mia zattera di salvataggio perché era ed è ancora l’unica cosa che pratico senza obblighi e scadenze, quindi libero.
Così cominciai ad appassionarmi e a studiare seriamente sia la tecnica che la storia della fotografia. In breve passai dai grandi fotografi del National Geographic, che leggevo già da bambino, ai capisaldi della fotografia internazionale: H.C. Bresson, Breton, Manray, ecc… (in ultimo coloro che mi hanno aperto una via che non pensavo mi appartenesse e non posso non citare per rispetto, Antoine D’Agata, Karin Székessy,Jan Saudek ).
Riaffiorò in me con particolare attenzione, l’interesse per la pittura, che è la mia principale fonte di ispirazione (F.Bacon; M. Rotcko; E.Hopper; E. Schile) che come già detto mi è stata trasmessa da mio nonno materno che oltre ad essere un noto drammaturgo è anche critico d’arte e collezionista di Espressionismo tedesco.
Nel tempo sono riuscito, per mia fortuna, a mantenere l’aspetto autodidatta che trovo fondamentale nella mia ricerca estetica.
Se all’inizio la fotografia era una zattera sulla quale galleggiare nelle tumultuose acque del mio Io, ora è la zavorra (nel senso migliore del termine) che mi permette di andare in profondità negli abissi del mio Sé.

In una società come quella attuale in cui si fa un uso ormai smisurato della fotografia, divenuta ormai alla portata di tutti, come si fa ad emozionare ancora lo spettatore, a stupirlo e sorprenderlo, creando qualcosa di originale?

Questo è un tema sul quale mi arrovello molto ultimamente, soprattutto mi chiedo, quando ultimo un’opera, se viene percepita la differenza di spessore che c’è dietro a quell’immagine, dovuta alle ore di lavoro sia antecedentemente allo scatto, che in fase di ripresa e in post-produzione, rispetto all’ennesimo bel tramonto, o chi per esso, che raccoglie migliaia di “Like” sui social network. Credo che questo sia un tema fondamentale per chi vuole fare Arte oggi perché, per quanto io sia un irriducibile nostalgico dei tempi che furono in cui i “maestri d’arti” si incontravano nelle Agorà, nelle botteghe o nei caffè che rappresentavano i campi di prova in cui gli artisti potevano confrontarsi, ora quegli stessi luoghi sono rappresentati dal WEB che inevitabilmente per sua natura, tende a massificare ogni cosa portando tutto a livello mondiale che sicuramente da un lato è un vantaggio ma dall’altro ha concesso un’infinita possibilità di giudizi e opinioni da una moltitudine di persone che con le loro diverse personalità e competenze sono diventati i veri Critici (d’arte in questo caso) che sì, può elevare al massimo splendore e notorietà (molto spesso immeritatamente) un’opera piuttosto che un’artista ma d’altro canto ha il potere di confinarlo nel più profondo oblio nel quale neanche il rispetto per l’altrui individualità trova spazio.
Perciò se ad oggi un mio lavoro riesce a trasmettere emozioni e questo viene riconosciuto (che per quanto si possa fare il Bohemien, il quale crea solo per l’arte in sé,  il riconoscimento del proprio lavoro è sempre un fattore stimolante…) è per me una vittoria.
Qualsiasi frutto della propria arte non può essere generato seguendo un qualche regime “politically correct”; l’arte, quella vera, è sempre frutto dello svisceramento dell’artista. Inevitabilmente è da un frammento della vita dell’artista che prende vita il gesto artistico, altrimenti non si dovrebbe chiamare Arte. Infine, dato che l’esperienza che ognuno fa della propria vita é soggettiva e non produrrà mai effetti  proporzionali agli eventi, un gesto artistico che seguirà queste “regole” regalerà sempre emozioni agli spettatori, che oltre tutto hanno un ruolo attivo alla realizzazione dell’opera d’arte stessa perché un quadro, una fotografia, una scultura ecc… vivono quando vengono osservati, una volta che nessuno li guarda, muoiono.
Chiudo con una citazione del fotografo nostrano Settimio Benedusi: “Una buona fotografia non deve essere essenzialmente bella. Una buona fotografia deve essere potente e spingere le persone a pensare! ”

Alla nostra collettiva esponi due opere intitolate rispettivamente “In bloom” e “Frida”.. spiegaci meglio come sono nati questi scatti?

“In Bloom” fa parte di una serie più ampia intitolata “Afterbirth” che è nata nel periodo più difficile della mia vita fino ad ora ed è la mia personale indagine sul rapporto Corpo-Mente-Spirito: Come un voyeur spio dal buco della mia serratura per conoscere e accettare senza giudizi, la mia concezione di Umanità.
“Frida” è la seconda parte dell’omonimo trittico il quale simboleggia il superamento della corporeità, rappresentato volutamente da una donna con un corpo fuori dai canoni del “nudo artistico”, per il sorgere dell’anima.
Le due immagini sono strettamente correlate dal movimento a spirale dei corpi, che conferisce una grande energia e dinamicità: In “In Bloom”, ci troviamo in una condizione quasi larvale come in una crisalide immaginaria e il contorcersi del corpo testimonia una formazione dell’individuo ancora non ben definita. Ma è la luce a suggerire quello che sta accadendo, ovvero il sorgere dallo stato di torpore, come se una fessura nella parte apicale della crisalide, permettesse l’entrata di un sole anch’esso immaginario.
In “Frida” ci si trova nel momento successivo allo schiudersi della crisalide immaginaria: il movimento a spirale si estende a cono dal basso verso l’alto. Anche qui è la luce che ci racconta quello che avviene: il soggetto in basso è quasi sottoesposto alla luce proprio per marcare, ancora per poco, la sua fisicità e , man mano che si dispiega verso l’alto, la sua progressiva sovraesposizione alla luce, porta al diradamento dei confini del corpo e all’esaltazione della mente simboleggiato dal viso in estasi come in un totale abbandono alla nuova vita.

Che messaggio vorresti pervenisse agli spettatori alla vista delle tue opere?

Mi piacerebbe che lo spazio dedicato alla risposta di questa domanda venisse riempito da ognuno che vedrà i miei lavori, credo sia molto più interessante.

Hai particolari progetti per il tuo futuro?

Al momento sto lavorando ad una nuova serie intitolata “Dolls” nella quale mi avventuro nelle reazioni dei miei soggetti (aggiungo perché credo sia importante, che tutti i miei soggetti in queste tipologie di foto, sono parenti e amici, persone di cui conosco e posso raccontare la storia), alla cecità procuratagli attraverso stupende maschere in cuoio realizzate dall’artista romano Luigi Nanni. Sono convinto che così come sospendendo il giudizio nell’epoché husserliana si giunge a cogliere la “cosa” in sé, allo stesso modo attraverso le maschere cerco di ricreare una sorta di epoché in cui la sospensione dell’identità del soggetto dona il privilegio di poter entrare in una sfera più profonda della loro, e quindi della mia, umanità.

Grazie Giulio per le tue risposte e per la tua arte…le tue opere ci consentono di fare un viaggio più profondo dentro noi stessi, cercando di recuperare quegli stralci di umanità che il viver quotidiano ci porta troppo spesso a perdere di vista…tra la luce e il buio proviamo a ritrovare la nostra essenza, e per ritrovare quella luce, passare dall’oscurità diventa necessario…

 Ass. Kouros Lucca