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domenica 27 novembre 2016

Semplicemente Donna!: Kouros presenta Anna Staccini e la sua Pandora, un viaggio nell’animo femminile..

Nell’ambito della collettiva Semplicemente Donna, alla sua seconda edizione, ospitata quest’anno a Roma presso Evasioni art Studio dal 25 Novembre al 2 Dicembre, l’Associazione Kouros è lieta di presentare l’artista Anna Staccini 




Anna, raccontaci qualcosa in più su di te… Quando si è acceso per la prima volta nella tua vita il fuoco sacro dell’arte?

penso che il fuoco dell’arte non si accende, è in noi dall’inizio..si nutre...si affina ...si coltiva…. si protegge … Ho iniziato a dipingere nel 1998, .ma il disegno faceva parte della mia vita da sempre, disegnavo su tutto, su ogni pezzetto di carta disponibile, poi nel ‘98 ho iniziato a frequentare la scuole di arti visive “ Next “ di Antonella Properzi: qui ho incontrato la pittura ad olio ed è stato Amore, quindi disegno da una vita e dipingo dal ’98.

Che cos’è per te la pittura: la capacità di dare origine a un’immagine già dentro la tua mente o una spontanea espressione del tuo estro?

la pittura per me è espressione, specchio dell’ io interiore, è un dialogo fra le emozioni di chi dipinge e quelle di chi guarda l’opera. Ogni dipinto nasce per comunicare , è una parola all’interno di un discorso, quindi potrei dire si “un immagine dentro la mia mente”.

Alla nostra collettiva esponi “Pandora ”, un’opera in cui il contrasto tra tonalità calde e fredde ci offrono l’immagine di una donna assorta nei suoi pensieri che emerge dalla penombra, mostrandosi in tutta la sua bellezza e opulenza: una Pandora moderna, conscia dell’errore compiuto ma che come l’interno del vaso trattiene ancora nei suoi occhi un po’ di speranza. Raccontaci com’è nata quest’opera e cosa volevi trasmettere attraverso di essa?

“Pandora” nasce all’interno di un progetto [ una mostra che sto preparando] … nella domanda sopra è contenuta la sua analisi …. ombra e luce … freddo e caldo …. il dualismo contenuto in ognuno di noi, una donna in viaggio, un viaggio interiore forse, una donna che nonostante tutto lotta per recuperare un vaso e ricondurre lì dentro il male e il dolore .

La collettiva “Semplicemente Donna”, inaugurata anche quest’anno nella giornata internazionale contro la violenza sulle donne (25 novembre) si pone come occasione volta a celebrare l’universo femminile nelle sue diverse sfaccettature e al contempo come momento di riflessione sul tragico tema della violenza sulle donne.. A tal proposito c’è un messaggio che ti senti di mandare alle donne che subiscono o hanno subito atti di violenza?

il male c’è... esiste... è attorno a noi e non sempre la violenza è fisica, a volte la violenza verbale è più infima e sottile e ci aggredisce ogni giorno. Una donna però sa essere contenitore e contenuto, non può e non deve permettere a nessuno di farla sentire sporca… ha la forza sempre di rialzarsi e ricominciare!

Altre manifestazioni artistiche in programma? Dove potremo ancora godere della tua arte?

ho in preparazione due mostre una di dipinti e una di disegni … non so quando [credo nell’estate prossima] non so dove ….o forse si ...adoro un romanzo di Susanna Tamaro ...Va dove ti porta il cuore: “Quando a te si apriranno tante strade e non saprai quale scegliere, non imboccarne una a caso, ma siediti e aspetta. Respira con la profondità fiduciosa con cui hai respirato il giorno in cui sei venuto al mondo, non farti distrarre da nulla, aspetta e aspetta ancora, resta in silenzio ed ascolta il tuo cuore. E quando ti parla, alzati e vai dove lui ti porta”…
 il mio cuore adora il mio Paese quindi molto probabilmente la “prima” come si dice in gergo teatrale sarà a Tuscania [VT], ma poi, dato che sono cuore andrò dove lui mi porta ...


Grazie per le tue parole e per i messaggi che abilmente ci trasmetti, l’arte è un importante veicolo di emozioni e tu, con le tue opere, riesci a portarci lontano, in un universo parallelo, dove anima e cuore si fondono e ogni colore è una vibrazione positiva che ci fa sussultare e ci fa sentire vivi in questo complicato viaggio chiamato “esistenza”.

domenica 12 giugno 2016

Over the rainbow! Kouros presenta Chiara Lovera, l’artista delle emozioni..



Abbiamo conosciuto Chiara Lovera in occasione della collettiva “Orietur in tenebris lux tua” tenutasi a Lucca dal 28 febbraio all’8 marzo 2016. In quella occasione l’artista espose un’opera dai forti contrasti chiaroscurali intitolata “Horses in the dark”, nella quale è riuscita a creare un’immagine dallo straordinario effetto visivo e dal sapore quasi onirico: quattro cavalli galoppanti che incedono verso lo spettatore, emergendo dal buio della notte, come in un sogno nel quale riemergono desideri celati, simboleggiando al tempo stesso una bramosia di libertà e vitalità, di cui il cavallo ne è l’emblema per eccellenza.


Chiara Lovera - Horses in the dark

Artista torinese residente in Germania,la Lovera ha scoperto la sua passione per l’arte sin dalla tenera età.
Decisa a seguire il proprio talento ha frequentato quindi il Liceo Artistico, proseguendo poi gli studi presso l’Università di Torino, dove si è laureata in Scienze dei Beni culturali.
Le sue opere generalmente nascono quasi sempre dall’istinto e si rivolgono per lo più a scene di paesaggio o nature morte, sebbene non manchino molto spesso anche scene figurative.
In quest’ultima occasione l’artista espone “Abbraccio, emozione”, un’opera figurativa, nella quale l’abbraccio sensuale di due amanti sembra dare vita ad un’esplosione di colori, luci ed ombre dallo straordinario effetto visivo e soprattutto emotivo.
Colore, che come evidenzia il titolo di questa collettiva, diventa espressione dell’anima e delle sue infinite sensazioni ed emozioni, evidenziando ancora una volta la grande abilità e creatività di Chiara Lovera.

Chiara Lovera - Abbraccio

Un’artista che sa rappresentare le emozioni; sa dar voce alle percezioni più profonde dell’inconscio, creando immagini dal notevole potere immaginifico che anche se realizzate su supporti leggeri e semplici come può essere un cartoncino, nel caso di “Horses in the dark”, riescono a catturare l’osservatore intrappolandolo letteralmente all’interno del quadro come in un bellissimo sogno dal quale non ci si vuol svegliare!


Francesca Callipari

venerdì 10 giugno 2016

Over the rainbow – Il colore come espressione dell’anima!: Kouros presenta Marco Capolungo e la sua pittura onirico –fiabesca..


Marco Capolungo - Mondo perduto

Nell’ambito della collettiva “Over the rainbow – il colore come espressione dell’anima”, ospitata a Firenze presso la Galleria Simultanea dal 3 al 15 Giugno, l’Associazione Kouros è lieta di presentare l’artista Marco Capolungo, che esporrà un’opera dal titolo “Mondo perduto”.

Marco, raccontaci qualcosa di te.. Quando è nato l’artista che è in te?

Ho iniziato a dipingere verso i 25 anni. Più che altro, perché avevo una specie di storia in testa, da raccontare attraverso dei quadri. Poi, dopo un paio d'anni, queste idee si sono affievolite e ho continuato cercando sempre di trovare qualcosa che veramente avesse il potere di farmi prendere su i pennelli e cominciare, quasi sempre improvvisando.

Alla nostra collettiva esponi un’opera dal titolo “Mondo perduto”. Raccontaci  com’è nata l’idea di questo dipinto e quali sono le tecniche adoperate per realizzarlo:

Semplicemente ho improvvisato il disegno dopo aver buttato giù le prime linee già programmate. La tecnica è quella della mia pittura per quadri disegnati, pazienza e un buon stato psicologico.

Collegandoci al titolo di quest’opera “mondo perduto”, riflettiamo un momento sull’epoca attuale alla quale tale titolo potrebbe in qualche modo rimandare. In questo particolare momento storico cosa manca sia a livello politico/economico ma soprattutto dal punto di vista sociale?

E' diventato tutto troppo tecnologico, troppe macchine, troppi cellulari, troppi eventi, della moda non se ne conosce più il carattere dominante, è tutto variegato, è tutto dominato dal computer, ma con questo non voglio dire che i contatti umani siano peggiorati, solo che stando molto davanti al pc e ipnotizzati davanti a cellulari e social network, sicuramente si ha meno tempo per stare a contatto con se stessi, ci si dimentica quasi, si vola via, l'anima se ne va... forse . Quello che manca di più è il contatto con la natura.

L’arte può avere a tuo avviso un futuro nel nostro Bel Paese o bisognerà sempre rivolgersi all’estero?

Io sinceramente non sapevo neanche che la tendenza era quella di rivolgersi all'estero, ahahahah. Ma sì apriamo in tutti i sensi tutte le frontiere.

Alla luce della collettiva “Over the rainbow”, da noi organizzata, che si concentra sul colore come espressione dell’anima, qual è il tuo pensiero a riguardo? Il colore ha davvero questo potere e dunque la capacità di far vibrare le corde più profonde dell’animo?

Sicuramente sì, ma ci sono anche opere con una sola tonalità di colore che possono creare anche loro un risveglio dentro di noi di qualche sentimento. Io ho usato spesso molti colori, non né conosco il motivo, forse perché mi piace trovare accostamenti azzeccati, e mi sembra sempre di avere a disposizione troppi pochi colori. Ogni colore è importante, mettendoli insieme si può dar vita a un arcobaleno.
Quando guardo un'opera più che altro indago nell'anima dell'opera e in quella dell'artista, sì comunque spesso mi ci riconosco. Tutte le arti possono muovere l'anima, forse la più potente è la musica, ma la vista sicuramente per me è il senso più importante, più vasto, più assoluto, quindi osservare un quadro è come vedere un mondo, come allargare i propri confini.

Grazie Marco, le tue opere così variopinte e originali ci conducono in una dimensione al tempo stesso onirica e fiabesca, in universi paralleli fatti di luci e ombre, di mostri e corpi sensuali, quasi a voler fornire una descrizione surreale della vita stessa, con le sue gioie, i suoi dolori, e i momenti di follia.

lunedì 7 marzo 2016

Paola Carosiello , l’artista che dà voce ai sentimenti e alle emozioni più recondite dell’animo umano.


Paola Carosiello alla mostra "Semplicemente Donna"

Abbiamo conosciuto Paola Carosiello alla nostra collettiva Semplicemente Donna, tenutasi a Firenze nel novembre 2015 e alla quale l’artista ha esposto un’opera molto significativa, dal titolo “Malinconia”, riproducente il ritratto di una donna, la madre della stessa Carosiello, il cui volto, segnato dal passare del tempo, ci ha condotto inevitabilmente ad una riflessione sulla vita e sulla sua fugacità.

Artista bolognese, la Carosiello ha cominciato la sua attività artistica intorno alla fine degli anni ’90, partendo dal disegno, tecnica a lei più affine, per poi proseguire il suo studio presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna, dove si è laureata discutendo una tesi sul paesaggio.
E’ così dunque che si è avviato il suo percorso artistico, fondato su una profonda riflessione sull’arte e in particolar modo sulla pittura, che la conduce in seguito a specializzarsi in Comunicazione e didattica dell’arte.

In questa collettiva, incentrata sul rapporto luce – tenebre nell’arte contemporanea, Paola Carosiello espone due opere fortemente espressive, eseguite in olio su tela, dal titolo “Desolazione” e “Fatina”, nelle quali ella affronta ancora una volta i sentimenti e le emozioni più recondite dell’animo umano.


Paola Carosiello - Desolazione

Desolazione caratterizzata da tonalità cupe in contrasto, ci pone di fronte alla rappresentazione della disperazione, mostrando una donna che si trascina a fatica in un paesaggio devastato e senza alcun segno di vita. In essa l’artista mostra un’estrema capacità tecnica, riuscendo grazie ad una sovrapposizione di colori, a creare stupendi effetti chiaroscurali che rendono ancora più drammatica e devastante la scena raffigurata.


Paola Carosiello - Fatina

Fatina, invece, che apparentemente si pone come un semplice ritratto, mostra una piccola donna o meglio una bambina, colta quasi di sorpresa che impaurita rivolge lo sguardo allo spettatore. Fili rossi e neri sembrano tenerla avvinghiata alla tela, quasi a voler simboleggiare un’anima intrappolata nei suoi dubbi e nelle sue incertezze.

Paola Carosiello è dunque un’artista estremamente incisiva, sempre pronta a sperimentare nuove tecniche. Nella pittura ella ritrova la sua energia positiva, affrontando spesso tematiche particolarmente difficili quali ad esempio la fugacità del tempo o la disperazione, che attraverso le sue tele riesce a trasmettere intensamente arrivando al cuore dello spettatore!

giovedì 3 marzo 2016

“Orietur in tenebris lux tua”, Kouros presenta Carlotta Mantovani e l’arte come energia e liberazione dalle sofferenze interiori…


Carlotta Mantovani - Luna... luce del divenire


Nell’ambito della collettiva “Orietur in tenebris lux tua-Arte contemporanea tra luce e tenebre” ospitata a Lucca presso la sala comunale Corte dell’Angelo dal 28 Febbraio all’8 Marzo, l’Associazione Kouros è lieta di presentare l’artista Carlotta Mantovani, che espone un’opera olio su tela dal titolo “Luna...luce del divenire".

Carlotta, raccontaci di te.. Quando e da cosa è scaturita questa passione per l’arte?

La mia espressione artistica ha origini lontane, risale forse all’infanzia, quando mi sentivo profondamente attratta dai colori. Dopo l’istituto Magistrale ho frequentato l’Accademia di Belle Arti di Bologna tra il 1979 e l’83, anno in cui mi sono diplomata.
Non fu una esperienza appagante, sinceramente! Non avevo chiare in mente, allora, le motivazioni della mia ricerca e non trovavo interlocutori che potessero condividere la stessa inquietudine.
Una volta terminata l’Accademia ho accantonato la ricerca, per dedicarmi alla illustrazione. Ho insegnato per qualche anno Educazione Artistica, ho lavorato in uno studio Grafico poi mi sono “persa a crescere i miei 3 figli”.
Parallelamente ho scritto poesie e brevi racconti e, proprio la scrittura ha risvegliato la mia ricerca espressiva.
La musicalità delle parole unita all’eco dei significati mi hanno riportata sulla via della riflessione sul senso delle cose.
Negli ultimi anni, da quando ho ripreso a dipingere ad olio, ho riscoperto un mondo che mi appartiene da sempre. La forza dei colori è un grande richiamo all’energia della vita.

Sappiamo che oltre alla pittura ti dedichi con molta passione alla scrittura e in particolare alla poesia. In entrambi i casi, poesia o pittura, segui molto l’istinto o parti sempre da un preciso progetto, da un’idea pensata da tempo?

La frase di apertura del mio sito è: “cercare e non trovare i confini dell’arte”, proprio perché poesia, pittura, musica di cui mi nutro…e che purtroppo non produco (ma qui bisognerebbe allargare il discorso a dismisura sull’energia che l’essere umano è in grado di mettere in moto…o forse solo di intercettare come corrente ascensionale. Energia che scuote e coinvolge, interroga e accompagna) sono espressioni dello stesso animo inquieto.
Dunque mi piacerebbe realizzare progetti precisi e pensati, ma poi mentre lavoro mi rendo conto che il mio inconscio si impone e pretende di dire la sua, proprio come un sogno segue una traiettoria priva di logica apparente.
Generalmente c’è un momento in cui il mio lavoro si ferma, restiamo in silenzio ad osservarci, anche molto tempo…finchè emerge ciò che sta nel profondo della mente.
Mi è capitato più di una volta di capire il significato di un quadro dopo averlo finito.
In realtà anche le poesie emergono da sole, come fossero indipendenti da me.
La loro trama si aggira nella mia mente per qualche giorno, poi, quando sono pronte le scrivo. E generalmente non le correggo.
Molti quadri e poesie non li potrò mai dipingere o scrivere semplicemente perchè li trovo al mattino, nella mente, e poi se ne vanno perchè non riesco ad afferrarli.

Alla nostra collettiva esponi un’opera intitolata “Luna, luce del divenire” nella quale su tutto primeggia questa luna potente e magica che sembra voler portare lo spettatore ad una riflessione quasi “spirituale”. Raccontaci come è nata e quale messaggio vorresti trasmettere attraverso di essa?

Nelle mie poesie è presente la fettina di luna: “unica luce del mio divenire” proprio perché per molti anni ho vagato interiormente senza una chiara visione di cosa andassi cercando. La metafora della poca luce di una fettina di luna come guida nella notte della ragione ha assunto un significato simbolico per me. In realtà, dopo molta riflessione ho capito che quella immagine ha avuto una origine precisa, in una notte in cui ho vissuto una situazione amara. Fatto di cui ho scritto un racconto tutto d’un fiato, 38 anni dopo…
Ovviamente l’ho dipinta varie volte, ma il quadro che espongo alla mostra raffigura una luna immensa, piena, che dòmina la nostra esistenza, proprio come una luce soave e silenziosa che ci accompagna, fedele come solo una madre può essere e aspetta il momento in cui comprendiamo di essere parte di una umanità ininterrotta che vive e chiede di non essere dimenticata.
Nei miei lavori sento l’energia dei primi uomini che lasciavano l’impronta delle loro mani sulla roccia.
Nel quadro “Luna, luce del divenire” inizialmente era prevista, progettata appunto, solo la luna sul fondo blu. Luce e universo. Poi non ho resistito e ho dipinto una foresta confusa, come fosse bruciata da un grande incendio, violentata dalla furia degli eventi…scheletri di alberi muti, in uno stato di oblio…
Il messaggio penso possa essere proprio la pace che si prova quando, dopo una vita passata ad aspettare, a cercare, a domandare…a “bruciare”, ci si accorge che sopra la storia singola di ognuno splende più grande la storia dell’umanità intera.
Generazione dopo generazione siamo arrivati fino ad oggi senza che mai, nemmeno per un momento, sia venuta meno la guida della luce della luna.
L’uomo ha in sé una carica talmente forte da poter far fronte alle sfide più angosciose e continuate il proprio cammino. La luce della ragione, il calore del sentimento, i colori della vita, possono guidare i nostri passi verso l’ignoto e l’arte, così come la scrittura o la musica sono espressione di una vitalità spirituale antichissima e smisurata. Riflesso di un divino che arde dentro l’umano.
Ma ancor più la luna del mio quadro offre, come per propria naturale caratteristica, un perdono “potente” appunto, che ci permette di dare pace alle ceneri della nostra storia.


Hai particolari progetti per il tuo futuro artistico? A quali altre estrinsecazioni assisteremo da parte tua?

Non ho progetti precisi, se non quello di riuscire a dedicare più tempo ed energia all’arte, proprio perché questo è il mio modo di sublimare la storia del mio mondo, delle vicende che mi hanno forgiata e delle speranze che ho per il futuro, non solo  mio, ma di chi amo o di chi mi capita di incontrare.
Vorrei riuscire a coordinare i miei racconti per pubblicare un libro illustrato.
Ma non sono bravissima a coordinare i pezzi sparsi…mi affido al futuro che mi chiama, ma non so quali mattoni si concretizzeranno. Man mano che l’esperienza si farà più completa cercherò di rendere più visibile il mio lavoro.

La collettiva “Orietur in tenebris lux tua”, da noi organizzata, ha come obiettivo non soltanto quello di indagare sul rapporto luce-tenebre, da sempre tematica fondamentale della storia dell’arte, ma allo stesso tempo vuol far riflettere lo spettatore sulle “tenebre” che avvolgono la vita di ognuno, svolgendo una funzione quasi “salvifica”, capace di aiutarlo a ritrovare la propria luce interiore.
Qual è il tuo pensiero a riguardo? Credi che l’arte possa svolgere un ruolo che vada al di là del semplice piacere visivo?

Penso che ognuno abbia un proprio modo per affrontare le tenebre della propria vita, anche se non ne è consapevole. Per me l’arte è stata un grande strumento per dar voce alle mie difficoltà e sofferenze, ma anche una celebrazione della gioia di vivere.
Concludo con la frase che da sempre fa da contenitore a tutti i miei lavori: ognuno infatti è un “Piccolo tassello del grande mosaico: Studio dei particolari di un’anima appesa ai bordi del vento”.
E in fine voglio riportarvi una frase di Van Gogh: “Quando la consolazione non c’è resta l’arte, per sempre, e allora non si sarà mai vuoti né soli”.

Grazie Carlotta per le tue parole e per la tua sensibilità che traspare così evidente da ciò che scrivi, così come da ciò che dipingi; il chiarore della tua luna ci illumina nel profondo e ci abbaglia di nuova luce, rischiarando tutte le nostre umane incertezze ed immettendoci in un cammino nuovo, fatto di colori accesi e brillanti, quelli della speranza, sempre racchiusa in fondo al cuore e pronta ad esplodere come unico e solo motore delle nostre imperfette esistenze…

mercoledì 2 marzo 2016

Orietur in tenebris lux tua!: Kouros presenta Paolo Graziani e il rapporto luce e ombre come dissidio dell'anima


Paolo Graziani - Un faro nella notte

Nell’ambito della collettiva “Orietur in tenebris lux tua - Arte contemporanea tra luce e tenebre”, ospitata a Lucca presso la sala comunale Corte dell’Angelo dal 28 Febbraio al 8 Marzo, l’Associazione Kouros è lieta di presentare l’artista Paolo Graziani, che espone due opere, in tecnica mista, dal titolo “Un faro nella notte” e “Certe notti…sono speciali”..

Paolo, raccontaci qualcosa di te….. Quando è come è nato il Graziani artista?
La passione artistica nasce associata a un profondo percorso personale intrapreso alcuni anni fa,  maturai l'esigenza di soffermarmi con diversa attenzione su aspetti, situazioni, interlocuzioni che mi transitavano nel quotidiano: un saluto può non essere un semplice saluto, una cordialità può essere non una semplice cordialità, etc…dipende da noi e da come ci poniamo, mi viene da pensare allo stupore di un bimbo che inizia a conoscere ciò che lo circonda, il recuperare quella sensibilità, quella gioia per alimentare  il nostro animo...  sentii pertanto il bisogno di ricercare,  riscoprire il valore di ogni singolo dettaglio, per stare e sentirmi meglio , ricevendone in taluni casi emozioni talmente grandi e forti che iniziai  a cercare di tradurle,  eseguirle  in quadri.

Cosa senti al momento di metterti davanti alla tela? Sai già esattamente quello che vuoi realizzare o lasci che la mano faccia da sé, in una libera estrinsecazione della tua fantasia?

Ho questa convinta percezione di tutto..che esiste molto di più di quello che si vede e si percepisce con i sensi…premesso questo, più che quello che vedo, ciò che mi piace cercare di realizzare e interpretare è quel sentire, quell'emozione che rimane stampata nell'animo quando chiudo gli occhi…
A volte imposto una traccia, altre assecondo l'emotività, l'impulsività del momento...due aspetti mi piacerebbe che emergessero da questo mio pormi, da questo sperimentare: che alcuni di questi quadri siano materici , ossia che oltre il colore anche la texture animata sia parte del pensiero, del racconto. Inoltre che in ogni esecuzione prevalga l'emozione, l'impressione,  l'aspetto metafisico e onirico, mi piace pensare a un trasporto del pensiero.

Che messaggio vorresti pervenisse agli spettatori alla vista delle tue opere?

L'evento pone il delicato tema del rapporto fra l'oscurità e la luce che ci può aiutare, guidare, accompagnare fuori da questo smarrimento, argomento molto sentito, una attualissima metafora sulla vita,  fondamentale e per nulla scontato è  la consapevolezza di ciò che viviamo , il porci le giuste domande per ricercare le risposte che naturalmente albergano in noi, una sana e consigliata riflessione per migliorare il nostro percorso di vita, si mi piacerebbe se fosse questo il messaggio che venisse colto.

Alla nostra collettiva esponi due opere apparentemente semplici ma allo stesso tempo molto riflessive, nelle quali indaghi profondamente sul vivere umano e le sue inquietudini. Raccontaci come sono nate e quali messaggi si nascondono dietro di esse?

Un faro nella notte: Come tantissime altre persone non sono per nulla contento dei periodi che stiamo vivendo, invidie, gelosie, opportunismi, violenze di ogni genere, poca attenzione, sensibilità rispetto per ogni essere umano, il sistema attuale è inutile negarlo è miseramente fallito, perché ha smarrito  il senso della dignità umana,  tutto questo non può transitarmi inosservato, mi crea tra le tante reazioni disappunto, desolazione, tristezza... una serata nel mio cortile ero avvolto da questo tipo di pensieri, e mi soffermai su un faro che per illuminare un campo sportivo indirettamente illuminava nel buio totale la chioma verde di un albero, quella sensazione mi ha colpito...tanta oscurità ma da quella luce emergeva unicamente il verde, fortissimo un pensiero di speranza….di conforto…..di fede…

Certe notti ….sono speciali:
un opera per trasmettere, una certa quiete, una calma di sentimento...anche se in determinati momenti ci ritroviamo  nell'oscurità...quando siamo nei luoghi giusti , con la luce giusta, con il giusto porci...non dobbiamo temere, disponiamo di tutti gli elementi per affrontare serenamente quella notte.


Paolo Graziani - Certe notti...sono speciali

La collettiva “Orietur in tenebris lux tua”, da noi organizzata, ha come obiettivo non soltanto quello di indagare sul rapporto luce-tenebre, da sempre tematica fondamentale della storia dell’arte, ma allo stesso tempo vuol far riflettere lo spettatore sulle “tenebre” che avvolgono la vita di ognuno, svolgendo una funzione quasi “salvifica”, capace di aiutarlo a ritrovare la propria luce interiore.
Qual è il tuo pensiero a riguardo? Credi che l’arte possa svolgere un ruolo che vada al di là del semplice piacere visivo?

Riflessione che sposo e condivido, credo convintamente che qualsiasi forma artistica: pittura, musica, poesia, che sia giusto per citarne alcune,  ha e deve avere una funzione vitale di arricchimento per ogni sentire umano, soprattutto in questo periodo storico di impoverimento generale di qualsiasi sensibilità...esprimo un ulteriore concetto, ognuno di noi dovrebbe cercare e porsi l'obbiettivo di essere "artista nel pensiero": nel porsi, nell' agire...per valorizzare e ottimizzare al massimo ogni attimo, momento, situazione, interlocuzione che questa vita ci riserva, per migliorarci e vivere meglio  noi,  per migliorare e rendere più gradevole e positiva la vita di chi ci circonda

Hai particolari progetti per il futuro artistico?
Continuare in modo appassionato a visitare eventi, mostre, partecipare quando si conciliano le situazioni personalmente a eventi (alcune sono già in essere), beneficiare della  conoscenza e sensibilità di altri artisti, di appassionati d'arte che organizzano questi eventi e manifestazioni, di trovare in questo delizioso sentire, in questo piacevolissimo confronto altre fortissime  emozioni da raccontare e tradurre  in nuove opere.

Grazie Paolo per le tue parole, delicate e intense come le tue pennellate, che colorate e vibranti penetrano nell'anima e ci indirizzano verso orizzonti immaginifici infiniti e tutti da scoprire, dove sognare è lecito e la speranza è la luce che ci accompagna nel cammino impervio dell'esistenza illuminando ogni angolo buio del nostro vivere...

martedì 1 marzo 2016

Orietur in tenebris lux tua!: Kouros presenta Gianpaolo Cappello e il rapporto luce e ombre in chiave "vedutista"..


Nell’ambito della collettiva “Orietur in tenebris lux tua - Arte contemporanea tra luce e tenebre”, ospitata a Lucca presso la sala comunale Corte dell’Angelo dal 28 Febbraio al 8 Marzo, l’Associazione Kouros è lieta di presentare l’artista Gianpaolo Cappello, che esporrà due opere, olio e acrilico su tela, dal titolo “La suggestione del prato” e “Guarda le ochette!”…


Gianpaolo Cappello - La suggestione del prato


Gianpaolo, permettici di conoscerti meglio.. quando e come si è originato in te il “fuoco sacro” dell’arte?

Quando frequentavo le scuole medie e mi è capitato di trovare, in un cassetto di casa, dei tubetti di colore. Erano delle vecchie tempere che mio padre aveva usato da giovane in un corso di pittura. Stesi il blu di Prussia, che allora non conoscevo come tale, su un foglio e rimasi affascinato dalle varie tonalità, che avevo ottenuto casualmente, con le pennellate casuali. E stato il blu di Prussia che mi ha preso per mano e introdotto nel mondo della pittura perché iniziai subito a provare a dipingere copiando alcuni soggetti impressionisti trovati nelle riviste...

Il momento creativo è per te un atto spontaneo, o la conseguenza di un disegno già prefissato nella tua mente?

Sono affascinato dalla natura, i paesaggi naturali e artificiali, in momenti particolari della giornata quando i colori sono più suggestivi. Quando viaggio ho sempre con me una macchina fotografica e raccolgo tutti i momenti che mi attraggono. Da queste immagini nascono le mie opere.

C’è un messaggio particolare che intendi trasmettere attraverso le tue opere?

Provo gioia quando riesco a ritrasmettere l'emozione che ho provato vedendo il soggetto reale, che mi ha ispirato. Modifico leggermente i colori per esaltarne l'effetto e cerco di magnificare le luci. Probabilmente il messaggio è l'amore per la vita. Probabilmente ho già risposto prima, sono nate dall'amore per la natura e le creazioni dell'uomo e vorrebbero ritrasmettere questo amore. Se amiamo la natura, l'ambiente in cui viviamo, amiamo la vita.

La collettiva “Orietur in tenebris lux tua”, da noi organizzata, ha come obiettivo non soltanto quello di indagare sul rapporto luce-tenebre, da sempre tematica fondamentale della storia dell’arte, ma allo stesso tempo vuol far riflettere lo spettatore sulle “tenebre” che avvolgono la vita di ognuno, svolgendo una funzione quasi “salvifica”, capace di aiutarlo a ritrovare la propria luce interiore. Qual è il tuo pensiero a riguardo? Credi che l’arte possa svolgere un ruolo che vada al di là del semplice piacere visivo?

L'arte è fondamentale per trovare la luce interiore. La pittura assieme alla letteratura, alla musica, all'architettura e al cinema sono essenziali per l'umanità perché permettono agli uomini di allargare i propri orizzonti. Attraverso l'arte l'uomo arriva ad intuire la spiritualità, è l'arte che permette l'astrazione, è l'arte che apre nuovi dubbi, nuove domande...

Gianpaolo Cappello - Guarda le ochette


Progetti per il futuro artistico? Quali altre manifestazioni ti vedranno protagonista?


Dovrei fare una esposizione personale nella Galleria Samonà di Padova in autunno.

Grazie mille per le tue risposte, la tua arte è un universo multiforme di emozioni che ci incanta e ci inchioda alla tela facendoci entrare in una dimensione alternativa dove tutto è colore e luce e non c’è spazio per le tenebre ma solo per lo meraviglioso spettacolo dell’arte che è poi lo spettacolo stesso della vita.

sabato 27 febbraio 2016

Orietur in tenebris lux tua!: Kouros presenta Elena Tanzarella e il rapporto luce e ombre tra sentimento e riflessione spirituale..

Elena Tanzarella - Al di  là del sogno

Nell’ambito della collettiva “Orietur in tenebris lux tua - Arte contemporanea tra luce e tenebre”, ospitata a Lucca presso la sala comunale Corte dell’Angelo dal 28 Febbraio all' 8 Marzo, l’Associazione Kouros è lieta di presentare l’artista Elena Tanzarella, che esporrà due opere dal titolo “Al di là del sogno” e “Tramonto piemontese”..

Elena, permettici di conoscerti meglio.. quando è maturata questa passione per l’arte? 

Ho sempre avuto una passione per il disegno, sin da quand’ero piccolina. Ricordo che alle medie tanti dei miei disegni sono finiti in casa della professoressa di artistica. Poi in terza media dovetti fare una scelta: liceo scientifico o liceo artistico? La scelta ricadde sulla comodità. All’epoca facevo nuoto agonistico e avevo bisogno di una scuola comoda a casa, quindi: liceo scientifico. Durante le superiori, due lavori fatti durante un piccolo corso di pittura, vengono appesi nelle mura dei corridoi della scuola, scelti direttamente dal preside. La mia carriera artistica però si blocca qui per 8 anni. Dopo le superiori si va all’ università, sempre altro ramo, stavolta psicologia. Ed ecco che mi trovo tra la consegna della tesi in segreteria e la sua discussione. Un mese: un mese di tempo dove c’era da gestire una gran quantità d’ansia con solo 15 minuti al giorno impiegati a ripetere la presentazione. Tiro fuori i vecchi colori, pennelli, fogli da disegno e inizio scarabocchiare. Guardando i tutorial ho imparato a mischiare i colori, disegnare gli alberi, fare paesaggi. Poi piano piano a furia di sfornare quadri ho preso la mano. Ho preso la mia mano. E così, nel 2008 inizio ad interessarmi all’ olio, alle tele e ai cavalletti. L’inizio del lavoro mi allontanò leggermente dai pennelli, ma iniziai a fare quadri su commissione per colleghi. Misi in campo svariate tecniche di pittura e di stili; sono passata dal paesaggio all’ astratto geometrico poi ai ritratti. Cosa c’era di meglio che dipingere per passare il tempo a casa? Stop di qualche anno per motivi lavorativi ma ecco che nel 2015 ho di nuovo tempo, interesse. Non ho mai fatto studi di pittura. La mia scuola sono i pennelli, i colori e le tele. Il mio è un lavoro d’istinto. Quando mi sento, quel che mi sento, devo fare.

Cosa rappresenta per te la pittura? Nella fase di creazione delle tue opere, parti sempre da un preciso progetto, già studiato e pensato da tempo o ti lasci guidare dall’istinto, senza un preciso perché?
Per me dipingere è svago, è rilassamento. Come passa il tempo quando si è li davanti alla tela. Con la pittura riesco ad esprimermi ed è il modo migliore con il quale riesco a mettermi in gioco. Nella vita mi faccio guidare dall'istinto, e così, anche nella pittura. Alcuni miei lavori sono presi a tavolino e riprodotti; come ad esempio “Tramonto Piemontese”, eseguito da una foto fatta da mio padre. Oppure…come nel caso di “Al di la del sogno” non vi è ragione ma solo sentimento. E in questo caso, sono i pennelli a guidare la mia mano. Quello che io faccio per la maggior parte dei miei lavori, è interpretare, cercare di cogliere l'essenza di quel soggetto che mi piace tanto, che mi fa venire la voglia di dipingere. Ma la pittura essendo sentimento. Non ha regole, e così, quel che mi dice il cuore, su quella tela, faccio, che sia la riproduzione di un’immagine o vedere di scoprire cosa si nasconde dietro al bianco di quella tela.

Alla nostra collettiva esponi due opere molto diverse tra loro che ci consentono, dunque, di cogliere due lati differenti della tua creatività, ma che al tempo stesso convergono verso una stessa direzione volta a condurre lo spettatore ad una riflessione quasi “spirituale”. Raccontaci come sono nate e quali messaggi si nascondono dietro di esse? 

Come anticipato nella risposta precedente, questi due quadri non sono semplicemente diversi come stile ma hanno proprio una radice diversa. 
Per Tramonto piemontese mi sono ispirata da una foto fatta da mio padre, da casa sua, al tramonto appunto. Una casa che fino a poco tempo prima era anche casa mia. Quando vidi la foto, potetti constatare sulla mia pelle ciò che era sempre stato solamente un detto per me: l’importanza di quello che hai, non la conosci fino a che non lo hai perso. Ecco, qui mi sono ritrovata a vedere per la prima volta un meraviglioso paesaggio, che in realtà avevo avuto di fronte tutti i giorni per quasi vent’anni della mia vita. Questo quadro è il mio collegamento con quella parte di me che ha fatto il suo corso, lasciando lo spazio alla donna che sono adesso, ma che è e sarà sempre parte di me. 
Al di là del sogno purtroppo deriva da una brutta esperienza. Sei anni fa persi un mio caro amico in un incidente d’auto. Questa perdita mi segnò parecchio e avevo bisogno di trovare conforto. Mentre dipingevo pensavo a lui, al percorso della vita. Anche se fisicamente non era più accanto a me io lo potevo sentire. Ed ecco qui che tramite quelle linee, quei colori e quelle forme ho cercato di rappresentare questo mio pensiero. Al di là del sogno è un quadro materico e per realizzarlo ho utilizzato materiali di riciclo.. lo spago da cucina la carta dell’uovo di Pasqua; non potevano che essere oggetti di vita quotidiana. Nel quadro gli ambienti si mischiano, i colori della vita spirituale ci accompagnano nel nostro percorso di vita, così come chi fisicamente non è più tra noi.. voli nella geometria della vita terrena.

Elena Tanzarella - Tramonto piemontese

Quali traguardi continui a porti per il futuro? 

Io mi auguro con tutto il cuore che questa mia passione possa diventare un giorno anche il mio sostentamento. Cosa volere di più dalla vita se non guadagnarsi da vivere con ciò che si ama fare. L’arte è la rappresentazione di noi stessi e quindi con il tempo non migliora solamente la tecnica, ma cambiando noi, cambiamo anche il nostro modo di percepire la realtà, e quindi di trasmetterla. Con le nostre creazioni lasciamo qualcosa di noi al mondo, la nostra impronta, la nostra crescita.

La collettiva “Orietur in tenebris lux tua”, da noi organizzata, ha come obiettivo non soltanto quello di indagare sul rapporto luce-tenebre, da sempre tematica fondamentale della storia dell’arte, ma allo stesso tempo vuol far riflettere lo spettatore sulle “tenebre” che avvolgono la vita di ognuno, svolgendo una funzione quasi “salvifica”, capace di aiutarlo a ritrovare la propria luce interiore.
Qual è il tuo pensiero a riguardo? Credi che l’arte possa svolgere un ruolo che vada al di là del semplice piacere visivo? 

Cos’è la luce senza l’ombra? La faccia della stessa medaglia, inscindibili. L’una non può esistere senza l’altra. Se io ponessi questa domanda: cos’è la malattia? La risposta più comune sarebbe: l’assenza di benessere, di Salute. Ecco. Ma se poi chiedessi. Cosa vuol dire essere in salute?.. beh allora non mi sapreste più rispondere. Questo perché siamo talmente abituati a vedere ciò che non va che quando tutto va bene non ce ne accorgiamo neanche. Ma il bene che abbiamo non lo potremmo apprezzare senza il male. Così come la luce non la possiamo apprezzare senza il buio. Tutte le parti oscure di noi non fanno altro che enfatizzare le nostre parti migliori. Noi siamo esseri di luce e ombra. 
Tramite la sua arte, l’artista fa un prolungamento di se stesso. Quindi posso dire sì, l'arte è qualcosa di più del semplice impatto visivo; l’arte è parte di un essere vivente in tutte le sue sfaccettature. Un quadro non è lì per essere apprezzato esclusivamente nella tecnica, ma è lì soprattutto per le emozioni che suscita, per il messaggio che vuole trasmettere. Nell’ arte non vi è un messaggio universale, ma è tutto interpretato dal soggetto che guarda. Gli occhi dello spettatore, tramite i loro vissuti, vedono quello che vogliono vedere.

Grazie Elena per le tue parole e per i messaggi che trasmetti attraverso le tue opere...la tua arte ci conduce in un universo colorato di emozioni tutte da vivere, frammenti delle nostre quotidiane inquietudini impresse su tela che osservandole ci inducono a riflettere sulle nostre umane fragilità, imparando dalle nostre debolezze a trovare la forza necessaria per affrontare questa grande avventura chiamata vita.